Salingaros: … “un simpatico cazzaro” …

Da Claudio Marsilio … riceviamo queste gradite considerazioni … che, tutto sommato, ci confortano, rispetto ai nostri radicati, coltivati, relativistici e “nichilistici” … pregiudizi …

“Mah! Io alla conferenza c’ero, il prof. Muratore non l’ho visto, invece.
Conosco i fondatori della “strana creatura”,quindi vengo spesso invitato alle loro iniziative.
Salingaros: personaggio singolare, con idee bizzarre, ma non tanto pericolose. Non aveva camicia hawaiana, e nonostante il mélange linguistico ed i numerosi tic nervosi, non ha detto – tutto sommato – cose tanto assurde.
Il ritorno ad un’architettura – come la chiama lui – a “scala umana”; fuori dalle contorsioni stilistiche dei de-costruttivisti, dalle aberrazioni delle periferie a cubi di calcestruzzo ( cito sempre a stralci la Salingaros-conferenza! ); la riscoperta dell’ornamento in architettura ( che non è un delitto, “come ha detto un architetto pedofilo” – cito sempre lui ) non sono cose che fanno inorridire, e non bisogna essere necessariamente dei partigiani di Krier ( che lui apprezza molto, ovviamente ) per condividerle.
Il dibattito è fiorente, sia sulla rete che fuori, ed è vero – come riporta qualcuno anche qui sul blog – che se ne discute molto. E’ certamente sentita la necessità d’un ridimensionamento delle città e degli spazi comunitari ( o collettivi, come si preferisce ), d’un nuovo rapporto tra natura e costruito. Ben vengano le “provocazioni” dei matematici o dei programmatori. Poi gli architetti devono saper proporre, analizzando la realtà e tendendo conto anche dei cambiamenti del “comune sentire”, senza che questo venga spacciato per “ritorno al passato” o abiura della modernità.
La mia personale opinione? E’ un simpatico cazzaro, come tanti americani tuttologi, ma il suo punto di vista è interessante…
Buon proseguimento.”

Claudio

P.S.
purtroppo ero … “assente” … alla stocastica adunata capitolina, …
ma non vorrei che, con il nuovo andazzo, …
si dovesse mandare anche la giustificazione …
per la divisa … fatemi sapere …
per la tessera … “preferirei di no” …

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Pincio … stand-bay … parking … bye-bye …

“Grandissime novita’ non ce ne sono”, … dal punto di vista archeologico, …
ma da quello politico, … invece …

riprendiamo da alcuni recenti lanci stampa: …
Roma, 9 giu – ”Non c’e’ nessuna decisione sul parcheggio del Pincio. Per valutare l’opportunita’ dell’opera verra’ presto istituita una commissione di saggi che possa innanzitutto determinare con precisione lo stato dell’arte dei lavori, per poi stabilire …
la compatibilita’ del parcheggio e le eventuali modifiche da apportare all’opera
”… dichiarano in una nota congiunta gli assessori capitolini Croppi e Marchi …

e sul Corriere della Sera … Foschi e Sassi scrivono: ”Per la piu’ contestata delle opere volute dall’ex sindaco Walter Veltroni, il parking sotterraneo del Pincio, sette piani interrati nel colle, con ingresso delle auto dagli emicicli ottocenteschi del Valadier su piazza del Popolo, si profila un non-futuro. Nella migliore delle ipotesi, un ridimensionamento con varianti del progetto e riduzione dei posti previsti (circa 700) a causa dei recenti ritrovamenti archeologici che i responsabili della Soprintendenza definiscono ‘piu’ estesi di quanto rivelato dai sondaggi’ …
il parcheggio, secondo quanto detto dal neo assessore comunale alla Cultura Umberto Croppi ‘
semplicemente non si fara’‘” …
”Ma a mettersi di traverso alle ruspe della Sac – spiegano i giornalisti del Corriere- c’e’ anche l’archeologia. Previsti, paventati, annunciati dalla tante ‘voces clamantes in deserto‘ i ritrovamenti ci sono, eccome”. Sul tema interviene il soprintendente di Stato all’archeologia di Roma Angelo Bottini: ”L’esito su una parte del sito e’ positivo. Grandissime novita’ non ce ne sono. Un criptoportico interrato, strutture di eta’ imperiale, marginali per ora rispetto ad un antico complesso sul Colle” ” …

ma, da domani, c’è da giurarlo, …

chissà quante nuove “scoperte” … nel sottosuolo …

potere della politica …

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“La fine dell’architettura nichilista”? … ma de che …

Le recenti vicende politiche nazionali e le impreviste ricadute a livello capitolino stanno attivando le nuove forze di governo locale anche sul piano “culturale” …
L’inizio fanfullesco del minacciato “spostamento” dell’Ara non è certo stato l’esordio migliore … le più caute e ragionevoli considerazioni sul MACRO (anche cambiargli il nome potrebbe essere una iniziativa non del tutto disprezzabile … quel “Macro” suona, da sempre, assai male e pare non promettere niente di buono …) sembrano meglio indirizzate …
Ma l’attivismo attorno ai temi dell’architettura (sostanzialmente gestito, fin qui, da quella arcana e misteriosa creatura che è il CESAR …) ci tocca da vicino e appare essere, almeno per ora, … il vero asse portante del “rinnovamento” alemanniano in questo settore così delicato …
Sotto l’ala benedicente del più neoclassico dei Krier … viene quindi invitato a Roma nientepopodimenoché Nikos Angelos Salingaros già allievo e collaboratore di Alexander … prolifico artista-scienziato-matematico-teorico-stocastico del frattale e delle sue propaggini … che si propone sulla piazza romana con una sua allocuzione dal titolo alquanto saccente e ratzingeriano: …
“Ritorno al Bello, ovvero, la fine dell’architettura nichilista” …
(lunedì 9 giugno ore 18:00 Sala della Piccola Protomoteca, Piazza del Campidoglio) …
abbiamo sempre diffidato di personaggi del genere e del fascino che, di volta in volta, esercitano sugli architetti e sugli urbanisti in crisi di identità …
sotto l’aura della creatività para-scientifica, molto spesso, si veicolano baggianate da Bar dello Sport o poco più …
e poi è curioso che per combattere le fregnacce poetico-algebrico-musicali di Zazà, di Daniel e di tanti altri cloni e clonini locali … venga riproposto proprio un personaggio del genere … apparentemente opposto, … ma al fondo analogo … come questo visitor australian-texano di ultima generazione …
a .. Alemà … nun fatte infinocchià puro te …
che c’azzeccano li frattali … coi problemi de Roma? …
questo è n‘antro che spaccia carciofi … e allora … stamo sempre da piedi …
“la fine dell’architettura nichilista”? …
ma che cazzo vanno dicendo? …
comunque … staremo a véde …

e capiremo perché a ‘sti fasci …

co’ l’hobbit de l’architettura …

je piace puro lo stocastico …

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Italia Nostra … Blog … Foro Italico …

Italia Nostra … Foro Italico …

La situazione del Foro Italico è sempre più allarmante …
Italia Nostra apre un blog dedicato all’argomento che: …
“si propone di denunciare il continuo degrado del Foro Italico e la sua mercificazione.

Un urlo di giustizia per la sua salvaguardia” …

http://foroitalicoitalianostra.blogspot.com/

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Misteri capitolini … MACRO … s’erano “persi” il museo …

Qualche settimana fa avevamo segnalato l’ennesimo paradosso capitolino rinviando al caso MACRO … ai faraonici sogni odileschi … e alludendo, implicitamente, al vergognoso trattamento delle importanti collezioni “dimenticate” a via Crispi dove un cartello slavato, scritto a mano e pateticamente incorniciato da qualche mano pietosa … languiva da anni a segnalare la chiusura, a tempo indeterminato, di un importante museo romano … la “Galleria comunale d’arte moderna” … il cui destino dimenticato pareva peraltro simbolicamente intrecciarsi a quello del contiguo deposito AMA …
Non crediamo certo che il neo-assessore alla cultura sia tra i nostri lettori, …
ma rileviamo con soddisfazione, dal “Corriere” di oggi, come, tra i suoi primi atti, ci si stata una visita ai luoghi incriminati nel tentativo di una risoluzione ragionevole dell’intricato pasticcio …
Se una buona volta si ponesse mano … con serietà e sobrietà … al problema di alcune realtà museali e archivistiche capitoline … sarebbe sempre tardi, ma comunque meglio … che continuare nella ottusa politica delle cosiddette “grandi opere” … fiore all’occhiello di tanti politicanti … e del loro sempre folto stuolo di interessati accompagnatori …
Se la nuova amministrazione riuscisse ad affrancare il povero glorioso museo dalla sua ingiustificabile clausura … nell’ex convento delle Carmelitane …
e magari anche gli altri spazi culturali romani dal “sequestro” Zètema …
potrebbe essere un buon indizio, … un buon inizio …

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Piazza … semplicemente … un albero … in piazza …

Zanardelli2

Riceviamo da Rondone Romano … virtuale patrono dei volatili capitolini …
questa segnalazione che volentieri vi giriamo sulla auspicata possibilità di demineralizzare un po’ le piazze romane …
alberi, quindi, al posto di palle … transenne … bussolotti … e … quant’altro …

“Caro Prof,
ho letto con gusto la sua intervista, condividendo lo spirito nelle risposte, e mi sono permesso di scriverle ancora per perorare una causa che porto da sempre nel mio cuore da volatile.
Roma è una città strana, ricca di parchi splendidi (spesso tenuti male e poco rispettati dai romani stessi), ma povera di alberi per strada. O meglio, vi sono interi quartieri alberati, ma il centro, nel cuore della città, è sempre più arido. Poi, dopo le recenti riqualificazioni e ripavimentazioni (sulle quali sarei curioso di conoscere il suo parere), si ha la sensazione di aver perso l’ennesima buona occasione per approfittarne.
Io mi sono divertito a piantare alberi virtuali qua e là, senza grandi capacità grafiche (né mezzi), concentrandomi soprattutto nelle ‘nuove piazze’.
…
Non è cosa ‘fatta bene’ forse, ma certo è ‘semplice’.
Sogno il giorno in cui una giunta abbia la modestia, la cultura, l’intelligenza e soprattutto le palle per saperlo fare …
I dettagli (gli alberi non li ho scelti a caso) come sempre sul blog:
(http://transenna.splinder.com)
Ancora Grazie!”

Come non essere d’accordo con il nostro pennuto ospite …
da sempre impegnato nella aerea osservazione dei paradossi della nostra città … qualche albero in più, non costerebbe praticamente nulla (e forse, proprio, per questo è soluzione sempre evitata …) …
in molti casi, con estrema facilità, si aggiungerebbe un tocco di botanica “normalità” in un ambiente sempre più asfittico e privo di vita, …
“arido”, appunto …
quanto poi alle recenti, … sedicenti, … “riqualificazioni” … che dire? …
la ruspa non basta … ci vorrebbe l’aratro …
soprattutto in quelle … “firmate” … dai mejo fichi …
speriamo che il nuovo primo cittadino, fresco di nomina, riesca almeno a frenare le fregnacce più gravi e ancora in corso … a partire da piazza Augusto Imperatore …

tenemoce pure la teca, ma, almeno, risparmiamoce … gli effetti collaterali …

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Campidoglio 2 … agli sgoccioli …

Dal sito istituzionale del Comune di Roma: …

“Convocazione seduta pubblica.
In riferimento al Concorso si comunica che nella seduta pubblica che si terrà
Giovedì 5 giugno 2008 ore 17:00,
presso la sala sita al II piano della sede del Dipartimento III del Comune di Roma, in Lungotevere de’ Cenci n. 5, la Commissione provvederà all’apertura delle buste E) ed all’attribuzione a ciascuna sigla alfanumerica del nominativo del concorrente abbinato.
La Commissione di gara procederà, quindi, a dare lettura della graduatoria ottenuta.
Alla seduta pubblica potranno partecipare i legali rappresentanti dei concorrenti invitati ovvero persone munite di specifica delega loro conferita dai suddetti rappresentanti, che dovrà essere esibita in originale al momento dell’apertura della seduta, comunque in numero massimo di due persone.
Il Presidente della Commissione” …

da sempre interessati all’esito dello storico, estenuato, concorso …
restiamo in fiduciosa attesa …
mancano solo poche ore …
ci domandiamo soltanto: …
quale giuria … giudicherà? …

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Ilaria o Biancaneve? … ricordando … James Beck …

Come è piccolo il mondo …

Ci scrive Edoardo Alamaro …
sotto il titolo: Ilaria o Biancaneve? …

“Apro. AAAvvisoArchiwatch: “un’intervista … blog .. su blog …” aaaa Muratore! Copio il link, lo incollo nell’apposita casella. Premo “Cerca” e … e chi ci trovo?, inaspettato, a sorpresa, nel corpo dell’intervista? James H. Beck e la sua “Artwatch” (che ha ispirato la titolazione “Archiwatch”). Che bello!, Beck, quel matto della Columbia University, ma che fine avrà fatto? Premo la manina sul nome Beck e mi appare subito, miracoli del web, conoscenza rapida e sprint, la sua biografia tratta da “Wikipedia”. E leggo la feral notizia: nato 14 may 1930, morto 26 may 2007. Beck, ci hai lasciato!!! Se ne vanno sempre i migliori, i rompiballe, i rompi-ecoballe restaurate, restauri in corso, l’Italia in restauro, l’eterno-truffaldino nostrano. Un mio ricordo, prego, gradite, amici muratorini: lo conobbi in Toscana, Bech, ad una cena di amici, per una sua polemica di restauro. Un incontro simpatico, fruttuoso, di lavoro, in qualche modo. Era l’epoca del sua lotta per salvare l’Iliana del Carretto di Jacopo della Quercia, a Lucca. E per questo motivo processato per direttissima, seconda sezione penale, tribunale di Firenze. Querelato dal restauratore Giovanni Caponi, offeso nella sua reputazione professionale. “Restauro distruttivo”, aveva sentenziato infatti “il professore”, con ampia eco sui media. Mi raccontò che, di ritorno dall’America, per poco non gli era preso un colpo. La sua Ilaria, alla quale aveva dedicato tanti studi, tanti libri, tanto amore, gli era parsa mummificata. Vittima di un maleficio, morta all’arte: la chioma della “sua” fanciulla aveva perso la famosa morbidezza plastica, i chiari e gli scuri erano alterati. Tutto effetto cartone animato, ridisegno Walter Disney. Una Biancaneve dormiente! Lui, lo studioso Principe della scultura del Rinascimento, baciò la sua bella per svegliarla dal maleficio, dalla male-fatta. Ma quella non si alzò. Tutto rimase così iperreale e di plastica. Per consolarlo gli dissi, scrissi, testimoniai, mediai ironico in suo favore (quotidiano “Roma”, 16 maggio 1991, terza pagina), che “il sistema dell’Arte era cambiato e che il nostro Principe rinascimentale, immerso negli studi, non se n’era accorto. Il restauro di Ilaria era perciò da considerarsi corretto, in qualche modo un adeguamento percettivo ai nostri gusti post/moderni, .. costi quel che costi, acidi compresi, arte & igiene, … Ilaria lavata con Perlana, ….”. Titolo (di redazione) al pezzo: “Ilaria o Biancaneve?” Bech che era uomo di spirito, oltre che di studi, portò l’articolo tra le sue pezze d’appoggio in tribunale. Non so se per questo fu motivo fu condannato a maggior pena. O fu assolto per insufficienza d’ironia, del querelante. WW Bech, che vive e ride in mezzo a noi, in questo gioioso “Archiwatch”!!!
Saluti”
Eldorado

coincidenze … occasioni … incontri … lezioni …
confesso di essermi commosso al ricordo di Beck …
della sua vitalità, della sua ironia, della sua modestia, della sua intelligenza …
e poi non mi ero neppure accorto …
che era già passato un anno, esatto, dalla sua scomparsa …

grazie ancora James …

grazie Eldorado …

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Le tribù degli chef … le tribù degli architetti …

Architettura … Gastronomia … Avanguardia … Tradizione …

Questa mattina sulle pagine del Corriere grande spazio a Luca Zanini sul tema “Chimica o tradizione” … l’avanguardia contro la conservazione … due teorie … due atteggiamenti metodologici per uno scontro epocale … tra architetti? … manco pe gnente … in cucina … tra i fornelli … tra i cuochi più rinomati … che se le danno di santa ragione … manco fossimo alla Biennale … sui temi di sempre …

Navigo un po’ in cerca di lumi tra le pignatte …
E trovo … in Gambero Rosso Blog … Marco Bolasco che scrive:

“Chimica o tradizione e la polemica sbarcò in Italia …
Era ovvio che sarebbe arrivata anche da noi l’onda lunga della polemica iberica tra Santi Santamaria e Ferran Adrià. Il terreno era fertile. E’ arrivata sul Corriere della Sera in un articolo su “Chimica o tradizione” in cui Luca Zanini tenta di delineare gli schieramenti, a favore o contro la cucina che fa uso (dichiarato) di tecniche e tecnologie.
Per quanto mi riguarda è un falso problema: la tecnica è ovunque, tortellini inclusi. E le tecnologie idem, se vogliamo considerare il frullino una utile invenzione.
Ma la cucina di avanguardia (credo sia utile chiamarla così) evidentemente fa paura a molti.
E allora la prima cosa che mi viene in mente è soltanto questa: l’avanguardia è riuscita nel suo scopo. A questo proposito riporto un brano da Wikipedia proprio sul tema delle avanguardie e che, guarda caso, finisce proprio con il termine “degustazione”:

“L’avanguardia porta alle estreme conseguenze i caratteri della modernità, lo spirito critico e l’ermeneutica del sospetto, tanto da poter essere definita come la modernità radicale. Arriva a mettere in dubbio le conformazioni della rappresentazione (la mimesi classica), forzandola ai limiti fino al punto di rottura, realizzando una rappresentazione problematica oppure deformata, parodistico-grottesca. Di qui le difficoltà dei suoi testi, ai quali solitamente il pubblico risponde dicendo che non si capiscono. Tuttavia, l’oscurità del significato immediato significa precisamente due cose: che il significato è da cercare nel gesto che i testi compiono (occorre una inedita immedesimazione nell’autore); e che viene richiesto al fruitore un atteggiamento di attenzione particolare, un vero e proprio lavoro di lettura, ben diverso da una tranquilla e scontata degustazione.”
Detto questo, che si aprano pure i dibattiti sulla difesa dell’identità e della buona cucina ma ricordandosi che l’unica contrapposizione sensata è quella tra onestà e disonestà intellettuale …”

E’ proprio vero che c’è sempre da imparare …
soprattutto in cucina …

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Inossidabili ballisti … culturali? …

Vi segnaliamo su L’opinione, di Luca Tentellini, queste ottime Ecoballe culturali …
http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=109&id_art=4442&aa=2008

dall’Atomo alla Biennale: … la saga … la sagra … il Festival … della cazzata …

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