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Caro Giorgio,
ti suggerisco un nuovo ruolo, che penso di un certo interesse, per la Casa delle Armi. Essa potrebbe trasformarsi, cosa che non richiederebbe alcuna alterazione dei suoi spazi, nella “Casa della Danza”, che si assocerebbe alla Casa del Jazz, alla Casa delle Latterature, alla Casa del Cinema, a mio avviso l’eredità più importante dell’età veltroniana. Come è noto la danza è oggi subalterna ad altre forme di ricerca e di spettacolo non possedendo, per di più, uno spazio dedicato esclusivamente alle attività coreografiche e a tutto ciò che concerne la documentazione di quanto è avvenuto e avviene in questo fondamentale ambito delle espressioni artistiche. Sto pensando, ad esempio, che a Roma manca un riferimento concreto e specifico al complesso e contraddittorio mondo della danza moderna e contemporanea. La “Casa della Danza”, potrebbe costituire anche una appropriata conclusione dell’Asse Villa Glori- Monte Mario, una struttura lineare che unirebbe l’Auditorium a un luogo di sperimentazione sulla danza, aperto al pubblico che è oggi, come ho già detto, assente. Questa destinazione darebbe infine un vero senso funzionale al Ponte della Musica.
Un saluto
Franco Purini
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