Spazio e architettura …

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DA DELFI …

sergio 43 commented on …

“Una delle TRE teste di serpente della bronzea Colonna Serpentina da Delfi, alzata nell’Ippodromo di Costantinopoli. E’ l’unica testa rimasta dopo che, giunta indenne fino al XVIII secolo, venisse capitozzata da un polacco ubriaco. Chissà quale moderno significato possiamo dare a questo manufatto! Forse significa l’Architettura moderna che, avviluppatasi sempre più su se stessa, ha perso completamente la testa? “Quos vult perdere Deus (in questo caso la vaticinatrice Pizia) dementat“. Forse una copia, con l’assenso del meccanico del Centro di Revisione, potrebbe essere alzata nello spazio di risulta tra i TRE edifici segnalati: quello di Pellegrin-Zevi, quello di Vagnetti-Muratori e quello di autore ignoto!”

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NELL’OCCHIO DEL CICLONE …

Giancarlo Galassi commented on Il “Santa Sanctorum” della Scuola Romana di Architettura …

“Postilla:

la forza centrifuga dei linguaggi architettonici scatenati nel loro rigore ideologico si avverte fino alla nausea nel baricentro tra quei palazzi. Come stare nell’occhio del ciclone (alè! ve l’ho scritto in Zevi’s style).
E’ proprio questa forza che prima ha vivificato la scuola romana e poi l’ha distrutta coagulandosi in una “poetica del dubbio”, delle possibilità equivalenti, del pilastro e/o della colonna, del valore della variante e delle varianti della variante.
Nei casi comuni della professione diventa, per i laureati a Roma, la poetica dello «’sti cazzi».

All’autore di questo colpo di grazia alla Scuola, e probabilmente dell’insegnamento dell’architettura a Roma, i suoi allievi da lui messi in cattedra, hanno intitolato una facoltà alla memoria. E pensare che all’epoca Gatti, uno dei più duri e ostici tra i protagonisti ideologici di quel confronto, esprimeva perplessità domandandosi con sincera ingenuità che avesse fatto mai per meritarsi un tale onore. Abbiamo capito solo anni dopo, nel disfacimento più totale, che la linea del “dubbio” ha vinto.

L’antagonista, il nemico, finanche il capro espiatorio, è stato sempre necessario per affermare il proprio punto di vista ma adesso che lo sappiamo, che l’abbiamo elaborato, che René Girard ce l’ha spiegato (autore che consiglierei ai tanti gagliardi nello schematismo delle proprie idee anche su queste paginette virtuali), q questo punto io direi che basta. La terapia può finire. E’ finita.

Ma se il duri e puri non va bene e il dubbio nemmeno, allora?

DO LA- FA SOL FA SOL DO
Risposta non c’è ma forse chi lo sa, caduta nel vento sarà.

Io ho solo il mio parziale tentativo a volte pieno di errori (che restano errori non rivendicabili quali varianti altrimenti valide), molto precario, di stare al mondo che è nel non sopravvalutarsi idolatrando l’importanza del proprio ruolo “intellettuale” [BUM] e del ruolo della stessa architettura nel quadro politico generale; non perdere mai la misura del proprio mestiere anche se «disegnare lo spazio antropico» sembra a parole un compito da semidei. Il proclama Schiattarella in questo senso è esemplare sui diritti che l’architetto contemporaneo non deve pretendere per sé e questo proprio a a garanzia di tutti i cittadini.

Da questo ridimensionamento deriva la fine dei pregiudizi, della presunzione di non avere più bisogno di approfondire, di studiare le ragioni dell’altro, di avere sempre chiaro il quadro di una situazione complessa e mutevole.
La speranza invece è non scadere più nel fanatismo che è l’epilogo delle ideologie. Si riconosce il fanatismo quando, come nel caso della San Luca raccontata da Pullara, si scatena nell’insulto, nella spocchia, nella presunzione dell’essere di default nel “giusto” tra i barbari. Le risate di un pubblico guadente, e non il silenzio drammatico di chi ascoltando si sente coinvolto e messo in crisi, sono la triste dimostrazione che oramai si è diventati una macchietta.

G.G.

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UN’ALTRA BOJATA PAZZESCA? …

Nasce l’hub di Villa Borghese, un investimento da 141 milioni …

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CASE ROMANE …

Da Luisa Gentile: piazza Mancini …

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ROBBA FORTE DALLI INGHILESI …

Ciorra Gregotti Purini Garofalo

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Il “Santa Sanctorum” della Scuola Romana di Architettura …

“Caro professore,
confesso la mia debolezza: mi è scappata la lacrimuccia epifanica
quando per caso. ritrovandomi in fondo alla rampa di un “centro
revisioni”, neanche fossi in un laboratorio di progettazione, tra via
Teulada e Circonvallazione Clodia ho scoperto una specie di Santa
Sanctorum della Scuola Romana definito dagli edifici di Pellegrin-Zevi,
Vagnetti-Muratori e una palazzina novecento
internazionalmodernitalianmonumentale. In un solo spazio la sintesi di
linguaggi architettonici diversi che si sono alimentati a vicenda in un
secolo di schermaglie teoriche. Se il meccanico non si stranisse troppo
ci sarebbe da prepararsi una lezione e tornarci per spiegare agli
studenti, senza diapositive, l’unico argomento su cui alla Giulia
Quaroni ci si doveva e ci si deve preparare da autodidatti e rivelare
il segreto dialettico dell’architettura italiana.

Un saluto commosso

Giancarlo Galassi

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AMEDEO S’ATTACCA PURE AR PRESIDENTE …

Mario Cudicini commented on ROMA TAROCCA AL MERCATO DI SAN LUCA

“A salvare l’invasione di tanti ” barbari” ci penserà il presdiente Schiatatrella Dal sito dell’ordine: Incontro al Quirinale tra l’Architetto Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e il Consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del patrimonio Artistico, prof. Louis Godart.

In una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’Architetto Schiattarella ribadiva le ragioni e i contenuti dell’Appello per l’Architettura (pubblicato dall’Ordine degli Architetti di Roma sul Corriere della Sera), temi poi ripresi nel corso del colloquio, a carattere personale, con il Consigliere del Presidente.

Il Prof. Godart ha voluto ribadire la grande attenzione e la particolare sensibilità del Presidente Napolitano nei confronti dell’architettura e dei temi della salvaguardia e valorizzazione del territorio e del paesaggio italiano. Il Consigliere stesso ha espresso la volontà di rafforzare il proprio impegno a sostegno di questi valori attraverso azioni concrete. Per questo è stato sottolineato che è venuto il momento di restituire al progetto di architettura un ruolo centrale e autonomo nei percorsi di trasformazione del territorio.
A questo scopo sarà necessario implementare iniziative di carattere regolamentare e legislativo in accordo con il Ministero dei Beni Culturali, e azioni di sostegno all’inserimento dei giovani architetti nel mercato del lavoro, in particolare facilitando processi di internazionalizzazione della professione”

Sicuramente Amedeo Schiattarella è astemio”

L’architetto Amedeo Schiattarella ricevuto al Quirinale

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ROMA TAROCCA ALL’OUTLET DI SAN LUCA …

Giancarlo Galassi commented on ROMA TAROCCA AL MERCATO DI SAN LUCA

“Viene da dire che il sempre simpatico Pullara, ma non è tutta colpa sua se crede che sia ben accetto solo se scrive così, ché a essere troppo chiari si rischia il posto di lavoro… il sempre pimpante Pullara, il nostro Damilano dell’architetttura, non avrebbe tutti i torti se attaccasse i facinorosi capipolo invece delle truppe cammellate che si lasciano guidare dovunque ci sia da sganasciarsi dal ridere a gratis e non c’è di meglio da fare, fosse Pippo Franco o Paolo Marconi.

Non è che, per caso, sguaiati sono stati i barocchi relatori nel loro dileggiare il moderno?
E non si riesce proprio a immaginare che a farlo siano stati Portoghesi e Moschini andando così clamorosamente fuori tema, mentre gli altri due hanno un loro repertorio di battute che riciclano in qualunque occasione.

Però è meglio per il nostro, è più brillante, meno alla Mollica, dare dell’ignorante alle nonnine botuliniche piuttosto che al parruccone…. fosse non fosse che avesse ragione e non piuttosto io a essere male informato sulle abitudini alcoliche dell’architetto di grido?

Del resto Pullara potrebbe con maggior grinta e ragioni difendere l’architettura moderna attaccando direttamente l’illustre Presidente della S.Luca coautore di questo capolavoro architettonico.
Se lo facesse mi piaceresse mortissimo. VAI PULLOVER!! SIAMO TUTTI CON TE!!

Ma mi immagino una certa soggezione a fronte del transpostavanguardiammoderno commento che accompagna il progetto AAM in quel link: «Uhm… forse non ha tutti i torti…mumble mumble… del resto è scritto così bene… e chissà se questo “la forma dialogica che lega i concetti di città di fondazione con quello di genius loci”, con qualche sinonimo, non posso usarlo nel prossimo articolo… fammelo appuntare… che ce voi fa’… sigh… so’ giornalista io mica critico di architettura…»

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