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NUOVO PAESAGGIO ROMANO …
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Certo ne è passato di tempo da quando il mio e i padri dei miei amici si alzavano la mattina, il sapore di un caffe scuro in bocca, prendevano l’autobus per la Via Tiburtina o altre consolari, chi andando a lavorare alla Contraves, chi al Lanificio Gatti, chi alla Breda e via enumerando, in capannoni industriali che erano la gloria dell’ingegneria romana e sono adesso per lo più in disuso come sono in disuso le tante sale cinematografiche, gloria dell’architettura romana, dove quegli uomini, ben rasati, con baffetti ben curati e con lucidi capelli inbrillantinati con la Linetti, trascorrevano con le loro famiglie un paio d’ore di sano divertimento. Passavano la giornata, questi uomini magri per appena trascorse indigenze, orgogliosi nelle loro tute blù, davanti a operosi e produttivi macchinari. Adesso tanti loro nipoti e pronipoti si alzano il pomeriggio e chi in moto, chi in suv, chi con le pezze sul fondo dei pantaloni, chi con la striscia bianca nelle narici, occupano fino a notte alta gli stessi spazi davanti a inarrestabili e psichedeliche macchinette rovina-famiglie….
Eccomi qua! Il sempre eterno e patetico vecchietto con la storia di: “Eh! Ai miei tempi!”. Anzi sapete che vi dico? “Dum vita fluente, in hoc tempore manebimus optime!”
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