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Ma chi è Wang Shu? …
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Buon anno! …
“Caro Prof,
rovistando in soffitta tra scatole e scatoloni di vecchi traslochi ho ritrovato un vecchio amico che non vedevo più da qualche decennio e, come un vecchio amico, l’ho riesumato in questa casa che non conosceva. Farà piacere anche a Lei rivederlo. Si è mantenuto abbastanza bene, data l’età. Abbiamo scambiato vecchi ricordi ed è stato molto contento quando gli ho chiesto se voleva unire i suoi A (come architettura!)..uguri di Buon Anno a Lei e a tutti gli amici.
PS. L’amico ha storto un po’ la bocca quando ha visto che in foto aveva una candela accanto. “E che m’hai messo un lumicino come si fa con i morti?” – “Ma no!”, ho risposto. Infatti si è rasserenato quando le nipotine se ne sono impossessate per farlo partecipare ai loro giochi in maschera.”
Sergio 43
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BUON ALDO A TUTTI !! …
“Caro professore, un po’ di povera piccola architettura disintossicante
come prima immagine del 2013.
Chi ben comincia è a metà dell’opera.
Fare architettura, vera bellissima architettura con quattro tubi, un mc
di sabbia, due muretti per recinto…
Ne ha costruiti 700 di questi
parchi giochi (un’anno fa la mostra a Amsterdam).
E non esiste nemmeno
una monografia decente in Italia su questo autore. Solo il libretto di
Ginex.
Tanti auguri a tutti di uno spassoso 2013,
e vada come vada.”
:G
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2013 : ARCHITECTURE IN STORAGE …
P E R U N B U O N 2 0 1 3 / m a r i o l u p a n o
«Non è il paradiso dei bambini e nemmeno una visione su un mondo futuro di gnomi descritto da Wells, ma il magazzino delle “miniature”… Gli elementi architetturali e gli aggeggi i più disparati sono vicini, in attesa di servire ad una voluta messa in scena. Il Duomo di Milano fa ombra ai grattacieli, e le minuscole automobili attendono di essere “catastrofale” in qualche scena di orrore giallo…»
“Documento Moda”, anno III, estate 1943
[fascicolo dedicato al Centro sperimentale di cinematografia e a Cinecittà], pp. 24-25
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IL CALENDARIO DEGLI ARCHITETTI 2013 !! …
Calendario degli Architetti 2013
PRESENTAZIONE DI FRANCO PURINI
“Il Lunario Archicefalico che ogni anno Archiwatch regala ai suoi lettori è dettato da quell’esserci che solo la migliore critica d’architettura riesce a riconoscere nel suo divenire e dal disvelamento di quella decisione anticipatrice di una morte disciplinare determinante per il passaggio all’autenticità.
Gli Archicefalici rivelando l’esistenza dell’architetto come pura impossibilità, come progetto, mai di fatto, la chiude al futuro e, d’altra parte, poiché le possibilità sono riconosciute come sempre date, la investe di un nobile passato evitando sempre, intelligentemente, di declinarne un presente.
Se dunque è in un’ostensione anticipatrice dell’anno venturo che si perviene alla possibilità di memorizzare un’esistenza passata in un tutto unitario con l’ora e sempre, è ancora in questa temporalità fondante l’indispensabile Lunario, che si spiega il senso autentico delle strutture della contemporaneità in architettura.”
F. P., dicembre 2012
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C’E’ SEMPRE DA IMPARARE …
Efisio Pitzalis su: louvre-lens
“Proprio oggi, addì 29/12/2012 ho visitato questo museo: ebbene a mio avviso è come si fa un museo, dove il protagonista è il contenuto e non il contenente. Spazi rettangolari leggermente incurvati per accentuare il riflesso del rivestimento in alucobond (alluminio) che replica in modo sommesso il paesaggio circostante. In vetro le zone di accoglienza. Dentro una perfetta illuminazione artificiale e uno spazio unico che si presta alle diverse installazioni sia permanenti (ogni anno però si cambia) sia temporanee. Le opere non sono scamuffe, c’è di tutto: statuaria antica, Raffaello, Leonardo, Poussin, Lorraine, Rubens, Goya….. e tutto, ma proprio tutto si può fotografare (senza flash) dalla distanza che vuoi (gli sciocchi da 2 cm. gli altri da 2 metri). Il sito sta in una città (Lens) un tempo centro minerario, al nord della Francia al confine con il Belgio, ed è meta di un pellegrinaggio incessante (giorno della inaugurazione 22.000 presenze) di spettatori paganti (9 Euro)…. (da noi, a parte i musei Vaticani et similia, tanti spettatori paganti li trovi solo da Eataly)…. lascio perdere le iniziative collaterali, la cafeteria (pasto cpmpleto 8 euro), mediateca, bookshop ecc. A un certo punto mi sono chiesto: se in un centro sperduto della Francia ci va così tanta gente e al Maxxi, tranne il giorno della inaugurazione a inviti, c’è il deserto… qualcosa vorrà pur dire…. Ora non voglio fare l’esterofilo (ne abbiamo già tanti) né vedere sempre verde l’erba del vicino, e né so di chi è il merito (che pure ogni tanto va riconosciuto) ma i Francesi saranno pure sciovin, e qualche volta pure un po’ stronzi, ma in fatto di organizzazione di eventi, di trasmissione del pensiero e di come si serve a tavola… ce danno ‘na pista…………
Au revoir…….“
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