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Fori ed obelischi a Roma …
Da Sergio Marzetti: …
“Si spera che il Progettista voglia accogliere i timidi suggerimenti e
appunti di questo blog, dettati unicamente dal comune amore per la nostra
città in tumultuosa (sic) trasformazione. A volte i nostri suggerimenti,
come quelli sulle tende da sole, che potevano essere evitati, potrebbero
sembrale inutilmente peregrini ma la città tutta, da San Basilio al Pigneto,
da Vigna Clara al Campo Nomadi della Barbuta, dalla Rustica a Prati,
desidera sinceramente che questo suo intervento nella lontana periferia sia
degno di definirsi “romano” come il quartiere da cui la sua opera prende il
nome, con i suoi Colossei quadrati (ha mai pensato quale aspetto avrebbe
potuto avere la torre con finestre centinate invece che quadrate?),
propilei, esedre ed obelisco svettante verso il cielo. Al suo luminoso
intervento, che si prefigura, dopo l’umiliazione subita dal collega Ligini,
come nuovo ingresso alla città, manca un elemento, umiliato anch’esso da
amministrazioni mute e insipienti culturalmente. Lei avrà senz’altro
compreso che intendiamo parlare dell’obelisco di Arnaldo Pomodoro relegato,
a tutt’oggi senza significato, nel parcheggio del Palalottomatica. Un
sindaco del passato ebbe il coraggio di dire, inaugurando la collocazione
della puntuta opera d’arte che non si sapeva dove mettere, che quello slargo
a parcheggio poteva essere considerato il nuovo ingresso alla città. Dati
gli insegnamenti appresi nelle lontane e comuni lezioni di Storia
dell’Architettura in Facoltà, Lei vorrà convenire che più degno significato
per il suo edificio sarebbe spostare l’obelisco di Pomodoro al centro
dell’incrocio costituito da Via Cristoforo Colombo, Via dell’Oceano
Pacifico, Via dell’Oceano Atlantico, lì dove un obelisco deve sempre ergersi
e praticamente di fronte alla sua Torre Eurosky. Questo brano di città, da
Lei sapientemente occupato, il suo discorso progettuale commoventemente
iniziato con il Buco, si chiuderebbe, esempio di somma pregnanza urbana e di
sottile richiamo psicanalitico, con l’erezione dell’Asta bronzea.
Con i nostri più cordiali saluti.”
S.M.
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