Da CHIESA OGGI 97 : – Lo “scavo” della facciata ne determina un arretramento a “imbuto” …

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Ordini tutti d’Italia: SCHIATTARELLATE D’INVIDIA !! …

gliarchicefalici436

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GREEN ATOLLO CON CASETTE … TORTELLO CON L’ERBETTE …

Schermata 2013-01-04 a 09.49.42

Ettore Maria Mazzola commented on: PUTTANATE ADRIATICHE …

“Cari Amici,
vi segnalo il mio nuovo articolo pubblicato su De-Architectura e dedicato all’assurdo atollo di Riccione.
Buona lettura

scusi per riccione? segua le indicazioni per i caraibi!

Buon Anno polemico a tutti”

Ettore

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cdp

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befana chianina

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CAPITELLO RUSTICO …

capitello vannucci

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PUTTANATE ADRIATICHE …

riccione

L’atollo pagato dagli sceicchi davanti a Riccione

riccione 2

Ettore Maria Mazzola su:…

«Blogger dimonio, con occhi di bragia / loro accennando, tutte le raccoglie; / batte col remo qualunque s’adagia» …

 “prossima tappa di questa barcaccia? L’atollo di Riccione … se v’è sfuggito ne sentirete parlare presto!”

………………

infatti …

……………….

Schermata 2013-01-03 a 20.24.25

L’isola di Veltroni era il paradiso fiscale di un fascista …

 L’Isola delle Rose, l’utopia a largo dell’Adriatico

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ARCHITETTURA PURA … TUTTA ‘NA STROMBATURA …

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COMPLESSO PARROCCHIALE DELLA RESURREZIONE DI GESÙ A SESTO SAN GIOVANNI

STROMBATURA COME PORTICATO

chiesa zucchicino

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ROMA SENZA CORE …

maxximaggica ...

Stefano Salomoni commented on: C’E’ SEMPRE DA IMPARARE …

“Roma non ha il “core”.
Giunti con il tram due nei pressi della futura stazione della metropolitana “D-Reni” o “F-Reni”, tra gli sbandieramenti diretti rapidamente verso lo stadio (Roma-Milan), decidemmo sportivamente di visitare il Pantheon extra moenia dell’arte e dell’architettura, al momento semplicemente “MAXXI”.
Da una rapida lettura della tabella “Agevolazioni” apparve, al solito, lungimirante e legittima la riduzione del prezzo di ingresso a favore degli iscritti all’albo. Dei giornalisti. Un giusto riconoscimento alle redazioni di “MAX”,“XIX” in primis, pensai.
Per noi: due biglietti e la familiare tariffa piena; ma ci proposero di visitare le grigie viscere accompagnati da una guida. Gratuitamente. Ne approfittammo.
“Si parte tra cinque minuti, attendiamo che arrivi qualcun altro”.
E furono proprio cinque minuti di attesa, non un secondo di più; puntualità svizzera, forse un omaggio alle gesta filoitaliche dell’Inquilino originario di La Chaux-de Fonds in scena presso la galleria uno. L’attesa, benché minima, avvenne nei pressi delle corna nere di Kapoor fronteggianti la pelle pony della Chaise longue, ragionevoli segni di una contemporanea tauromachia.
Quattro visitatori e una guida in tutto.
La mostra al piano di sotto terminava con l’immancabile Main Ouverte: collocata nei pressi dell’ascensore e delle scale, sembrava indicare mestamente la prosecuzione della visita verso il piano superiore.
Giungemmo così presso la didatticissima mostra “Modelli-Models”, un pugno di visitatori.
In testa alla galleria due, a far da cimasa, dei monitor proiettanti filmiche testimonianze afone e per questo dotati ciascuno di cuffie audio (se del caso), anticipavano una formidabile distesa di architetture diminuite; una aggiornata “Philadelphia city planning” a volo d’uccello che dalla sommità di Monte Mario, si legava idealmente al Palazzetto dello Sport di Nervi, alla Nuvola di Fuksas, al Ponte di Musmeci, fino a raggiungere il modello vincitore per il MAXXI. Forse anche i Mecanoo. Non certa la presenza del Meccano.
Purtroppo, più plastici che paganti: lande remote e desolate, spazi degni della catena alberghiera Overlook al tempo di Jack Torrance.
Seguirono altre interessanti sezioni dedicate all’arte.
E nel silenzio ciclicamente rimosso dai walkie talkie del personale, per qualche ignoto motivo iniziai a pensare alla vista “Tate à tête” del Kapoor in rosso nella affollatissima Turbine Hall, dei caffè e di tutto quell’indotto urbano innescato dai luoghi destinati alla cultura; ai dieci milioni di visitatori all’anno del Louvre e alle sue metropolitane esistenti, anche quelle necessarie al funzionamento della giostra; alle pubblicità; alla ineguagliabile discontinuità romana. Irragionevoli comparazioni, insomma.
Frattanto, nei dintorni, il pubblico delle grandi occasioni sportive d’Oltretevere, celebrava i vincitori di casa.
Saranno stati i tifosi, ma quel sgolato e romanesco “core” fu rilevato, più tardi, sul dizionario bilingue:
“core”: centro, anima; nucleo; cuore (anche fig.).
Ecco.
Roma non ha il “core”.

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Trovata degna collocazione museale al Totti graffito …

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