2013 : ARCHITECTURE IN STORAGE …

Schermata 2013-01-02 a 11.01.02P E R   U N   B U O N   2 0 1 3   /   m a r i o   l u p a n o

«Non è il paradiso dei bambini e nemmeno una visione su un mondo futuro di gnomi descritto da Wells, ma il magazzino delle “miniature”… Gli elementi architetturali e gli aggeggi i più disparati sono vicini, in attesa di servire ad una voluta messa in scena. Il Duomo di Milano fa ombra ai grattacieli, e le minuscole automobili attendono di essere “catastrofale” in qualche scena di orrore giallo…»
“Documento Moda”, anno III, estate 1943

[fascicolo dedicato al Centro sperimentale di cinematografia e a Cinecittà], pp. 24-25

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IL CALENDARIO DEGLI ARCHITETTI 2013 !! …

Calendario-Architetti-2013Calendario degli Architetti 2013

PRESENTAZIONE DI FRANCO PURINI

“Il Lunario Archicefalico che ogni anno Archiwatch regala ai suoi lettori è dettato da quell’esserci che solo la migliore critica d’architettura riesce a riconoscere nel suo divenire e dal disvelamento di quella decisione anticipatrice di una morte disciplinare determinante per il passaggio all’autenticità.

Gli Archicefalici rivelando l’esistenza dell’architetto come pura impossibilità, come progetto, mai di fatto, la chiude al futuro e, d’altra parte, poiché le possibilità sono riconosciute come sempre date, la investe di un nobile passato evitando sempre, intelligentemente, di declinarne un presente.

Se dunque è in un’ostensione anticipatrice dell’anno venturo che si perviene alla possibilità di memorizzare un’esistenza passata in un tutto unitario con l’ora e sempre, è ancora in questa temporalità fondante l’indispensabile Lunario, che si spiega il senso autentico delle strutture della contemporaneità in architettura.”

F. P., dicembre 2012

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C’E’ SEMPRE DA IMPARARE …

dezeen_Louvre-Lens-by-Sanaa-and-Celia-Imrey_ss12Efisio Pitzalis su: louvre-lens

“Proprio oggi, addì 29/12/2012 ho visitato questo museo: ebbene a mio avviso è come si fa un museo, dove il protagonista è il contenuto e non il contenente. Spazi rettangolari leggermente incurvati per accentuare il riflesso del rivestimento in alucobond (alluminio) che replica in modo sommesso il paesaggio circostante. In vetro le zone di accoglienza. Dentro una perfetta illuminazione artificiale e uno spazio unico che si presta alle diverse installazioni sia permanenti (ogni anno però si cambia) sia temporanee. Le opere non sono scamuffe, c’è di tutto: statuaria antica, Raffaello, Leonardo, Poussin, Lorraine, Rubens, Goya….. e tutto, ma proprio tutto si può fotografare (senza flash) dalla distanza che vuoi (gli sciocchi da 2 cm. gli altri da 2 metri). Il sito sta in una città (Lens) un tempo centro minerario, al nord della Francia al confine con il Belgio, ed è meta di un pellegrinaggio incessante (giorno della inaugurazione 22.000 presenze) di spettatori paganti (9 Euro)…. (da noi, a parte i musei Vaticani et similia, tanti spettatori paganti li trovi solo da Eataly)…. lascio perdere le iniziative collaterali, la cafeteria (pasto cpmpleto 8 euro), mediateca, bookshop ecc. A un certo punto mi sono chiesto: se in un centro sperduto della Francia ci va così tanta gente e al Maxxi, tranne il giorno della inaugurazione a inviti, c’è il deserto… qualcosa vorrà pur dire…. Ora non voglio fare l’esterofilo (ne abbiamo già tanti) né vedere sempre verde l’erba del vicino, e né so di chi è il merito (che pure ogni tanto va riconosciuto) ma i Francesi saranno pure sciovin, e qualche volta pure un po’ stronzi, ma in fatto di organizzazione di eventi, di trasmissione del pensiero e di come si serve a tavola… ce danno ‘na pista…………

Au revoir…….

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Comitato di redazione …

gliarchicefalici433

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Autarchia archicefalica …

gliarchicefalici432

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GUNNAR ASPLUND IN ORDINE SPARSO … post 11 …

Lennart-Tham

Finora ho cercato di avvicinarmi a Villa Stennäs provando a ricostruire i riferimenti usati da Asplund per progettarla. L’architettura rurale scandinava. La cultura antiurbana.  La tecnologia del legno. E soprattutto le qualità del sito: la montagna di lato, il masso erratico all’ingresso, la foresta sul retro, il Baltico sullo sfondo… un posto scelto per la sua bellezza e integrato nel progetto con grande capacità. Per  ritrovare queste storie copincollare nel ‘cerca’ di Archiwatch questa stringa: gunnar+asplund+in+ordine+sparso.

Pensavo fosse sufficiente per entrare, e invece non so decidermi. Che c’è in questa semplicissima casa costruita da Asplund per se’ stesso che può insegnare qualcosa che non ho capito bene sull’architettura? Meglio avvicinarsi con più cautela e dalla direzione opposta, cercando adesso di intuirne  la poesia segreta  “au contraire” , ovvero dai modi in cui è stata volgarizzata in opere successive. Ho fortuna e ne trovo pubblicate cinque in un numero del 1958 de L’Architettura Cronache e Storia e le commento con voi.

Non avendo la montagna di granito a protezione dai venti da Nord, Lennart  Tham utilizza al suo posto il volume della camera da letto matrimoniale, ma questo trasforma il portico in una specie di corte coperta, una zona pranzo completa di camino. Per il soggiorno viene replicata la rotazione di Villa Stennäs enfatizzandone in maniera esagerata il fronte su “patio” con un muro in pietra. Dove Asplund pareva dialogare  con “naturalezza” con la conformazione del terreno e con i suoi accidenti, qui è forte l’impressione che il progetto sia uno scimmiottamento a tavolino conficcato dalla mano pesante di Tham tra le dune e l’acqua.

Giancarlo Galassi :G

 

 

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Dopo l’abilitazione “Gelmini” solo esperti in cattedra …

gliarchicefalici431

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von IK

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italia trogloditica ... 2

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Problemi di bioarchitettura …

gliarchicefalici430

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