-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- I PRIMI SETTANT'ANNI DELL'EUR ...
- Palmarola 1970 o ... degli «Ortiveri» …
- Biblioteca
- ER GIGANTONE SCOMPARSO ...
- Il segreto ...
- APRESLARCHITECTURE ...
- Arcipelago Italia. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese a cura di Mario Cucinella. Oggi presentazione alla stampa del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2018
- Grattacielo ... Scacciapensieri ...
- Rosso Romano …
- Diavoli ad Arezzo ...
Commenti recenti
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
- Claudio De Santis -architetto su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- Venerdì 13 febbraio dalle 17:30 vi aspettiamo per LA PRESENTAZIONE del volume “THE OTHER ROME” edito da Jean-Francois Lejeune, al Centro Studi GM.
- FRANZ PRATI CI HA LASCIATI
- UNA GIORNATA DI STUDI su “INNOCENZO SABBATINI” al Centro Studi GM. Venerdì 23 maggio.
- Venerdì 23 maggio vi aspettiamo per UNA GIORNATA DI STUDI su “INNOCENZO SABBATINI” al Centro Studi GM.
- “ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE”, (commento a ) un documentario della RAI, sulla mostra della Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini. 27 marzo 2025
Archivi
Epitaffio in Protomoteca …
Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.





Uno si innammora delle proprie idee nel chiuso della sua stanzetta, usa Archiwatch come stanza di compensazione con il mondo esterno poi, una volta sfogatosi, si consola che “cosa fatta capo ha” e passa ad altro. Ma, sperando di farla breve, approfitto dell’occasione del pensoso dibattito in Protomoteca e mi rifaccio a una più lieve chiacchierata di un po’ di tempo fa con il Prof. sull’argomento religioso e sulla disambiguità semantica tra Ara Pacis e Chiesa di di Dio Padre Misericordioso. Stesso periodo, stesso architetto, stesso Sindaco, stessa Soprintendenza, stesso tutto! E nessuno che si fosse accorto che quel bianco scatolone era, primo, sovradimensionato per la bianca scultura imperiale e, secondo, ci si metteva pure lui ad accentuare il senso di straniamento che proviamo noi romani quando, non potendo farne a meno, attraversiamo la Piazza! Io non ho niente contro Meier, anzi mi piace molto quando opera davanti all’Oceano Pacifico; altra luce, altri orizzonti. In questo luogo ben altrimenti delicato, ha lavorato come se, sollecitato dalla vanità di qualcuno, si fosse sentito in dovere di abbassare la testa e progettare una cosa che, in confronto con la “prisca” ed esecrabile teca, dovesse essere soltanto “più bella e più superba che pria”. Abbassando la testa il Meier non ha saputo scegliere. Abbassando la testa non ha visto che gli abitanti del Quartiere Tor Tre Teste avevano bisogno di un edificio di chiaro impianto chiesastico (sagrato, aula longitudinale, vetrate, ecc,) come è l’Ara del Lungotevere, che dialogasse con gli enormi scatoloni all’intorno piuttosto che lo scultoreo edificio che, con le sue tre porzioni di calotta sferica, più accortamente avrebbe potuto dialogare con le tre emisferiche cupole di San Carlo, San Rocco e San Girolamo. A parte, come scherzai una volta, la suggestiva impressione di rivedere lungo la riva del Tevere le “vele” dei barconi che, ridiscendendo la corrente, approdavano al Porto di Ripetta (se traguardate bene vi riconoscerete pure l’albero maestro e il castello di poppa!). Sono sicuro che, se avesse anche provato con il “teorema della proprietà transitiva”, Meier avrebbe trovato la giusta misura per la copertura dell’antica Ara. Cioé: ” La Scalinata del purtroppo ex Porto di Ripetta sta alla Scalinata di Trinità de’ Monti come l’Ara dedicatoria alla Pace sta a X”, dove X è l’edificio che dovrà proteggere l’augusto monumento da smog, pollution, polveri sottili e altre schifezza. Facendo due conti se ne ricava che l’edificio di Tor Tre Teste è misericordiasamente il più adatto ad essere esposto a Via di Ripetta. Mi manca solo la controprova con il Photoshop ma non lo so usare. Mia figlia che è brava in questo software è andata ad abitare per conto suo (con mia grande invidia da Quadrio Pirani a Via Chiana) e “m’ha rimasto solo”!