Notte bianca … sotto i ponti del Laurentino …

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abbiamo appena ricevuto e volentieri giriamo a tutti gli interessati …

“Gentilissimo arch. Muratore siamo alcuni ragazzi della facoltà “Ludovico Quaroni” le scriviamo per chiederle se è possibile usufruire del suo blog, che dimostra giorno dopo giorno di essere una voce veramente libera, inserendo un’immagine e un testo relativo. La ringraziamo anticipatamente …”

Eccovi serviti …

“Finalmente l’evento mondano dell’anno, diamo l’addio all’11° ponte del quartiere Laurentino. Recuperare è sicuramente meno visibile e meno “reality” di un bell’abbattimento. Ma la domanda è legittima: “non sarebbe stato meglio mettersi in linea con gli altri paesi d’Europa pensando ad una politica di riqualificazione e conservazione di quel “moderno” che oggi può definirsi “storico”? Le risposte e ragioni dell’abbattimento sino ad oggi risultano vaghe e cangianti a seconda della situazione. Perchè si è deciso di abbattere?

1 – La situazione è incontrollabile a causa degli occupanti che “infestano” i ponti… bisogna abbattere! Ma non basterebbe sfruttare le forze dell’ordine, già pagate dai contribuenti, per lo sgombero e successivamente riappropriarsi di quei luoghi assegnando, agli spazi, attività e funzioni che a oggi sono completamente assenti? La riqualificazione non diventerebbe una “conseguenza”?

2 – Gli standard di progettazione dell’epoca risultano sovradimensionati, basti pensare che ogni settore è formato da tre insulae ed ognuna di esse contiene 3 edifici a ponte per un totale di 11 ponti che hanno a tutt’oggi 7700 mq. di locali vuoti… bisogna abbattere! Il Laurentino per la sua progettazione ha seguito standard che in altre situazioni a oggi sono luoghi vivibili. Esempio, il quartiere di Vallingby: -abitanti Vallingby 25.000 Laurentino 30.000 -superficie destinata a negozi Vallingby 9.200 mq. Laurentino 6.435 mq. -numero negozi per abitanti Vallingby n°1 negozio/278 abitanti Laurentino n°1 negozio/303 abitanti …eppure a Vallingby si vive bene e gli spazi sembrano ben assegnati!

3 – I locali non possono essere assegnati perchè le altezze non sono a norma, troppo bassi, mica possiamo metterci a sollevare i solai… bisogna abbattere! Allora perchè non li abbattiamo tutti? O sono solo gli ultimi tre ponti a non avere un altezza che rispetta le norme? Perchè non sgomberiamo anche gli altri ponti che hanno all’interno servizi vari come gli ufficio del Municipio XXII, la sezione politica dei DS, agenzia di assicurazioni, mobilificio, negozio di ottica, bar, tabaccheria, studio legale, sede dell’ASL RM/C, parrucchiere, supermercato, profumeria, farmacia, macelleria, pelletteria, laboratorio riparazioni, cartoleria, pasticceria, laboratorio di elettronica, ass. “il ponte”, coop sociale promozione lavoro e riabilitazione, ass. culturale A.I.C.S., consorzio coop “fonte ostiense”, ass. culturale “la scintilla”, sindacato inquilini ASIA, sezione del partito “rifondazione comunista”, uffici dello IACP, comunità di S. Egidio, laboratorio odontotecnico, centro per la salute mentale ASL RM/C, scula infermieri S. Eugenio, studio medico, ass. volontariato “l’ancora-95”, ass. volontariato “ponte d’incontro”, ass. volontariato “le suore di nevers”, sindacato SPI-CGL, ludoteca green park, preti evangelisti, sala biliardi e negozi di vario genere?
4 – Si è scatenato una polemica inutile su questo discorso del Laurentino 38, mica li vogliamo abbattere tutti! Solo gli ultimi tre! …dai solo gli ultimi! Sono periferia della periferia… I primi ponti, che prima erano periferia come tutto il complesso, adesso che la città si è ricongiunta al Laurentino non sono più periferia. Cioè, sono periferia, ma non periferia periferia come gli ultimi… questi infatti sono periferia della periferia… cioè… in poche parole… mmmm… bisogna abbattere!

A noi piace credere che dei buoni collegamenti con mezzi pubblici, un illuminazione adeguata, una vigilanza sempre presente (perché i poliziotti di quartiere ce li mettete solo a piazza di Spagna?), accompagnata da una instaurazione di centri di interesse pubblico, porterebbero il Laurentino (compresa la parte finale) ad un miglioramento sostanziale. Non riusciamo a credere come le cose sopra citate facciano sempre capo allo stesso responsabile, il COMUNE DI ROMA, che invece di prodigarsi a dare quello che ci è dovuto, continua ad asserire che l’unica soluzione è l’abbattimento! A noi piace credere che un giorno il comune ammetta le sue colpe passate e presenti e proponga un intelligente piano di riqualificazione che ha poco a che vedere con l’architettura! Il sito dell’assessorato Romano delle Periferie afferma, a oggi, che al fine di riqualificare il quartiere si debbano costruire, dopo l’abbattimento dei ponti, edifici che conterranno servizi, come un posto di polizia, un ufficio postale, una scuola infermieri (già presente in uno dei ponti). Noi, e chi è sempre stato contrario alla politica dell’abbattimento dei ponti, non riusciamo proprio a capire perché questi servizi non possano riempire quelli che sono attualmente i ponti degradati. Ci sentiamo ingannati, da parole vuote che spingono la gente a racchiudere l’etereo male sociale in un ponte, una lotta al degrado più di facciata che di contenuti e che darà spazio e possibilità ad una speculazione privata (vecchio stampo) in cui a pagare le spese saranno solo i cittadini illusi dell’intero quartiere del Laurentino.”

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Grazie della collaborazione …
e speriamo che qualche “addetto ai lavori” abbia il tempo di leggervi …
prima di montare sulla ruspa …

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Calatrava … prossimo venturo…

Una grande Mano per una … grande Opera …

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Che Santiago Calatrava fosse un grande costruttore è cosa nota e risaputa …
che fosse “anche” un notevole disegnatore che usava il suo talento grafico come gli “scultori” di un tempo, francamente, fino ad oggi, mi sfuggiva …
questa, forse, la più suggestiva “scoperta”, dal vivo, in occasione di una memorabile comparsata del grande andaluso presso la Facoltà di Valle Giulia in occasione della sua ultima visita a Roma per la presentazione del nuovo progetto olimpico-capitolino di Tor Vergata …

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Gli architetti … ancora sull’Ara …

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Richard Meier e Francesco Dal Cò all’ultima inaugurazione dell’Ara Pacis.

Non so bene perché, forse per qualche crisi nelle vendite, ma da qualche tempo ricevo per posta elettronica, come molti altri presumo, dalla casa editrice Electa, una specie di pubblicità, sotto forma di anticipazione dei principali articoli pubblicati poi su Casabella … Forse qualcuno ha capito che nessuno più legge da tempo quella rivista, se mai la compra, la sfoglia di sfuggita e la ripone, … per completezza di collezionista …, insieme alle annate più anziane …

Leggo quindi dall’ultimo invio:

“Nel numero 745 di «Casabella», in edicola nei primi giorni di giugno, diverse pagine sono dedicate alla presentazione del nuovo Museo dell’Ara Pacis a Roma progettato da Richard Meier. Per l’intrinseco significato dell’opera e per quello che può rappresentare per l’architettura italiana e per gli interventi che sarebbe auspicabile veder realizzati anche nei centri storici italiani per favorirne la riqualificazione, vengono qui anticipate le opinioni di coloro che la rivista ha interpellato in questa occasione. Raccogliendo, oltre a quello del Direttore, Francesco Dal Co, i giudizi di Carmen Andriani, Francesco Careri, Paolo Desideri e Franco Purini, «Casabella» si ripromette di favorire l’approfondirsi del dibattito, libero da strumentalizzazioni pregiudiziali e condotto con competenza, che un’opera quale il Museo dell’Ara Pacis dovrebbe suscitare.”

Pur nella mia “incompetenza”, e nella mia “pregiudiziale strumentalizzazione” della questione Meier, ho letto con attenzione quei testi … e vi invito a fare altrettanto …

non certo per fare pubblicità a quella, già gloriosa, testata, né, tanto meno, al suo editore (che non ne hanno certamente bisogno …), ma soprattutto per verificare, se così lo vogliamo chiamare, lo “stato” del dibattito …

giudicherete voi …

per quanto mi riguarda, mi è parso un estenuato esercizio di cerchiobottismo accademico … sostanzialmente l’opera non piace a nessuno degli scriventi, ma … non si può parlar male di Garibaldi … e quindi giù cartelle su cartelle … parole … parole … parole … come all’università … per dire tutto e il suo contrario … L’unico testo che si salva, il meno verboso e accademico, il più disinterassato e quindi anche il più interessante e leggibile, in questo diluvio di luoghi comuni … resta quello di Careri che ha avuto l’intelligenza di dire una serie di cose sensate e condivisibili … Tra l’altro, il “Piccio” degli Stalker, non a caso anche il più giovane degli autori coinvolti, presenta con grande sensibilità il lavoro di “Fausto delle Chiaie, artista e poeta urbano che dal 1989 è il custode, il curatore e l’opera di questo angolo di Roma” …

di questo lo ringraziamo vivamente …

Delle Chiaie è stato, in questi lunghi anni, uno dei pochi con i quali abbiamo, quotidianamente, condiviso l’amara inquietudine di una melanconica attesa …

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“Waiting-room” …

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“Spazio monumentale in allestimento” …

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“Narcisi” …

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“Bellainbusta” …

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Fausto delle Chiaie e il suo “Atelier” …

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Roma sotto i ponti … del Laurentino …

A Roma anche … i ponti fanno … politica …

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i ponti “buoni” …

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i ponti “cattivi” …

ma … visto che i ponti sono sostanzialmente “identici” …
siamo proprio sicuri che, gratta gratta, … sotto, sotto … i ponti …
non ci sia dell’altro? …

Si attendono suggerimenti … ipotesi … interpretazioni …

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Velodromo addio … il nuovo scaccia il vecchio … ma …

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salviamo almeno la faccia …
con un presidente ciclista …
e dopo tanti anni di triste abbandono …
forse è la volta buona …
per il Campionissimo …
di ritirarsi un po’ su …

Abbandonato colpevolmente per decenni il Velodromo olimpico romano sarà tra poco abbattuto per lasciar posto all’ennesima speculazione …
Che cosa hanno fatto l’Eur, il Comune, il Ministero, la Darc? …
Pur essendo uno degli edifici più significativi del dopoguerra romano …
nessuno lo ha tutelato …
prima “non aveva ancora l’età” …
adesso “è troppo malandato” …
burocrati e palazzinari, come sempre, a braccetto …
Confidiamo, comunque, nel Prode Ciclista …

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Apparizioni romane … alla ricerca della bellezza …

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qui, le gru hanno appena nidificato …

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qui, helicopter gallopavo capitolinus … in fase di attorraggio … al Torrino …

Poteri forti … al lavoro …

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per costruire la citta-bella del futuro …

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com’è bella la città …
com’è beella la città …
com’è beeella la città …
com’è beeeella la città …
com’è beeeeella la città …
intanto abbattono i ponti del Laurentino …
il velodromo olimpico …
le torri dell’Eur …

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Biennale 2 … la vendetta del banchiere …

Croff occupa (o noleggia? …) il Campidoglio (ma perché, proprio il Campidoglio, che c’entra il Comune di Roma con la Biennale di Venezia? …forse un’anticipazione delle Olimpiadi dell’Architettura? …) per la Sua noiosissima (peggio di un seminario di urbanistica …) conferenza stampa …
e Ricky (si legge ricchi …) sale in cattedra …
mica siamo alla LSE o alla LUISS, alla Banca Mondiale o alla Bocconi? …
… ma … un po’ ‘bocconi, forse si … per questa Biennale così “bancaria” …
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Shanghai, Mumbai, Tokyo, Caracas, Città del Messico, Bogotà, San Paolo, Los Angeles, New York, Johannesburg, Il Cairo, Istambul, Londra, Barcellona, Berlino, e per l’Italia? … due al prezzo di una … Milano-Torino …

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bella … l’architettura …
ma ‘ndo stà?
pe’ l’amerikano biondo de Roma …
che non gliene frega niente …
vale solo … quanto ce costa? (a noi…) … quanto je rende? (a loro …) …

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ma lo voi capì che “nun c’è trippa pe’ gatti” …
lo diceva anche nonno (quello de’ Ricky …) …
ma io che je porto a Vema? …
“l’occhi pe’ piagne”? …

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inutile insistere … tanto anche lui … nun te darà ‘na lira …

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ché ha ben altro per la testa …

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Biennale: Città, architettura e società …

Che ne sarà della prossima Biennale di “architettura”? …

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Per ora … Burdett, ai Capitolini come se fosse nel salotto di casa sua, … forse memore dei trascorsi familiari, … gran mattatore in Campidoglio …

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il padrone di casa fa appena capolino … dal grande schermo …
in programma: molta banca, geografia, economia, finanza, sociologia, ideologia, urbanistica, mobilità, traffico, sostenibilità, workshop, produttori, consumatori, governance, qualità della vita (la loro …), balle a non finire …
di tutto tranne l’architettura …
nella più pallosa conferenza stampa della storia …
poteri forti a spasso per l’Italia … roba buona per i convegni di Stresa …
un unico sprazzo, surreale … vivificante … la proposta del Ministero per i Beni Culturali … altro che VeMa, città d’acqua o di pietra … etc. etc. … (Purini, Bruttomesso e D’Amato …KO) con l’ineffabile Baldi che ci propone, per la laguna, una vera chicca … nientemeno che un’esposizione delle fotografie (rigorosamente d’autore, s’intende …) del “suo” Cantiere, anzi quello di Zazà … per la cura (ci avreste mai pensato? …) di Margherita Guccione …
come via italiana … alla modernità non c’è male …
Che abbia ragione LPP? …
Pio, pio, pio, pio, … ce fai … oppure ? …
Perché continui a prenderci per i fondelli? …
Pensi che siamo tutti, proprio tutti, rimminchioniti?

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ma, Franco insiste, comunque, a spiegargli …
tutto inutile …
nun vale la pena …
l’Architettura a questo je rimbarza …

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Per la par condicio …

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quando … le elezioni si avvicinano …

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Chi la tira giù … chi la tira su …

Ne vedremo di belle alla Biennale … Anche l’Italia degli architetti è divisa in due … Purini Vs. D’Amato?

… Chi la tira su … e chi la tira giù …

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chi la tira giù … chi la tira su …

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