“Pora colonna, pora fontanella!” …

sergio 43 commented on AVEROMA …

“Chapeau! Per uno che era decollato promettendo lo spostamento della “teca”, finire con lo spostamento della fontana!!! Ma perchè complicarsi la vita? Lasciatelo perde’ Meier che nun ce capisce gnente! Usare una fontana e una colonna come due paracarri sul lungotevere! Nun ce lo sa che una fontana se pò mette in mezzo a una piazza (e, distrutto per distrutto il Porto di Ripetta, la collocazione delle sue parti decorative nella piazzetta-snodo tra Via della Scrofa e Lungotevere era la meno peggio) oppure, come l’obelisco di Trinità dei Monti, si può collocare in mezzo a una terrazza curva per uno scorcio dalla piazza soottostante nel primo caso e dal fiume nel secondo? A noi, mae’, basta e avanza che l’ignobile discarica cui è ridotta Piazza Augusto Imperatore venga risanata secondo il progetto vincitore del concorso.

“Pora colonna, pora fontanella!
‘Na vorta je scoreva avanti er fiume!
L’illuminava co’ ‘na piccola fiammella,
stretta tra le du’ curve e ‘r muraglione!
Sur muro c’era scritto; a Clemente, papa-re,
ch’arizza er muro pe’ evità ‘gni danno!
Mò co’ ‘ste pietre gioca er Principe Alemanno!”

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AVEROMA …

“Il progetto di ricucitura tra le due aree dell’Ara Pacis e del Mausoleo di Augusto, realizzato dallo studio dell’architetto Richard Meier (lo stesso che ha disegnato la teca), oltre al ridimensionamento del “Fountain wall” prevede lo spostamento della Fontana del Navigante dalle adiacenze di palazzo Marescalchi Belli all’Ara Pacis.”

Ara Pacis,

giù il muretto di Meier spostata la Fontana dei naviganti …

un fecondo dialogo tra presente e passato …

dolce e salato …

delizia der palato …

mostaccioli … noccioline  … caramelle …

fusaje … mosciarelle …

bolligomma … bruscolini …

aranciobiracoca …

gazzosa … caffeborghetti …

chinottoneri …

AVEROMA …

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DER TRONCIO …

Emanuele Arteniesi commented on GUNNAR ASPLUND IN ORDINE SPARSO … post 7 …

“aggiungerei senz´altro all´ottimo GG che l´architettura tradizionale e´ mazzo enorme, calli e tensione sulle spalle, pause caffe´ finalmente meritate, qualche bestemmia… i famosi incastri che tanti librotti mostrano sono disegnati sul tronco con speciali compassi con bolla. Al finale, topografia, geometria, botanica, Il tronco ha due estremita’: latva e tyvi che sono diverse evidentemente, ecc.
Poi con l´accetta c´e’ da morire.
C´aveva ragione Tom Sawyer: se stai nel pieno mazzo, fischietta e fai vedere che ti diverti. Qualche grullo che sale sul muro e si mette a trapanarlo a mano verticalmente per inserire i tappi tra i tronchi finisci per trovarlo.

Hirren veistäminen

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SENZA RIMPIANTI …

Annullata la Quadriennale mancano 2 milioni di fondi

era ora …

un’istituzione, da decenni, inutile e lottizzata …

un baraccone morto da più di mezzo secolo …

 da archiviare …

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FINALMENTE … UN INTERVENTO STRATEGGICO PER LA CITTA’ …

“Previsto un ridimensionamento del cosiddetto “Fountain wall” …

“La fine dei lavori dovrebbe coincidere con il bimillenario della morte di Augusto.” …

“Spostata la fontana dei naviganti” …

ECCO IL RENDERING: PRIMA E DOPO

LE FOTO DEL PROGETTO

Ara Pacis, giù il muro di Meier /Ft  spostata la Fontana dei naviganti

e poi dicono che a Roma non si fa mai un cazzo …

finalmente, …

un sindaco che lascerà un segno indelebbile …

ma lasciate in pace quella pòra fontanella …

che ha già sofferto anche troppo …

architetti? …

si nun sete bboni …

annàteve a ripone …

sai che accrocco che verrà fòri? …

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SEMPRE ROBBA FRESCA …

“Cari amici,

Leggo oggi: “Sempre roba fresca, Facoltà di Architettura della Sapienza: le Iene
hanno appena rivelato (e dimostrato con videocamera nascosta) come un
docente abbia promesso ad alcuni studenti il superamento di esami
fondamentali in cambio di 2.000 euro a testa. Riceveva a studio,
spiegava ai peggiori come si calcola un baricentro, indicava le
domande che sarebbero state poste in sede di esame e offriva le
tariffe: “Mi raccomando, solo contanti”. Dicono gli studenti della
Link: “La mercificazione degli esami è lo specchio della
dequalificazione complessiva della formazione universitaria”. Da
sottoscrivere.”

La mala Università

Saluti,
Nikos

…………………

V E R G O G N A

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EVOLUZIONI …

riceviamo da Fabio Tudisco:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/28/la-casa-di-super-mario/244048/

La casa di Super Mario – Il Fatto Quotidiano

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ROBA VECCHIA E MEDITERRANEA …

Riceviamo da Stefano Serafini e volentieri vi giriamo:

Historic Cities Rules

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GUNNAR ASPLUND IN ORDINE SPARSO … post 7 …

Si sente il bisogno di ricominciare dall’edilizia tradizionale quando
con quella contemporanea si è andati così in là che si è fatto tutto il
giro e tutto un giro in architettura era stato bell’e fatto già tra le
due guerre. Quando ci si rende conto che la specificità del proprio
mestiere non è più “costruire”, tanto si riesce a far stare in piedi
qualsiasi cosa (pagando, s’intende). Quando si comprende che non ci
viene più richiesta una risposta, per quanto modesta, al problema del
senso dell'”abitare dell’uomo” ma piuttosto la distrazione da esso,
tanto ci si adatta ad abitare dovunque (pagando molto, s’intende).

Alcuni architetti tornano all’architettura di base quando gli diviene
insopportabile che gli sia commissionata l’espressione di uno Stile, il
“loro”, fosse anche vuoto e superficiale, l’importante è che sia
inconfondibile. La società civile paga quell’architettura (architettura
come «Emozioni costruite» – «Speranza di cose sperate») non perché ha
intenzione di riconoscersi in essa, quanto piuttosto per sentirsi
raccontare una favola in cui credere religiosamente, una «Profezia» di
un Mondo Diverso possibile grazie al lusso del Nuovo, cibo per gli
occhi con cui ingozzarsi, ignorando in mala fede, mangiata dopo
mangiata, gli inevitabili danni alle coronarie.

L’architettura, non solo svedese e non solo rurale, si può pensare di
due tipi (la possibile sintesi tra essi è già una declinazione di
variante a questi due schemi fondamentali): a “transenna”, realizzata
costruendo separatamente prima l’ossatura di sostegno e poi le chiusure
con tamponature non portanti, oppure “muraria” in cui il problema
statico e quello funzionale del riparo sono risolti con un’unica
operazione. In entrambi i casi i materiali sono relativamente
ininfluenti alla costruzione razionale dell’architettura. Una baita di
tronchi è muraria tanto quanto una casa mediterranea in pietra solo che
è costruita con “pietre” di legno di sezione circolare e lunghe sei
metri. In ambedue i casi le nodalità lineari all’incontro degli alzati
e alla giunzione di questi e il terreno e la copertura, sono un
problema tecnologico specializzato che richiede particolare cura. Negli
angoli tra le pareti, ad esempio,  avremo nel primo caso incastri a
intaglio eseguiti con l’accetta, nell’altro bugne adattate con lo
scalpello e legate da malta.

Generalmente basse per non opporre troppa resistenza al vento, in
Svezia le fattorie tradizionali sono un aggregato di diverse cellule
unite per il lato corto in modo che i corpi di fabbrica, della stessa
altezza e adattati degradando alla pendenza del terreno, definiscano
delle corti protette.
Quella in figura, conservata nel museo all’aperto di Skansen e
risalente al XIV secolo, è definita dalla residenza padronale,
l’edificio più grande in alto, e, in senso orario, dalla stalla, poi un
magazzino doppio, un deposito a due piani, capanni di uso diverso,
fienile, magazzino del mais, cella frigorifera e, a ricongiungersi con
la prima casa, l’abitazione dei nonni.

Giancarlo Galassi :G

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Piccioneide …

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