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ALEMANNO E LA SINDROME DER NANO …
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Ma gli antichi romani non chiamavano queste strutture “colombari”? Noi romani moderni chiamiamo questa struttura “grattacielo” solamente perchè non sta sotto terra? Sono molto curioso! Il traliccio serve da argano per sollevare i mobili degli abitanti durante i traslochi, come usavano le case-magazzino olandesi lungo il bordo dei canali? Serve da argano per pulire i vetri degli appartamenti dall’esterno? Più semplicemente serve da gru per il cantiere che, a rigor di logica, dovrebbe essere smantellata a conclusione dei lavori ma “dato che già abbiamo speso tanti soldi, lasciamola lì! Potremo sempre cojonare tutti definendola, come fa il Giacomo del Trio, “Sublime bellezza!”?. Serve da asta per la bandiera nelle ricorrenze nazionali? Serve come parco giochi per i pargoli dei condòmini quando le mamme se li vogliono togliere da torno, “Su caro! Vatti ad arrampicare sull’albero della cuccagna!”? Serve da spaventapasseri per gli uccelli di passo onde evitare il fenomeno “Quartiere Prati”? E’ solamente un nuovo morfema scaturito dalla decennale ricerca del Nostro? Serve da asta per la parabola TV centralizzata o come ripetitore del Digitale terrestre e dei telefonini, al fine di ricavarne un abbattimento delle spese condominiali? Non oso pensare ad altro, anzi chiudo gli occhi davanti la maliziosa locandina “Sex & Architecture”, perchè mamma mi disse che “Non sta bene!” Altre curiosità suscitano le altre due strutture sul roof. Quella inclinata è una intelligente base per una enorme distesa di pannelli solari ma quella orizzontale che cosa é’? Forse mi é sfuggita la funzione di quella piazza. E’ un agorà dove i condomini si riuniscono per ammirare i tramonti,, come in quella bella scena del film “PicNic”, per giocare ai “moccoletti” durante il Carnevale, per le feste dellle debuttanti del Palazzo con giochi di luce dai proiettori? Oppure, invece di usi festivalieri, si vuole farne un uso più commerciale: una piscina olimpoinica approfittando del fatto che quella di Calatrava si é interrotta a livello di rudere, un eliporto per chi, volendo evitare il traffico e il parcheggio con il Suv, va a fare la spesa con un “Apache”? Poi vorrei scendere a un dettaglio che potrebbe sembrare di lana caprina e non lo é. Roma é una città mediterranea e le tende da sole sulle terrazze sono attrezzature assolutamente necessarie per le esposizioni a mezzogiorno. Quando le tende sono aperte il prospetto dell’edificio cambia notevolmente d’aspetto e l’Autore dell’opera deve aver assoluto diritto di parola in merito. L’Architetto ha studiato la questione o lascia alla libera volontà dei condòmini la scelta del tessuto, ottenendo un effetto patchwork? Nel caso abbia approfondito il problema, L’architetto proporrà nel regolamento condominiale un unico tessuto, scelto a suo insindacabile giudizio, oppure consiglierà l’assemblea condominiale di usare, come si fa nelle campagne di restauro delle facciate, tende pubblicitarie facilmente sostituibili a spese delle Ditte interessate? Dovrebbe essere d’effetto, percorrendo il GRA, lanciare una rapida occhiata all’enorme schermo. Dico “rapida occhiata” perchè, se si desse lo spazio a un impresa di lingerie e di bikini, l’esposizione potrebbe generare disastrosi tamponamenti. Invece giocare, come faceva Andrea Schifani, sui logo, che so? Coca-Cola. Barilla, Birra Peroni, sarebbe un gesto di arte contemporanea. Il MAXXI potrebbe giustificare le sua esistenza, dando consigli e sponsorizzazioni. Mi ricordo l’interessante gioco del “cane a sei zampe” ottenuto sfruttando le luci in facciata del Palazzo dell’Eni davanti il laghett. Oppure…”come mi vengono certe idee a me”… le tende potrebbero offrire dei trompe l’oeil, anch’essi temporanei e sostituibili. Che so?..una volta un’immagine spettacolarmente naturale tratta dal film “Avatar”, un’altra volta un immagine spettacolarmente di degrado tratta da “Blade runner”. Tutto un nuovo mondo s affaccia davanti il mestiere di architetto: dal “cucchiaio alla città” alla “tenda da sole alla città”- Ho l’impressione, Ettore, che questa nuova specializzazione professionale non avrà possibilità di sviluppo a Brandevoort!
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Essendo Archiwatch un blog seriamente pensoso, può lasciare generosamente spazio anche a momenti di leggere sciocchezze per cui, sembrandomi l’immagine della Torre quella di un marinaio, grosso di cosce e stretto di cervello, che lanciasse un segnale con l’alfabeto semaforico della navigazione, sono andato a cercare a quale lettera corrispondesse il gesto e ho scoperto che corrisponde alla lettera “Q”, “Q” come “quattrino”. Dati i prezzi, che solo l’ottavo Re di Roma e “other few, other happy few” potranno permettersi, Nomen Omen!
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