PIC NIC AL FORO …

Gentil prof. Muratore

sempre in vena di nostalgia per un foro che non c’è più, le
invio una foto tratta dalla serie di foto “di famiglia” che il comune di Roma
ha raccolto in un sito specifico.

sperando di cogliere nello sguardo del ragazzo di allora (1952)
l’orizzonte di una prospettiva meno malinconica di quella attuale.

un saluto

A.N_M.G

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A chi si è ispirato Mazzucchelli per la fisionomia di Asterios Polyp ? …

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Sussurri e grida (dal Foro Italico) …

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Vera schifezza/2 …

“Aggiornamento sulla vicenda “Vera Schifezza”, dal Corriere del Mezzogiorno on line, 19 aprile 2012: “In attesa dell’attenzione politica, comunque, quella mediatica il direttore del CAM Manfredi è riuscito ad attirarla. Ma non con unanimi consensi. Il primo a sollevare critiche è stato il direttore del «Corriere del Mezzogiorno» Marco Demarco, che sul suo blog «Vedi Napoli» parla di «narcisismo distruttivo» e spiega il suo «odio» per i roghi, «tanto più se servono a chiedere fondi pubblici».

E al dibattito online del quotidiano partecipa anche Eduardo Cicelyn, il direttore del Madre, il museo pubblico napoletano di arte contemporanea in gravissime difficoltà per mancanza di investimenti. Critico anche con il «Corriere» per come ieri ha dato in prima pagina la notizia del rogo, Cicelyn si scaglia pesantemente contro Manfredi: «Non è difficile scorgere nelle levate d’ingegno dell’ineffabile direttore il tentativo di stare a ridosso delle notizie giornalistiche, con la furbizia degli insolenti e nel modo untuoso di quei falsi mendicanti che presidiano i luoghi dove la gente è già col portafoglio alla mano».

Come a dire: “I due direttori”. Come nel film “i due colonnelli”, quello vero e quello abusivo. Quello aurato e quello sc-aurato, forse sciagaurato. Uno di periferia, a Casoria, e l’altro al centro-storico, a Donna regina mia! Gli esclusi e gli inclusi dell’arte a Napoli. Il Madre e il fuoriMadre spartenopei. La simpatica lotta pare quindi quindi tra l’ineffabile e i beffabile direttore dell’arte moderna a Napoli. Tra il falso mendicante e il vero mendicante di lusso dell’arte contemporanea. Tra l’insolente e il solente …. Tra ‘o sole mio e ‘o sole tuojo!!! Anzi nostro e nostrano. Chi la spunterà?? Chi spunterà ‘e denari?

Ma si sa: chi di spada mediatica colpisce di spada perisce, … è la periferia di Casoria che si vendica. …. il sottoScala si ribella alla Scala. …. In effetti Cicelyn, ricordo, non costruì forse la sua carriera di direttore politico bassoliniano iniziando l’arte sua dalle colonne de “Il Mattino”, … quando sparava a zero contro la piazza Plebiscito liberata dal G7 e occupato ignobilmente dall’artigianato nostrano, … dalle arte basse, … dal nolano presepe di cartapesta di Tudisco impaginato dall’architetto Geppino Cilento? … che affronto, nel lontano 1994 … e tutta l’accademia posto-politica dirigista e digerista … cioè tutto il sistema dell’arte, già ben oleato e Luciameliato, accorse per la difesa della Kapitale. Di Napoli e del suo ruolo mondiale … e così l’Arte contemporanea salì sulla montagna mediatica, tutta di sale (e scendi), quella trans-eat di Mimmo Paladino, nel Natale del 1995. Una scenografia indovinata la sua, un successo mediatico globale, innanzi tutto. E iniziò così la via de il Madre, ….

I lavoratori dell’arte soprana di Napoli, gli “artigiani globali” di Casoria del CAM rispondono ora al centro-storico del Madre matrigna  … bussano a denari, … col Manfrediniello dicono, urlano: “appicciammo tutte cose”. E l’hanno fatto, nei media, a partire e patire della loro cose. Che è quello che conta. Perché si sa, sul mercato il valori son altri e alti ,….

In effetti, in fine, a pensarci bene: perché Cicelyn si e Manfredi no? Perché uno è vero direttore e l’altro no. E’ sempre 8 settembre dell’arte moderna a Napoli. E’ sempre “i due marescialli”. Con Totò & Manfredi (Antonio Capurro) e Vittorio Cicelyn De Sica (maresciallo Cotone). O viceversa, fate voi.

Oggi su questi scerni…..”

Saluti,

Eldorado

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LE MANI SUL FORO …

marco giunta commented on SUPER TENNIS ARENA? …

“Gent.mo prof. Muratore

Approfitto del suo “post” in occasione dell’avvicinarsi degli annuali Internazionali d’Italia per cercare, insieme a lei, che è stato uno dei primi a denunciare i problemi esistenti a proposito, ed al suo blog, di fare il punto sulla situazione del complesso del Foro Italico.

Lo scorso 14 aprile si è svolta una giornata di studi sul tema, organizzata dall’American Academy in Rome
con il patrocinio dello stesso ente CONI.

Vista la presenza del direttore degli impianti sportivi e del Parco del Foro Italico di CONI servizi Spa,
abbiamo accettato l’invito a partecipare in veste di relatori, decidendo strategicamente e provocatoriamente
di incentrare uno dei due interventi sull’importanza che dovette rivestire la progettazione degli spazi aperti
tra i diversi edifici costituenti il Foro, da parte di Del Debbio prima e di Moretti poi, con l’intermezzo
non poco significativo di Costantino Costantini,illustrando lo studio di un taccuino di rilievi eseguiti
ad opera e consumo dell’ufficio tecnico dell’ONB.da noi riscoperto ed analizzato, attraverso il quale sarebbero reintegrabili diversi elementi del tessuto connettivo pavimentale del complesso in corrispondenza proprio dell’area meridionale del complesso, via via scomparsi a partire dai lavori per l’organizzazione dei giochi del 1960, passando per le arbitrarietà commesse in nome dei mondiali di calcio del 1990, da lei denunciate oramai vent’anni orsono (per non parlare delle vicende della Casa delle Armi).

L’intervento di apertura del Direttore Nepi Molineris, persona peraltro affabile e di grande capacità
comunicativa ed evocativa, riguardo l’immagine di un patrimonio ereditato da riscoprire e da difendere giorno dopo giorno (DA CHI?), ha però, di fatto, annullato qualsiasi possibilità di tangenza (se non proprio di sovrapponibilità) tra gli interessi di una nicchia di persone interessate ai valori storico documentari
e quelli dell’ente gestore del bene demaniale (e sottolineiamo DEMANIALE quindi PUBBLICO!!!), completamente indirizzato verso la solita politica di una valorizzazione dai contorni mai pienamente definiti, in bilico tra gli interessi di pochi (si veda ad esempio il trattamento riservato alla palazzina dei servizi
del tennis, “valorizzata” affidandola ad uno studio di progettazione che produce progetti di resort
in atolli tropicali, separata definitivamente dal circuito pubblico del complesso ed inglobata in
strutture incongrue) e quelli di “alcuni”, ancora in fase di accertamento giudiziario (stiamo parlando
del nuovo centrale del Tennis che sembrerebbe essere stato incluso nelle oramai tristemente note
procedure della protezione civile per i famigerati “Grandi eventi” della cricca, nonchè di alcuni discutibili lavori eseguiti nella Casa delle Armi, finalizzati alle sedute – peraltro mai avvenute – del Comitato promotore per i giochi olimpici di Roma 2020 recentemente affossati dalle avverse condizioni economiche)

Spigolando nel terreno dei blog dedicati all’evento sportivo di turno,vista la sola preoccupazione da parte del pubblico sportivo praticante o meno, nei riguardi del CONTENUTO, dell’evento e del suo consumo, dal vivo o in poltrona, ci stiamo tuttavia ogni giorno di più convincendo che la partita per il recupero del CONTENITORE è persa, e con punteggio tennistico 6-0 6-0, per giunta!

Saluti

Alessandra Nizzi_Marco Giunta

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ME TE MAGNO …

Modern Art Sandwiches: Mondrian, Pollock And More …

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USA E GETTA …

TRAGIC KINGDOM

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SUPER TENNIS ARENA? …

Foro Italico 2012

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ROME MODERNE …

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UNA CITTA’ PER TUTTI …

Ennio Flaiano 

Mino Maccari

Leo Longanesi

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