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CLOACA MAXIMA …
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QUANTE CENTINAIA DI MILIARDI NEL CESSO? …
Grandi Opere Grandi Aziende Archistar No grazie Preferiamo il buon padre di famiglia
“Caro professore,
facendo seguito alle recenti notizie sugli sprechi di denaro pubblico e sui cantieri bloccati dalla Corte dei Conti, ho sentito l’esigenza di scrivere qualcosa su cui far riflettere … hai visto mai che qualcuno che siede nella stanza dei bottoni avesse voglia di leggere e pensare?
Cordiali saluti”
Ettore Maria Mazzola
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“Uno sfasciacarrozze con vista Cecilia Metella” …
sergio 43 commented on EPPURE … (R)ESISTE …
“Grazie, Prof! Quanta nostalgia! Quante felici mattinate, giovane padre seduto su una panchina di fianco all’antico basolato, passate con le mie figlie, una nel passeggino e l’altra intenta a raccogliere le margherite per farne un mazzetto per la madre! Mentre facevo girare senza velleità una mina sul foglio di carta mi sentivo tanto un “milordo” accampato sull’erba e intento a riportare a casa un ricordo del suo Grand Tour! E quanta svogliata tristezza poi se, al di là della cancellata, fissavo il profilo di capanne e capannoni che avevano divorato l’ulteriore parte della Via Latina solo perchè “tanti o qualcuno” avevano voluto chiudere un occhio ben pagato su prepotenze e reati. Ah, Roma bojaccia! “Quod non facerunt Barbari facerunt B…urini”!
Ho sempre provato il rammarico di non portare allora e sempre con me una macchinetta fotografica perchè adesso e imperitura avrei la testimonianza di un gaddiano “pasticciaccio brutto de via dell’Almone” (adesso è più facile tra telefonini, ipod, smartphone sempre in tasca; anzi adesso è un fenomeno planetario quello di poter fissare e trasmettere ovunque il bello e il brutto dei nostri tempi). Un giorno di quel felice periodo tornavo a casa passando accanto all’Acqua Santa, poco lontano da questo intatto parchetto rappresentato in immagine, e mi fermai inorridito: un bulldozer stava spianando senza pietà un prato ricoperto di multicolori fiori di campo per farne, come verificai poi, il piazzale di uno sfasciacarrozze. Lì, proprio lì, in quello spazio tra Via Latina, il fiume Almone, dove Numa Pompilio andava a farsi una chiacchierata con la ninfa Egeria, e l’Appia Antica. Lì, proprio lì, dove la mia e le altre famiglie si accampavano per la prima gita primaverile “fori porta”, tra giochi di fanciulli, bevute alla fonte di acqua frizzante dopo un’ottima ciriola ripiena di frittate e cicorie, avanzava il progresso! Accidenti! Uno sfasciacarrozze con vista Cecilia Metella! O lo sfasciacarrozze era un poeta o era un criminale o erano criminali chi glielo lasciava fare! Poi gli scempi sono continuati, legalizzati da ben accomodanti condoni, nonostante le proteste, per lo più inascoltate, della parte più sensibile dei romani che evidentemente dovevano essere però o pochi o, quei pochi, troppo timidi e troppo poco attrezzati davanti ad appetiti troppo famelici e sfuggenti. Adesso lo sfasciacarrozze non c’è più ma non è più tornato neanche il prato, soffocato dagli oli e dai grassi dei rottami percolati sul piazzale, alla faccia della falda e della fonte. Quindi non possiamo che accontentarci: almeno qualche francobollo di territorio ancora (r)esiste!”
……………………
e a primavera, camminando sul prato, si sente pure il profumo della mentuccia e della rughetta …
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