Terence Clarke: Contemporary Classical …
A Greek Style Villa …
devo confessarlo …
impazzisco per …
l’acroterio …
Terence Clarke: Contemporary Classical …

devo confessarlo …
impazzisco per …
l’acroterio …
“Gent.mo Prof. Muratore
La colonia marittima “Varese”, rimanendo in tema di architetture morte in attesa di rinascita, è stata il set di “Zeder”, uno dei primi interessanti horror all’italiana sul tema dei morti viventi, diretto da Pupi Avati nel 1982
saluti”
Marco Giunta
sergio 43 commented on: MISTERI ROMANI … CHE FINE HA FATTO ER GIGANTONE? …
“Dopo lo sfratto della libreria “Amore e Psiche”, hanno sfrattato pure il Gigantone? Mi dispiace per Massimo Fagioli! E’ solo questione di restauro, oppure come il furto di una statua romana dalla fontana di Piazza dei Gerani, hanno rubato pure ‘sti quintali di metallo da ‘sta Piazza del Portuense?? Non bastano più i trefoli di rame dei binari?”
……………
“Nel 2006 il XV° Municipio ha fatto rimuovere la scultura del Gigante,
che è in attesa di nuova collocazione”,
cfr. F.Bliek, P. Del Gallo, P. De Simoni, “Roma III° millennio”, Hoepli, 2012.
stefano salomoni on: ATLANTICO … MEDITERRANEO … DUE AMERICANI A ROMA …
“…ADRIATICO…”
Da Sergio Marzetti: …
“Egregio Stefano,
ho visto l’interessante documentario sulla situazione della colonia marittima riconquistata, nel suo abbandono, dal bosco. L’immagine mi ha ricordato il manifesto che i miei colleghi varesini nella ricerca mi regalarono, conoscendo la mia passione per il fumetto, prima che tornassi a Roma. La tavola rappresenta un esploratore, un ricercatore in questo caso di un lontano futuro, che, sperduto in una foresta pluviale, vede apparire al di sopra delle cime degli alberi ciò che rimane del bel campanile del Duomo di Varese, come la Stupa di Angkor Wat dovette apparire al primo esploratore occidentale. L’affettuoso fumetto che accompagna la tavola dice “…e Sergio, abbandonati gli amici, aveva continuato da solo la ricerca…”. Sul manifesto vennero aggiunte, perché non dimenticassi, anche due stampine del Palazzo di Piazza Cesare Beccaria dove avevo soggiornato e il Palazzo di Mario Loreti a Piazza Monte Grappa dove avevo lavorato, evidentemente più fortunato dell’altro edificio di Milano Marittima che si trova, perché la Vita imita l’Arte, nella condizione che il disegnatore immaginò per la città lombarda in un tempo lontano.
Va bene! Ciò è il massimo che tu per primo, il Prof e io potevamo fare per ricordare Mario Loreti e parte del suo lavoro. ”