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Bel post, complimenti! :)
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Sono stato per le feste pasquali al mio paese e sono passato al Bar Centrale per un saluto agli amici. Li ho trovati ad accalorarsi per una questione che, sentendoli da lontano mentre ordinavo un caffè, mi sembrava un tema in linea con il periodo. Mi arrivavano: “….la Croce…..i papi…la Chiesa….” Mi meravigliavo che il più impegnato in discorsi teologici fosse Ilario, l’ateo più convinto della compagnia, mentre i praticanti tacevano imbarazzati. Avvicinatomi con la tazzina in mano ho capito che si questionava sul crollo della croce di Cevo che aveva ucciso un povero ragazzo. Ilario, dal suo punto di vista, trovava l’argomento più valido per trovare conferme che croci, miracoli e santi erano tutte superstizioni e “oppio dei popoli”. Qualcuno opponeva argomenti opposti sul significato simbolico della croce arrampicandosi sulla volontà imperscrutabile di Dio. Mi hanno accolto, anche Ilario l’ateo, con un: “Ciao Sergio, ben tornato e Buona Pasqua…Hai letto? Certo che ‘sta brutta notizia dà da pensare!”. Mi sono seduto: “Che cosa potevate aspettarvi da una croce a semicerchio con il peso della statua in cima? Per la legge della statica il momento flettente si è scaricato tutto sulla metà dell’arco che è crollato appena la sezione in legno, indebolita dai fenomeni atmosferici, neve, acqua, vento, si è spezzata come un grissino. Guardate la croce in cima al campanile del chiesa che se ne sta bella dritta da settecento anni. Neanche l’ultimo terremoto l’ha buttata giù. Il fatto è che ogni artista pretende di usare i simboli, in questi tempi di abbandoni e specialmente se cristiani, per giochetti fine a se stessi. Intanto chi vuoi che gli possa dire niente se non vuole essere tacciato di oscurantismo? Poi gli stessi che hanno approvato il Cristo pendente, sarebbero i primi a protestare per l’offesa se, in una delle tante moschee in progetto, si mettese in cima al minareto una “mezzaluna” a testa in giù, calante invece che crescente. Vabbè! Parliamo d’altro se no mi torna in mente la storiella del povero Gesù che, in alto sulla croce, guarda morente il cielo tempestoso. Ma i chiodi sono stati malmessi e si schiodano. Gesù cade faccia in avanti gridando: “Eloi, Eloi, lammà sabactàni”. “Che vuol dire?”, chiede Ilario. “Se venivi a messa, almeno a Pasqua, lo sapevi!”, risponde compunto Ulderico che guida il coro della Cattedrale. “Ma chi è stato ad avere la bella pensata di Cristo in tuffo carpiato?”, chiede Lorenzo. “Mah, è famoso. Enrico Job!”. “E ha fatto proprio un bel “lavoro!”, chiude Sauro che insegna inglese alle medie.
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