E mo’ … j’hanno puro incartato le palle …

palle quadre

sinnò … ‘a pubblicità … ‘ndove … jel’appiccaveno? …

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Coltivate efferatezze … di appena ieri …

efferatezze

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Urbanistica … capitolina …

SPQR

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Un Nuovo Ordine televisivo … regna … nella capitale …

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Intersezioni …

intersezioni

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Er certico Alemanno … vorta paggina …

Una giunta di “altissimo livello” … aveva minacciato il celtico Alemanno …
appena insediato e ancora sotto l’effetto dell’Ara …
poi … se devono esse scazzati parecchio de ‘sti giorni … e alla fine …
… alla cultura ce ritrovamo … un Croppi reduce dai campi Hobbit e da Second Life-Valore Italia … mica cazzi … j’ha rifatto puro l’mmagine a Gianni, però … e ha mannato affanculo er Vittorio valpadano… e questi so’ titoli importanti …
vabbè che dall’effimero nicolinano in poi quell’assessorato è stato sempre considerato meno che gnente … le gesta di Borgna sono note a tutti e più in là di Nilla Pizzi in verità non è mai andato … per non parlare dell’ultimo che manco me ricordo come se chiamava, ma me pare venisse addirittura da ‘nartro pianeta … da Zétema, se nun me sbajo … quindi … tutto quello che viene poi è, comunque, grasso che cola …
però, in fondo, … in fondo, Roma … qualcosina più de Tolkien … se la poteva puro merità … forse … ‘sta pòra Roma …
staremo a véde … co’ sti fasci riciclati … nun se po’ mai di’ … ‘emo scoperto che se so’ fatti puro Vallegiulia … ‘a battàja … e che mò je piace puro il venticinqueaprile … e magari er primomaggio, … ma, ‘na vorta, no’ pe’ esse pignoli, ma nun je tirava deppiù er ventiquattro de quello stesso mese e magari puro er quattro de novembre? … ché co’ li santi, li morti e li sordati era festa pe’ tutti … mboh? … nun ce se capisce più un cazzo … Warter che s’abbraccia ar Cavaliere … st’artri che se rifanno ‘na seconda vita in doppiopetto e in diggitale …
signora mia … ‘a curtura … a Roma … nun è più mica …
Ma pe’ fortuna all’urbanistica … niente fasci … fascetti … cazzabubboli …
ma addirittura un tecnico … ar di sopra delle parti … mbèh … l’urbanistica a Roma è ‘na cosa seria … mica ‘na stronzata come ‘a curtura …
un tecnico der centrosinistra … addirittura … che a Venezia, quanno ce faceva l’assessore je voleva fa’ tutti li buci pe la metro nella fanga … modello Costa-Prodi … e che pare che qui invece je va bene a tutti … pe’ quelli dell’Urbanistica … ‘na specie de garante … der piano …
beh … devo di’, tanto pe’ ride o pe’ nun piagne … che forse me sarebbe piaciuto deppiù un ber fascetto de casa nostra … ruspante … borgataro … magari puro ‘no studente quarsiasi, anche ‘narchitettino jr. …. sarebbe bastato un gnente … pe’ mannà pe le peste tutti quei paraculi che ce stanno didietro all’urbanistica … ma, evidentemente, se so cagati sotto e c’hanno messo er tecnico superpartes, ‘na specie de democristianone de ‘na vorta, pare … che poi staremo a véde …
staremo proprio a véde … intanto de ‘ste ore circola in rete un messaggino che recita, più o meno, così:
“ALEMANNO VOLTA PAGINA … E  CALTAGIRONE AFFIDA, TRAMITE LETTA, L’URBANISTICA ALL’EX ASSESSORE AI LLPP NELLA GIUNTA DI VENEZIA, AVVOCATO DELLO STATO , ESTENSORE DEL CELEBRE PROGRAMMA PRODI 2006, E GARANTE CHE I PARVENUE DELLA DESTRA, MAGARI SULLA SCIA DELLA DENUNCIA DI “REPORTER”,  NON FACCIANO DISATRI NELLA APPLICAZIONE DEL PRG, GIA’ CONTRATTATO CON VELTRONI.
” MA CHE VOIONO ?, GLIE l’HO DETTO PURE A CLAUDIO: TRANQUILLO, SE RIASSETTAMO! C’E’ SPAZIO PER TUTTI.
MA POI L’URBANISTICA NON E’ SEMPRE STATA CULTURA DE SINISTRA, QUADRO DI RIFERIMENTO PE’ TRATTA’?: QUESTI FASCISTI S’INFORMASSERO E S’ADEGUASSERO E POI SE NE PARLA!
INTANTO MANNAMOCE UN ESPERTO! “
…

Staremo a véde …

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Sagunto … “Una decisiòn lògica y civilizada” …

Riporta “El pais” di oggi che Manuel Portaceli, l’architetto che disegnò la ristrutturazione del Teatro Romano di Sagunto insieme a Giorgio Grassi, ha ricevuto ieri a Madrid la notizia della decisione della commissione interdisciplinare di conservare i suoi interventi e si rallegra per quella che considera “una decisione civile e logica” …
Portaceli considera che “investire il denaro pubblico nella distruzione di un bene di uso comune sarebbe stato davvero grave” …

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Delft in fiamme …

DELFT

Luca Nicotera, forse scambiandoci per un bollettino dell’Ansa, ci scrive:

“Caro professore,
le scrivo per comunicarLe un evento che ha dell’ assurdo: il 13 maggio la facoltà olandese di architettura di Delft è bruciata in seguito a un incendio che ha distrutto tutto l’archivio, la biblioteca, le aule, i dipartimenti, le attrezzature, e importantissimi documenti. Fortunatamente nessuno sembra rimasto coinvolto nell’accaduto. Sembra che l’incendio sia dovuto ad un corto circuito di una macchinetta del caffè ( !!! ). Tra i beni perduti anche moltissimi scritti (tra i quali alcuni originali di Aldo Rossi), sedie Rietveld, pezzi originali di design, 40000 libri, i progetti e i plastici degli studenti, molto altro…! Spesso sul suo blog leggo i rischi che alcuni architetture del secolo scorso (da Stirling a Le Corbusier …) corrono grazie alla mente perversa di qualche picconatore moderno; in questo caso, per queste opere, non c’è più niente da fare, non ci sono petizioni da firmare, ci ha pensato una macchinetta del caffè! Chiaramente lo sconforto è grande, specialmente se penso per esempio, alle sue lezioni, e non solo per quelle sui personaggi sopra citati e alla ferita che hanno subito, ma proprio per quel “respirare architettura” che si creava in aula, a cui quegli studenti e quei professori dovranno rinunciare, spero per il minor tempo possibile. Ma lo sconforto aumenta quando ci si rende conto che l’ incendio non “infiamma” i media nostrani (fatta eccezione per il blog “Sensibile City”, da cui ho appreso l’accaduto, del prof. Daniele Mancini, titolare della cattedra di “comunicazione visiva e multimediale” presso la facoltà di architettura “ Ludovico Quadroni” di Roma), tantomeno quelli specializzati (spero di essere smentito al più presto). In altre epoche, senza internet, si correva in aiuto di biblioteche allagate, in soccorso di libri e di tesori artistici… in sostegno della cultura! In questo caso credo si possa fare poco… ma almeno riportare la notizia …
”

Più o meno quello che era accaduto a Yale tanti anni fa, …
ma dalla stampa specializzata apprendiamo inoltre che:
“Un incendio catastrofico ha devastato la facoltà di architettura dell’università di Delft in Olanda, mettendo in pericolo le prime edizioni dei libri di Rem Koolhaas e di MVRDV …”

certo che se il danno si fosse limitato a questo …
non sarebbe stato poi un gran male ….

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Non esiste la terza via? …

Vi segnaliamo: di Pietro Pagliardini
sul Blog: DE ARCHITECTURA
il Post: NON ESISTE LA TERZA VIA
Link: http://regola.blogspot.com/2008/05/non-esiste-la-terza-via.html

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Villa Borghese: come distruggere un parco storico …

Riceviamo da Manuela Marchesi, a commento della lunga nota di Rijtano sulle benemerenze veltroniane, queste considerazioni relative alla recente “valorizzazione” del parco di Villa Borghese …
le condividiamo in pieno e vorremmo soltanto aggiungere, per restare in argomento, un rinvio alle tragiche devastazioni perpetrate durante il sedicente “restauro” architettonico della Galleria …
e a quanto sta accadendo in relazione al “Parcheggio della vergogna” al Pincio …
…
“Mi soffermo sulle prime righe scritte da Rijtano a proposito delle ville pubbliche, e in particolare su Villa Borghese, che frequento da quando sono nata e che ho “tramandato” a mia figlia in lunghe passeggiate, con merenda portata da casa avvolta in un tovagliolo a quadretti rossi e bianchi (non sto facendo ironia).
Negli ultimi anni ho assistito alle trasformazioni e alla “Valorizzazione” della Villa, 1- agli interventi sulla vegetazione, 2-alle operazioni di riuso di alcuni edifici e 3- al ripristino di strutture cosidette filologicamente corrette.
1- al Giardino del Lago sono state divelte foltissime siepi di lavanda attorno allo slargo della fontana dei Fauni, creando uno spazio continuo che immiserisce fontana e scultura. Ma non è stata fatta alcuna pulizia con pompa, rastrelli e scopettoni al Ruscello che finisce nel laghetto. Dello stesso tenore è quello che è accaduto attorno alla grande fontana rotonda col getto, quella sotto viale delle Magnolie, anch’essa rapata delle rigogliose piante aromatiche intorno alla vasca.
2- Riuso degli edifici. La Casina di Raffaello non ha più il suo giardinetto segreto, ma uno spazio con brutti giochi per bambini “creativi”…e molta vegetazione di meno. Non so cosa ci av rei messo dentro io, di sicuro non un parco-giochi.
Intorno alla Casa del Cinema (ex Casina delle Rose ossia caffè, ristorante) sono spariti molti alberi, prova ne è che ora, venendo da Porta Pinciana, ci si trova in una spianata da “Mezzogiorno e mezzo di fuoco”. Però per la caffetteria sono stati allestiti ombrelloni e gazebi a tutto spiano.
3- I Giardini Segreti del Casino Borghese prima erano strutturati secondo il criterio del Giardino all’italiana, siepi di mortella piantate secondo disegno e bene o male curate tanto da non perdere la fisionomia d’origine.
Adesso, dopo i lavori di ripristino filologicamente corretto, a me sembrano piuttosto degli ordinati spazi di un buon vivaista specializzato in agrumeti.
Quando vennero tolte, le mortelle (piante di lentissima crescita e quindi, queste, di antica vita) furono gettate alla rinfusa dalla parte del Prato dei Cani dove, in quel periodo, molte persone ed io come loro, presero alcune piante nel tentativo di farle rivivere nei loro balconi o giardini. La mia non ce l’ha fatta!
Perché questo discorso quasi personale? Perché intravedo in certe operazioni di restyling un grande bisogno omologazione ad un’idea di “tutto in ordine, tutto acculturato, tutti i bambini a giocare con giochi fatti in serie, tutti, per finire, politicamente corretti.
Non mi piace affatto, e non mi piace per niente l’affanno di togliere a chiunque, adulto o bambino che sia, la necessità di inventarsi un gioco o di intravvedere qualcosa piuttosto che trovarsela spiattellata davanti.
Menomale che rimangono alcune zone non prese di mira, menomale.“
M.M.
e … menomale …
Dio ci salvi dai sindaci … dagli assessori e … dai sovrintendenti …
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