“Oggi era prevista l’ apertura della “ovovia” per i disabili sul ponte di Calatrava a Venezia.
..purtroppo degli imprevisti durante i collaudi hanno fatto slittare il termine dei lavori,che durano ormai da cinque anni,a data da destinarsi.
L’ovovia che corre lungo il ponte è la cosa più aberrante mai immaginata,il suo costo,ben 2 milioni di euro, un insulto,
ma la cosa più sconcertante sono i 15 minuti (!!!) che impiega il marchingegno ad attraversare poche decine di metri di canale”
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Al minuto 4 e 18
Zurigo, Marzo 2003
Il ponte passa da 4 a 12 milioni di euro.
Calatrava a Lorenzon:
“Lei non stia a parlar che mi son (omissis) ingegnere”
In questo filmatino, invece, prego notare la velocità ovovica.
C’è modo di fare una pennichella.
http://www.youtube.com/watch?v=GX9HbrSFApU
…”il ponte dei professori”…
Eletto per tenere le calli pulite, i conti in ordine, l’immagine a posto, l’amministratore fantasioso ( qui si sbertuccia Cacciari, ma si può anche intendere Veltroni, Formigoni, Rutelli, Alemanno ed altri …) s’imbarca in cose più grandi di lui: cose serie che comportano l’ impegno di molte persone, notevoli risorse economiche, problematiche che non si risolvono nella consueta dialettica cartacea, o mediatica, in cui non sembra nemmeno troppo versato.
Lasciando, come si può agevolmente vedere, delle ricadute ( ..leggasi buchi nel bilancio…) l’immagine di una società di allegre ranocchie che si gonfiano fino all’inverosimile per assomigliare a ciò che non sono, ne potranno -rectius… “dovranno” – mai essere..
Probabilmete, tra qualche tempo, i più non si ricorderanno di chi ha imposto ed approvato queste imprese; di sicuro però si formeranno (…se non si sono già formata…) un’idea cattiva, ma non irrealistica, della politica.
Forse è ora che chi si propone, nel suo ruolo, di operare delle modiche significative s’impegni prima a consultare i cittadini su fatti specifici e ben documentati.
In subordine anche una cauzione pari al triplo del valore del valore stimato andrebbe bene. Se non altro per demollire e portare tutto a discarica senza che le casse ne abbiano a soffrire.
Nell’antichità le cariche erano onerose ( …nel senso che si pagava per averle…si compravano insomma…)
Sembra un’enormità; in realtà erano molto più furbi, ed attenti, di noi: “ti vuoi divertire con lo stato, con l’erario ? Comincia a metterci i soldi tuoi. A questo punto in tanti si limiteranno a fare ciò per cui sono stati eletti; soprassederanno a fisime e Desideri, ai compiti imposti dall’appartenenza ai propri tempi.
Nessuno perderà alcunchè. Venezia era bella anche prima del ponte. Un passatista potrebbe anche azzardarsi a sostenere che era più bella prima…
Si sbaglierebbe di molto ?
Le scomodità si cacciano l’un l’altra come i chiodi: dovevamo fare il giro lungo per arrivare sull’altra via ? Siamo stati accontentati: al modico prezzo di decine di milioni di euro proviamo l’ebbrezza di scivolare sul vetro o rotolare in una capsula spaziale come a Disneyland.(.. certi luoghi sono a doppio taglio…imitano il passato ed anche il futuro…)
Nel caso, invece, fossimo seriamente preoccupati dell’immobilismo a cui porterebbe una simile eventualità dovremo anche considerare che ci si è spinti molto innanzi ,in questo ultimo secolo, e la soglia del “precipizio” è visibile anche senza occhiali.
Se non si è in grado di” fare” e “pensare” contemporaneamente (…bella difficoltà…tutta umana..) potrebbe essere opportuno dismettere l’ atteggiamento da scimmie ed inaugurare un secolo di riflessione.
Nessuno devrà portarci da qualche parte: se vorremo avventurarci dovremo andare da soli.
Saluto
le archistar stanno ai maestri dell’architettura come Faletti a Hammet
La “Tristissima”! Il Ponte di Calatrava, il Ponte della Costituzione, nome quanto mai inappropriato per una operazione fallimentare dal punto di vista estetico e dal punto di vista economico. Possiamo prendercela con l’architetto per i calcoli sbagliati che io non so giudicare anche se mi sembra di ricordare che anche lo Scamozzi predisse il crollo del Ponte di Rialto, che invece sta ancora in piedi, per motivi ingegneristici. Per quello che invece posso giudicare dal punto di vista architettonico, é uno dei migliori lavori in un contesto delicato come quello veneziano. Adesso non é più neanche un”opera moderna (sic) come la si voleva, é una……, vabbè, lasciamo stare Fantozzi! Poi, l’OVOVIA! Come a una gita sulle Dolomiti! Ma era così semplice risolvere elegantemente il problema, dato l’obbligo di abbattere la barriera architettonica! Invece di una bolla “rosso Ferrari” che va alla velocità di una carrozzina per gli infanti, il Gran Consiglio della “Tristissima” andava allo squero di San Trovaso e ordinava due belle gondole, (meglio due “gondoloni”, come quelli che attraversano il Canale da uno stazo all’altro) così dava pure lavoro ai “marangon”. Una volta fatte la gondole le si ancorava sul ponte di Calatrava, facendole andare avanti e indietro, questa volta sì, alla giusta velocità dei gondolieri che, remando a vuoto nell’aria, avrebbero dato il giusto coronamento all’istallazione (come da contratto il gondoliere aereo avrebbe cantato, solamente la domenica, per la gioia delle kellerine in gita; “Nineta, monta in gondoa che mi te porto a Santa Lucia” in un senso e “Nineta monta in gondoa che mi te porto a Piazzale Roma” dall’altro. A Venezia é sempre bene dare indicazioni turistiche! E’ facile perdersi!) Lo so! avrebbe fatto ridere tutto il mondo vedere dei “gondoloni” che, invece di attraversarlo, volano sopra il canale ma, considerando che i turisti delle Agenzie di viaggio sono di bocca buona, che ci sono un sacco di bambini che si sarebbero divertiti come al Luna Park. che la foto ricordo sarebbe stata stupefacente, l’idea non mi pare peregrina-
…………..
Adesso potremo sbizzarrirci quanto ci pare nelle prese in giro, però mi chiedo se non cominciamo a scherzare col fuoco con queste discussioni in cui tutti, individui, associazioni, amministrazioni, media, si accapigliano per dar prova, ognuno per la propria parte, di visibilità. E’ una conquista il diritto di parola e di critica però ci vorrebbe anche il dovere di cervello. Risolto il problema della barriera architettonica sul Ponte della Costituzione, diciamocelo, insorto anche per motivi meta-architettonici, che cosa potrebbe succedere? Che qualcuno si rivolga alla magistratura per le infinite barriere architettoniche dei ponti veneziani, da quello di Rialto al più piccolo del più piccolo dei campielli? Che facciamo? Venezia verrà ricordata per il ronzare delle ovovie sui ponti invece che per lo sciabordio delle acque sotto le arcate?
Continuiamo a farci del male!
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/23/mantova-supermercato-accanto-a-palazzo-te-a-rischio-riconoscimento-unesco/510233/
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