-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.9: UGO LUCCICHENTI …
- "E QUESTO SAREBBE" ... EX REX ...
- La bellezza di Via Giulia é la sua “stratificazione” ...
- "PIACENTINIANO" ...
- Dario Passi a Roma Arte in Nuvola.Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea.La Nuvola, RomaFino al 20 novembre 2022.
- LE ROSE DI PALIZZI ...
- CHE COINCIDENZA ... COME E' PICCOLO IL MONDO ... SIGNORA MIA ...
- VIA DELLA CONSOLAZIONE ... ERA LA STRADA PIU' BELLA DEL MONDO ...
- IL MISTERIOSO SCARPA ROMANO ...
- 23 settembre 2019|seminario|Archivi privati di architetti|ore 14:00-18:45|Casa dell'Architettura
Commenti recenti
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
- Claudio De Santis -architetto su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- FRANZ PRATI CI HA LASCIATI
- UNA GIORNATA DI STUDI su “INNOCENZO SABBATINI” al Centro Studi GM. Venerdì 23 maggio.
- Venerdì 23 maggio vi aspettiamo per UNA GIORNATA DI STUDI su “INNOCENZO SABBATINI” al Centro Studi GM.
- “ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE”, (commento a ) un documentario della RAI, sulla mostra della Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini. 27 marzo 2025
- Foto dell’incontro: “ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE”, un documentario della RAI, sulla mostra della XXXVIII Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini”.
Archivi
“Spaventa i bambini” …
Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.





Interessato come sono alla storia ucronica, considerando che una parte del mondo nega il valore dell’Arte, specialmente se occidentale, considerando che i Budda di Bumiyan avevano circa 1500 quando vennero distrutti, ricordando che l’ingresso nel secondo millennio venne festeggiato da una parte del mondo con l’attentato nuovayorkese, posso, con metodo deduttivo, ipotizzare che i nostri posteri festeggeranno il Capodanno del 3000 dopo Cristo, se sarà ancora politicamente corretto conteggiare gli anni dalla nascita di Nostro Signore, distruggendo il David di Michelangelo con una carica esplosiva.
Per il momento, vogliano i gentili abitanti del Sol Levante proteggere le sensibilità dei loro pargoli coprendo le pudenda del samurai biblico con una foglia di fico, strumento da noi ben conosciuto per antichi e analoghi imbarazzi, e non con un paio di boxer.
ARIGATO GOSAIMASU!
Meravigliosa questa Preghiera di Camillo Langone sul Foglio di ieri:
http://www.ilfoglio.it/preghiera/772
Saluti
Pietro
Ma i soldati romani quando crocifissero Nostro Signore Gesù Cristo, oltre a togliergli la tunica, gli tolsero tutte le altre vestimenta, oppure gli lasciarono addosso i braghettoni per non offendere le coscienze imbiancate dei Sacerdoti del Sinedrio con le loro consorti e pargoletti? Maria, le pie donne e i discepoli, videro nella nudità soltanto la sofferenza dell’Uomo. Mi capita a volte di chiedermelo quando entro per la messa e, guardando in alto sopra l’altare, osservo il legno, come avrebbe detto Papa Sisto V (in questo, come il mio valoroso correggionario, sono un po’ iconoclasta), scolpito da un valente scultore della Val Gardena con il canonico panno sui fianchi.
Per quello che vale, ignorante come sono, io mi sento di dire, a proposito della vexata questio sull crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo, che l’opera è del grande scultore solo perchè, come il Cristo di Santa Maria sopra Minerva, offeso anche lui da un sovrapposto straccio, è stata pensata, nella sua laica religiosità, nuda, nuda come nude sono sempre le vittime degli oltraggi e nuda come il David che, nudo nella sua religiosa laicità, non vuole affermare altro che la nuda dignità dell’uomo contro ogni tirannide. Omnia munda mundis e, se chi guarda l’opera d’arte guarda per scoprirvi altre cose di quelle cheessa esprime, non è puro,
Per questo sono in disaccordo con l’altrimenti sempre lucido e libero Camillo Langone.
Sergio43, ma Langone usa questa preghiera come paradosso per negare la sessuofobia cattolica come luogo comune. In fondo dice la stessa cosa che dici te in modo provocatorio come suo solito
Ciao
Pietro
Grazie, Pietro. A volte una persona in gamba e acuta come Langone usa il paradosso in maniera così spiazzante che mi ha messo fuori strada. Adesso sono più tranquillo perchè le nostre cose hanno riacquistato il loro ordine. Ero rimasto confuso anche perchè “il Foglio” ultimamente ha spostato leggermente la sua linea editoriale, elezioni confliggendi.