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- SOGNARE ... DISEGNARE ... COMPORRE ... PROGETTARE ...
- Palmarola 1970 o ... degli «Ortiveri» …
- Giovedì 27 marzo ore 17:00. Al Centro Studi GM. "ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE", un documentario della RAI, sulla mostra della XXXVIII Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini.
- LOGGIA ... ALLOGGIO ... SERRA ... BALCONE ... UN VERO CAPOLAVORO ALLA ROMANA: " 'a sèra "...
- VIAGGIO IN ITALIA ...
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SOTTO L’OMBRELLONE … O ARRAMPICATI A ‘NA PARETE … CRODAAAA … ULLALAIUHUUU! …
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GUM … 120° …
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QUATTORDICI LUGLIO …
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Lode eterna …
“a… a … a… a Miano, presso Napoli-Capodimonte, nei tempi andati, si rimaneva di stucco di fronte all’arte dei suoi gran maestri stuccatori.
Lode estiva eterna al ritrovato maestro di stucchi Stefano Bocchetti di Miano, che nel 1897 restaurò “su suo disegno” la cappella della Madonna del Rosario in Miano, angolo ex Birra Peroni.
Sia lo stabilimento “Birra Peroni” che gli stuccatori d’arte da tempo non hanno più casa a Miano, Napoli.
Chi restaurerà l’edicola della Madonna: ‘o Padreterno privato?
Saluti,”
Eldorado
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IL MURO DI MARINO …
sergio 43 su: “Era una strada sarà la passeggiata dei romani” …
“Un po’ per celia e un po’ per non morire. Ieri 3 giugno, ore 17,00, una mia nipote ha avuto l’idea di sposarsi all’Ara Coeli. Temendo per la difficoltà di parcheggiare mi sono mosso due ore prima. Buona intuizione perchè l’unico parcheggio possibile vicino al Campidoglio era quello davanti a Santa Maria della Consolazione, ancora semideserto sotto il solleone. Finisce la cerimonia, l’auto è vicina, partiamo verso i Castelli….Bocca della Verità, via di San Gregorio….mai saputo, da quello che si vede normalmente in strada, che ci fossero tanti Vigili Urbani…. battute sciocche su Marino…. lasciamo al caldo il Sindaco mentre noi ce ne andiamo al fresco di una fraschetta di Marino….La più stupida: è la prima volta che Marino comanda su Roma! Neanche ai tempi del Principe Marcantonio Colonna! Poi giri su via Labicana e….limortanguerieri! Un lunghissimo guardrail newjersey in cemento, identico a quello che non ha trattenuto il pullman dal salto sul burrone. divide la strada in due, da un lato il traffico che, scendendo dal Fagutale, accarezza la Domus Aurea (l’unica cosa positiva, per quello che vale, dopo aver girato il senso di marcia su via degli Annibaldi, è, dopo quello segnalato da Giancarlo Galassi nella sua Premiata Forneria, il secondo “scorcio dell’Amphiteatrum Flavium intatto nella sua monumentalità”), dall’altro, a gara, il traffico che, proveniente da Piazza del Colosseo, sfiora San Clemente….il muro di Berlino, il muro di Marino……speriamo che di notte se ne impossessino i graffitari, avremo anche noi una piccola e lunga East Side Gallery.“
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RITRATTO DI FAMIGLIA IN UNA CONCHIGLIA … OPUS … MPS … SANTIAGO … ER SOR WARTER … E DON GAETANO …
Una storia triste: la vela incompiuta di Tor Vergata | 2duerighe
La città dello sp(rec)ort – Lazio – Blog di Beppe Grillo
Mondiali 2009. Le piscine delle vergogna – LA NOTIZIA giornale.it
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LA CASA ELETTRICA …
“Caro Professore,
gironzolando nel sito http://www.archidiap.com ho trovato una cosa molto interessante:http://www.archidiap.com/works/la-casa-elettrica/
Oramai siamo bombardati quotidianamente da renderings accattivanti il cui unico scopo è quello di farci vedere ciò che verrà fatto e come fatto (spesso imbrogliando spudoratamente). In questo lavoro invece le immagini virtuali (e il video) servono a rinfrescarci la memoria se non addirittura a farci rivivere un’architettura che aimè non esiste più: la Casa Elettrica, del Gruppo 7 esposta nel 1930 in occasione della IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative ed Industriali Moderne di Monza.
Al di là della qualita del lavoro (in certi momenti si fatica a credere che sia una ricostruzione), trovo sia ottima l’idea di utilizzare tali tecnologie per fare un salto temporale nel passato anzichè nel futuro, in edifici di qualità, spesso dimenticati, dei quali talvolta si fatica addirittura a reperire qualche fotografia.
Forse non tutti i mali vengono per nuocere! ;)
Con affetto”
Marco Deiana
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LA CASA DI ADAMO IN PARADISO …
Andrea Di Martino su: TECNICA E GRADO DI COTTURA …
“No, su quest’ultimo punto ti sbagli di grosso. In realtà il mio cuore mi impone di schierarmi sempre e comunque con chi rivendica con orgoglio le proprie origini, giacchè ritengo che ognuno abbia il diritto (e finanche il dovere) de difendese (a casa sua) le tradizioni sue, non foss’altro perchè si tratta di un patrimonio di Storia e cultura la cui esistenza può essere garantita soltanto dalla continuità della memoria, non certo da un un qualche automatismo di natura ereditaria (tipo un titolo bancario, pe’ capisse). Sono dunque commosso di fronte al tuo senso di appartenenza ad un luogo, perchè, in fin dei conti, è proprio quello che detemina quel concetto di genius loci che è stato fin troppo travisato (ma solo da certi architetti). Al riguardo, basterà ricordare che anche la questione del come doveva essere la cosiddetta “casa di Adamo in paradiso”, ovvero un’altra di quelle questioni su cui gli storici dell’architettura si sono accapigliati (vedi la disparità di vedute tra Bianchi Bandinelli e il Giedion sulla precedenza dell’organico sull’astratto in epoca preistorica), a conti fatti, è una questione del tutto secondaria, perchè non tiene minimamente conto del fatto che l’omo servatico, prima ancora de costruisse ‘na residenza fissa, ossia ‘na casa propriamente detta (“astratta” o “organica” che sia), ha esplorato la natura alla ricerca del luogo più adatto. Ed è appunto in questa scelta (che viene prima dell’architettura), l’origine di quello che ho definito come il senso di appartenenza ad un luogo: proprio quello che hai espresso tu relativamente alla specificità di Ariccia, e quindi della sua porchetta, in quanto sublime interazione tra natura e cultura, prima ancora che mera espressione di arte culinaria (che è comunque parte integrante di una cultura). Ma allora che ciazzeca la (pur legittima) rivendicazione dell’IGP (per giunta ottenuto solo nel 2011) con l’italianità della porchetta? Non a caso, se vai a leggere la relativa voce su Wikipedia, è riportato che essa è un prodotto tipico dell’Italia centrale, ma la cui tradizione si perde nella notte dei tempi, quindi definirla italiana in senso lato, significa soltanto sottolineare il fatto che nessun luogo d’Italia in particolare può rivendicare la paternità della ricetta originaria. Nulla di più. Che poi la certificazione IGP sia garanzia di qualità superiore, non sarò certo io a negarlo, ma non vedo neppure come tale concetto si possa mettere in relazione con l’oggetto iniziale della mia replica, ovvero l’opportunità di aromatizzare la porchetta in un modo piuttosto che in un altro. Per quanto mi riguarda, dubito fortemente che questo sia il principale metro di giudizio su cui si basa la certificazione IGP della porchetta. Se fosse così, allora dovremmo riconoscere alla cittadina di Ariccia il monopolio della produzione, ma al di là di tutto, tale monopolio non lo abbiamo riconosciuto neppure ai milanesi nella produzione del panettone, pur sapendo (per certo) che lo hanno inventato loro. Buone vacanze (archicefaliche o no) :)“
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