Emma Castelnuovo, rinnovò la matematica
| « … obiettivo principale del corso di Geometria intuitiva è suscitare, attraverso l’osservazione dei fatti riguardanti la tecnica, l’arte e la natura, l’interesse dell’alunno per le proprietà fondamentali delle figure geometriche e, con esso, il gusto e l’entusiasmo per la ricerca. Questo gusto non può nascere, credo, se non facendo partecipare l’alunno nel lavoro creativo. È necessario animare la naturale e istintiva curiosità che hanno i ragazzi dagli 11 ai 14 anni accompagnandoli nella scoperta delle verità matematiche, trasmettendo l’idea di averlo fatto per se stessi e, dall’altra parte, far sentire progressivamente la necessità di un ragionamento logico. » |
| (Geometria intuitiva) |




Non devo prestare libri a nessuno. Non devo prestare libri mai. Ho studiato la geometria con il libro di Emma Castelnuovo. Alle scuole medie del Tasso, fine anni ’50, era il testo scelto dalla mia professoressa Pani, altra grande insegnante rigorosa e giusta, cosa questa che gli allievi apprezzano senza accorgersene, sempre…Mascalzona me, ho prestato il Castelnuovo a un’amica e adesso non ce l’ho piu’. Ricordo Emma Castelnuovo incontrata alla fine delle lezioni, piccola magrissima donna geniale impegnata con i ragazzini delle Medie, compito non da poco. La scuola media di allora, (pur se in qualche misura discriminatoria, essendo divisa tra scuola media propedeutica ai Licei, e scuola di avviamento professionale che all’ epoca iniziava ai mestieri) era adatta ai ragazzi di quella eta’ anagrafica sia per le materie di studio che per il modo di educare al rispetto delle naturali gerarchie tra insegnanti e alunni. Si imparava il latino come i bimbi delle elementari avevano imparato le tabelline, cioe’ che, una volta memorizzate tabellina, declinazioni, paradigmi dei verbi eccetera, diventavano dato acquisito e di immediato uso senza alcun problema: erano la’ nella memoria a disposizione naturale. E poi la mia generazione ha fatto le rivoluzioni o piuttosto le rivolte, ha denigrato il nozionismo a favore della “fantasia al potere”. Ma quella generazione le nozioni le aveva talmente introiettate da dimenticarsi di averle…il senno di poi decanta le emozioni e le ribellioni, ne vede le conseguenze e mi fa capire quante utili e inutili stupidate ideologiche si fanno senza rendersene conto…Quando la scuola media era una faccenda seria, entravano in gioco personalita’ di importanza come la Castelnuovo e altri che non conosco. E lo stupore postumo di ex-alunni che, a distanza di anni si accorgono di avere studiato con un’importante scienziata che si entusiasmava ad insegnare ai ragazzini la bellezza “semplice” della geometria, senza fare mai semplificazione. E questa mia riflessione vale per ogni materia di insegnamento, dal disegno a Elementi Costruttivi (ammesso che ancora esistano…), statica, Storia dell’Arte e cosi’ continuando. Ho seguito ad Architettura le lezioni di Analisi Matematica del prof. Marchetti. Capivo tutto con simplicita’, vedevo una logica cristallina nei numeri e nei concetti esposti, sentivo la bellezza del concetto di “limite tendente a…”…e cosi’ andando. Poi a casa la faccenda era diversa, uscivano fuori le mie difficolta’ con tutti gli inciampi. Pero’ quelle lezioni mi hanno aperto spazi di pensiero che curo e ho cari, con gratitudine verso il prof. Marchetti.
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