SULLE TRACCE DI GASPARE DE FIORE
Cartoonist globale
sergio 43 on: CIELI ITALIANI …
“Mi permetta, Prof., di ricordare il Professor Gaspare De Fiore. L’immagine dei palazzi di Piazza Sant’Ignazio mi ha riportato alla mente un ex-tempore di Disegno dal Vero. Il Prof. De Fiore ci cimentò a disegnare le silouette elissoidali e concave del Raguzzini. Avrò ancora da qualche parte il disegno dal basso in alto della stessa elisse spezzata. Veramente passammo buona parte del Corso a disegnare la linea spezzata contro il cielo dei cornicioni di Roma, il foglio sulle ginocchia e il naso per aria. Fu un Professore generoso che ci accolse molte volte nel suo studio nel Grattacielo Italia all’EUR. Non credo, ma chissà?, avrebbe avuto interesse a portarci a disegnare le silouette sottostanti.”
……………
carissimo Sergio …
mi sono fatto anch’io, a.a.1964-’65, seggiolino pieghevole, stiratore, gomma , matita …
il mio bel giro formativo nelle piazze di Roma e fu esperienza fondamentale …
e anche l’esame sotto il porticato di piazza San Pietro, casomai avesse piovuto …
ma, purtroppo, di quel professore non ho alcuna nostalgia …
sicuramente De Fiore fu un fenomeno nel campo del disegno …
ma il suo eccezionale talento non gli consentì di farne tesoro …
troppa facilità … troppa maniera … troppa volgarità grafica …
personalmente lo ho a lungo considerato una vera sciagura …
troneggiando decenni come potente boss nell’area del disegno …
ha lasciato comunque una scia profonda nella scuola italiana …
ci vorrà ancora molto per liberarsi dalla sua eredità accademica …
ricordo con orrore la conclusione di alcune lectio-magistralis …
quando dopo una performance degna di un abile prestigiatore …
liberava nell’aria, vero Papa del fumetto, una colomba bianca …
applausi scroscianti …
povera bestia …








Mi immagino l’indimenticata scena! Sim Sala Bim e….vola, colomba bianca, vola! Però nel precedente anno 1963-64 mi sembrò invero un professore un pò più polveroso e riservato degli altri. Se scavo nei miei ricordi alla ricerca di quelli più divertiti, vedo solo le lezioni graffianti di Bruno Zevi e le invenzioni paradossali di Mario Marenco. Gli altri, per lo più, me li ricordo compassati e distanti “baroni”.