dov’è l’architettura italiana?
“Caro Professore,
forse anche nei nuovi “quartieri” romani c’è qualcosa di buono da salvare
http://dovelarchitetturaitaliana.blogspot.it/2013/04/centralita-bufalotta.html
Grazie Saluti”
Stefano Nicita
…………………….
carissimo Nicita …
evidentemente lei è di bocca buona …
quella roba fa letteralmente schifo …
ma si sa pure che …
chi s’accontenta …
gode …
e lei non sa quanto la invidio …





Ha ragione, Prof. Il mio dentista ha aperto un nuovo studio in una di queste strade della Bufalotta intotolate alla Gente dello Spettacolo. Mi piaceva di più quando per una controllata percorrevo le strade di Centocelle intitolate a Fiori e Piante. Nelle prime mi prende un attacco di agorafobia, nella seconda il l’urbano piacere ozioso di “vedere gente, fare cose”.
Caro Sergio, apprezzo come sempre la poesia del commento, ma è piuttosto evidente, leggendo il mio articolo gentilmente “pubblicato” dal professor Muratore, che di tutto si tratta meno che di un elogio del quartiere della Bufalotta/Porta di Roma e della sua impostazione urbanistica, ma solo il tentativo di parlare della città che cresce intorno a noi, cercando di smarcarsi dai soliti luoghi comuni.
Anche lì, nel regno del demonio, tra una selva di palazzine indigeste (alcune proprio da brividi, degni prodotti delle nostre facoltà e della confusione culturale, più che della speculazione!) e con un disegno urbano abbastanza incomprensibile e discutibile, si possono trovare spunti interessanti e architetture forse in linea con le ricerche contemporanee europee.
Considerazioni (da architetto di bocca buona):
– non è vero che la città è brutta perché è abusiva o almeno non è l’unico motivo (non è un elogio della città spontanea, ma una critica a chi da anni ci vuole far credere questo per giustificare una politica e una pratica urbanistica ed edilizia fallimentari)
– alcuni architetti bravi non fanno un bel quartiere, se non esiste un disegno complessivo ben studiato e capace di creare un sistema urbano degno di questo nome (la similitudine calcistica poco popolare in Italia è perfetta; due o tre fuoriclasse non fanno una grande squadra se manca il gioco)
Un saluto
Caro stefano,conosco la zona fin da quando c’erano i prati e l’intenzioni del piano regolatore sono state totalmente disattese, il policentrismo alla francese tanto ricercato è un utopia.Sono case dormitorio prive di identità e di carattere architettonico: molte abitazioni vuote, servizi urbani scadenti con trasporti inisistenti completano il quadro di una progettazione urbana a dir poco indecente.
L’architettura è insultata per primo dai grandi nomi come quello dello studio valle che voleva creare “terrazze di tufo” quando pensò il centro commerciale (http://www.archinfo.it/polo-commerciale-porta-di-roma-studio-valle-architetti-associati/0,1254,53_ART_197182,00.html).
Poi se vogliamo parlare di abitazioni ben progettate credo che dovresti osservare le residenze di stefano cordeschi (http://parolenonnelvuoto.wordpress.com/2012/10/08/edilizia-residenziale-a-casale-nei-roma-stefano-cordeschi/) di cui anche il prof, Muratore parlò..sono a casale nei, un altro nome per un quartiere inesistente che potrebbe essere racchiuso nel complesso bufalotta senza problemi.
:)