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SKYLINE …
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“ORA ROMA E’ PIU’ MODERNA” …
Cupola Fuksas sui tetti in centro “Ora Roma è più moderna”/Foto
“Noi non siamo in condizione di giudicare, …
ogni intervento moderno ci sembra intollerabile, …
il contemporaneo va valutato sulla distanza.”
parola del Broccoli …
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COME IN UN ACQUARIO …
maria stella su: Testimoni della Storia della Critica Architettonica …
“Originale la “ location” dove Sergio 43 ambienta i conciliaboli dei responsabili della multinazionale di turno pronta ad impossessarsi dei tetti del centro della città; una suite dell’hotel Plaza. Mi pare di ricordare che proprio in quell’albergo ci fosse la residenza di un potente ministro socialista. Basta, dunque, questa memoria, per rendere perfetta la scena dove far nuotare gli squali di turno.
E’ indubbio che quel che rimane del centro storico vada salvaguardato e forse non siamo più in tempo. Tuttavia mi domando: chi ora strilla per l’occhio di vetro deposto da M.F. sul tetto di via del Tritone dove era quando, complici le amministrazioni che hanno governato la città a partire dai primi anni 70 del secolo scorso, almeno cinquantamila persone che lì abitavano sono state espulse ? Questo avveniva ancor prima che conoscessimo la parola “ gentrifrication”; questo sta ancora avvenendo. Così se un architetto, in questo caso Purini, esprime un’opinione “poetica” ecco pronta la derisione rinfacciandogli un suo progetto (che evidentemente non piace a Sergio 43) , il suo avere una cattedra ( è un reato essere professori?) e ,così facendo, ritenersi soddisfatti per aver gridato allo scandalo e alla complicità tra noti progettisti. Ma cambia qualche cosa? Purini e Sergio 43 sembrano parlare della medesima cosa, avere le medesime attenzioni per il dito prima ancora che per la luna. E’ davvero persa la possibilità di riportare le persone normali ( non abbienti cioè) all’interno del centro antico? davvero impossibile magari iniziare a farlo a partire da quegli edifici pubblici destinati, per fare cassa, alla dismissione?; davvero non potremo far altro che discutere sul posizionamento di qualche “ nuvoletta “ come la chiama Sergio 43 al posto di ipotizzare e lottare per “riabitare” il c.s.; davvero saremo condannati per sempre ad aggirarsi tra i palazzi murati di Campitelli, di Botteghe Oscure? a veder sfilare i fronti murati di Tor di Nona a veder liquidati i palazzi IPAB di via Cavour, a veder continuare a cacciare gli abitanti “ eroici” di via Inselci, la sostituzione, a furia di appartamenti, di edifici come vorrebbero fare dell’America?
Oggi il Soprintendente Broccoli, che quel progetto ha autorizzato, sembra indicare che siamo solo all’inizio convinto come è che il “ panorama non possa essere messo sotto vetro” e di altre amenità sulla “ modernità “cittadina. Trovo questa linea guida molto pericolosa perché la “ nuvoletta”, , tutto sommato è solo l’aperitivo rispetto a quello che avverrà con il cosiddetto federalismo demaniale ovvero la svendita del grande patrimonio degli enti pubblici e territorialiattraverso il loro conferimento ai fondi immobiliari che, con queste indicazioni del Soprintendente, non si limiteranno al operare per “ frammenti cristallizzati del cielo”,ma a portare, a partire dalle solide fondazioni della Rendita, l’assaltoal cielo, con un semplice clic sui loro pc. Lo faranno senza neanche passare per il Plaza, ma restando nei propri uffici forse ancora più confortevoli.”
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MAZZOLA REPRINT …
Ettore Maria Mazzola su: MASSIMILIANO FUCKS US …
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“GRAZIE … Sig.ra Morandi” …
CASABELLA – continuità
Maggio 1959 – n° 227
“L’ultimo incontro con F.L. Wright”
direttore – Ernesto N. Rogers
capo redattore – Vittorio Gregotti
segretaria di redazione – Julia Banfi
impaginazione Gae Aulenti
comitato di redazione – Prof. Giulio Carlo Argan, Ing. Roberto Guiducci, Prof. Ing. Pier Luigi Nervi, Prof. Enzo Paci, Prof. Arch. Ludovico Quaroni, Dott. Filippo Sacchi, Prof. Arch. G. Samonà, Arch. Marco Zanuso
centro studi – Aldo Rossi, Luciano Semerani, Francesco Tentori, Silvano Tentori
Da Sergio Marzetti: …
“Un parterre de roi che allora mi era completamente sconosciuto. Stavo finendo il secondo anno del liceo scientifico e già mi chiedevo che cosa dovevo fare nel futuro. Volevo fare il geologo perché mio padre lavorava in una società petrolifera ma a me piacevano di più le materie umanistiche. Un compagno di banco il cui papà era architetto mi parlò di questa libreria. Presi il Tram e scesi a Viale Rossini. Scesi le scale e mi aggirai tra gli scaffali. I libri costavano un occhio della testa e mi limitai a comprare questa rivista per la quale pagai 800 lire che già erano abbastanza. Quest’acquisto fu il primo e per molto tempo l’unico di questo argomento. Poi vennero altri acquisti, Dedalo era a due passi ma quando andai a Fontanella Borghese lo tradii per la più comoda Libreria Kappa. Tutti quei libri e quelle riviste, tranne qualche incauto prestito, sono tutti lì’ in libreria. Qualcuno é imbarazzantemente assurdo , qualcuno è quasi intonso, altri sono più sgualciti ma questo n° 227 è, come direbbe Paperon de’ Paperoni, il mio “primo cent”. Non è che, a differenza del papero, si siano aggiunti molti altri cent ma comunque “L’ultimo incontro con F.L. Wright” sta affettuosamente ancora lì, a segnare l’inizio di una lunga strada.”
P.S. Lei non lo sa ma ha messo d’accordo Giancarlo e Ettore!
S.M.
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“PROPOSTA DI UN UOMO QUALUNQUE” …
sergio 43 su: Il falso storico: un falso problema …
“Carissimi e interessantissimi nella vostra, vivaddio!, polemica, lungi da me introdurmi con pari sapienza. Non ho la vostra preparazione su di un “tema” (e dai! la vogliamo abolire questa parola? chi la usa, da ora in poi, venga censurato!) che, se può non interessare a Dubai, a Rome- Texas o ad Arcosanti, é di vitale importanza per il nostro continente, per i nostri Paesi fino all’ultimo dei nostri paesini, villages, Ortshaften, pueblos, ecc. ecc. Che cosa fare della nostra storia passata con le sue costruzioni, distruzioni, ricostruzioni e del nostro ignoto futuro?
Vabbè! Mi limito al tema di Via Giulia, piccolo rispetto alla questione più ampia e di fondo che ognuno di voi difende per la propria parte. Come sempre c’è molto di scherzoso in quello che mi capita di dire su questo blog e molto che nasce da semplici suggestioni come un cittadino qualsiasi quindi prendete il tutto come una chiacchierata tra amici al bar.
L’altro giorno passavo a Monte Savello e mi sono soffermato a rivedere gli scavi che hanno lasciato a cielo aperto le cantine delle case abbattute per le demolizioni del lungotevere e per le demolizioni della Via del Mare, poi Anagrafe, poi Petroselli. Si va bene: scalette, stanzini, anche una stalla per cavalli con gli abbeveratoi in marmo (uno chissà che fine aveva fatto, era scomparso rispetto all’ultima volta!), bottiglie e buste di plastica portate dal vento e dai cafoni, erbacce infestanti, già all’opera per sgretolare i muretti.
Torno a Piazza della Moretta. Sulle foto regalateci da Archiwatch osservo, ammirato e appassionato come sono di archeologia (non entro nel metodo di indagine), ‘sti Stabula e il contesto.
A che servono queste importanti indagini archeologiche (intanto si sa che a Roma dove scavi, scavi bene. Qualcosa dei Cesari si trova sempre!)? A lasciarle en plein air come Monte Savello o l’Area di Sant’Omobono con i suoi documenti importanti della città antica? Se Sant’Omobono é intoccabile come Piazza Argentina, scavi come quelli di Monte Savello e di Piazza della Moretta ritengo non meritino tanto perchè o sono indagini poco significative o sono propedeutiche ad un’altra esibizione di vanità pagata da chi vuole mettere a reddito un ‘area così appetibile. Gli architetti accorreranno come api sul miele!
Ma la Falda?
Se pò fa, se pò fa!
I ruderi?
Li musealizziamo come sotto l’ex Cinema Trevi!
E questi edifici, come li facciamo?
Ma ad ognuno come gli pare, ipotesi una diversa dall’altra! Siamo o non siamo architetti nell’era del relativismo! (Pure mia figlia ebbe Piazza della Moretta come tema di Esame di Composizione. Mi ricordo ancora con tenerezza il suo progetto e quelli di un paio di sue colleghe che frequentavano casa)
Ma l’unità stilistica di Via Giulia, pur nella sua lunga storia?
Ma é saltata già con il liceo Virgilio! E noi oggi che siamo da meno!
Ma torniamo da capo a dodici? Alle discussioni sull’Ara Pacis a Via di Ripetta!
E che ce frega! A uno di Los Angeles, sì e a noi che abbiamo studiato a Valle Giulia, no?
Proposta di un uomo qualunque.
Si ricoprano gli scavi di Monte Savello e i reperti di Piazza della Moretta che la terra ha protetto per secoli e secoli come si tutelano le ossa degli antenati. Si documentino, dopo averli adeguatamente misurati e fotografati e, fatto questo, si riportino sulla Carta Archeologica di Roma. Per i più curiosi, verificare o correggere la Forma Urbis del Lanciani.
Monte Savello per me può diventare un riposante giardinetto, dopo un concorso dove si richieda unicamente pavimentazione, aiuole, panchine ed alberelli (Se diventasse realtà, mi riprometto di invitare una coppietta che” filasse, là sotto l’arberi de Lungotevere” a sedersi su una panchina di fronte al fiume e faccia al tramonto e poi fotografarli di spalle con lo sfondo dell’Isola Tiberina. ‘Na cosetta come la foto iconica di Woody e Diane davanti il ponte di Queensboro!)
E adesso Piazza della Moretta! Qualcosa di ancora più radicale del progetto che ho apprezzato di più: quello di Diener, non per niente “architetto del paesaggio” mentre altri progetti si presentavano senza grazia come “progetti di riqualificazione e intasamento” (sic!). Immaginerei uno tranquillo slargo ariosamente aperto verso il fiume, come ce n’erano prima della costruzione dei lungotevere, e delimitato dall’isolato di San Filippo Neri, unico progetto di recupero conservativo sostenibile e per il quale mi fiderei soltanto della sensibilità del Prof. Mazzola. Pochi, giusti arredi, una fontana come, che sò?, Piazza delle Cinque Scole. A proposito! A piazza delle Cinque Scole, come a Via Giulia, quando sarà possibile risanare i malaugurati frutti del “diradamento”, ricostituendo il cantone di Santa Maria del Pianto al Ghetto?
Mica l’ha ordinato il medico che un architetto è architetto soltanto quando si mette a pensare a un tanto al metro cubo! Può essere chiamato, senza sentirsi deprezzato, a cose più leggere, basta che siano raffinate!
Quanto sarebbe il risparmio in tempi così grami se, con questa leggerezza, si riordinassero questi spazi? E quante comprensibili polemiche si eviterebbero, dato il contesto così delicato?”
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“UN FRAMMENTO … DEL CIELO ROMANO” …
Franco Purini su: CARNEVALE ROMANO …
“Un frammento cristallizzato del cielo romano
su un edificio che sembra fosse da sempre in attesa di quel segno.
Una bella sorpresa.”
F. P.
……………
parole alate …
anzi alatissime …
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