
“Una buona dose del mio scetticismo nasce da quella disciplina pseudoscientifica chiamata fisiognomica.
Il suo volto non mi ha mai convinto, ho sempre pensato potesse girare a braccetto con il gatto e la volpe per mettere nel sacco qualche sprovveduto investitore (il nostro sindaco Alemanno non si è fatto scappare l’occasione … ). Il secondo passo è sancito dagli occhiali, volgari benché da vista, evidentemente scelti “per avere più carisma e sintomatico mistero”.
Infine il disegno. Poco da fare: un architetto lo capisci da come mette su carta le proprie idee. Da come maneggia l’utensile, dalla profondità del tratto, dall’uso del colore. Nessuno si cura più di tutto il procedimento, ma di certo noi tutti possiamo osservarne i risultati.
Ebbene, i disegni di Daniel Libeskind sono lo specchio della sua architettura, e dei suoi occhiali: volgari, grossolani, sgraziati.” …
I.C.
…………
EST … EST … EST …
la critica …
non l’architettura …
naturalmente …
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