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Il Mose…
Carina quella di Mosè che, incazzato nero, grida nel deserto: “Quando dicevo “DIVIDETEVI!”, intendevo le acque!, no le mazzette!”.
Lasciamo perdere tutto, Prof. Ieri, alle 11.00 di sera, sono tornato a casa che dire avvilito è dire poco. C’era stata l’Assemblea del supercondominio che, a differenza delle gestioni condominiali dei vari fabbricati, cura le area verdi, le parti comuni, l’illuminazione generale ecc.. Il Supercondominio è una cosa grossa. Qualche volta è successo che abbiamo dovuto indire delle gare d’appalto secondo le regole europee. Il Supercondominio è cosa grossa, 262 proprietari che si conoscono dagli anni settanta, quando, costituitisi in cooperativa, lottarono come un sol uomo in notturne riunioni in Campidoglio con i vari assessori perché non facessimo la fine di altre cooperative edilizie condotte al fallimento (ricorderà le storiacce di quegli anni). Per la reciproca fiducia conquistata sul campo, l’amministrazione è sempre stata tenuta da personaggi interni; professionalità e competenze non mancavano. Siamo invecchiati insieme, con le famiglie che crescevano, con gli stessi discorsi sulla corruzione dei politici, i classici italiani onesti lavoratori. Invece l’assemblea è stata invalidata già al primo punto: 1) approvazione del Bilancio 2012 (sic!) mai presentato finora. E’ successo ed è uscito di tutto: falso in bilancio, la scomparsa di 10.000 euro del fondo cassa, il Presidente dell’Assemblea, uomo considerato integerrimo, ex funzionario dei Lavori Pubblici, corista della parrocchia, tutto casa e chiesa, è stato rivelato aver richiesto la “mazzetta” a una delle imprese per favorirla in un appalto. E’ stata una lotta feroce tra l’amministratore corrotto, uno di noi (veramente è un’amministratrice, tanto per chiarire che la corruzione non è una questione di “genere”) che resisteva alla richiesta di dimissioni facendosi forte della cricca che negli anni le era cresciuta intorno e l’Assemblea inferocita. Basta! Questa era l’Italia che conoscevo, persona per persona, volto per volto. L’altra Italia, ultima quella del Mose, la conosco solo dalle informazioni giornalistiche. Possiamo dire che sono diverse, distinte? No! Sono identiche!, con la stessa fame di potere e di soldi! E io, chi sono io per fare l’innocente accusatore? Fossi anch’io nell’intimo uno di loro, pronto a tutto per sfruttare l’occasione buona? Fossi un onest’uomo soltanto perché sono solo un fesso?
Giorni fa ho rivisto in DVD il “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli. Che cosa urla alla folla il Signore di Verona davanti allo scempio dell’odio, delle fazioni violente e corrotte? “TUTTI COLPEVOLI!”.
Mi venisse poi a dire qualcuno ipocriticamente: “No! NON SIAMO TUTTI UGUALI!”!!!
daMose da fa, voleMose bene…