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Dalla ciclabile -che cinge in parte l’ippodromo- è possibile constatare lo stato di abbandono delle stalle. Detta così sembra davvero poca cosa, in realtà si tratta di un castrum ocra estremamente interessante. Sputato verso nord dalla grigia tribuna e frenato sul fronte opposto dal terrapieno che lo difende dal fiume, questo luogo potrebbe riconfigurarsi, ad esempio, come cittadella degli studi di progettazione (“bio-” se preferite!). Ma, evidentemente, il vicino fiume non si chiama Tamigi.
Distruggere il passato prossimo per evitare il paragone con il discutibile contemporaneo? Sempre grande Crozza quando parla di architettura…….