“COME UN RAGNO” …

zen zen ...

Ettore Maria Mazzola su: RIANIMAZIONE ZEN …

“Caro Professor Purini,
non conosco il giudizio di Léon sull’argomento, e mi meraviglio che possa averlo apprezzato.
Comunque sono abituato a dire ciò che penso indipendentemente da chi mi trovi davanti, e Léon lo sa bene.
Detesto l’ipocrisia di chi non abbia il coraggio di esprimere il suo parere anche ad un amico. In questo caso il mio giudizio critico a Léon l’ho espresso in merito al progetto per Tor Bella Monaca che presenta un’architettura ripetitiva da città di nuova fondazione (tanto care ai co-progettisti pendenti in quella direzione destrorsa), piuttosto che sembrare un brano di Roma, e propone una vegetazione da Miami beach, con prati di dubbia realizzabilità (uso massiccio di fertilizzanti escluso) e palmeti noncuranti del punteruolo rosso!
Comunque, tornando al progetto per lo ZEN, purtroppo le sue belle prospettive non sono state accompagnate dalla realtà dei luoghi, poiché l’errore risiedeva alla base stessa della concezione di quel progetto, che ha ignorato tutte le trame viarie esistenti e le relazioni con i borghi limitrofi, ha ignorato le tipologie edilizie locali, ha ignorato la varietà delle facciate proponendo lo stesso tipo all’infinito. Ha ignorato il modo di vivere dei palermitani, dimentico degli errori ridicoli già commessi a Borgo Ulivia, dove l’assenza di balconi e giardini ha portato i residenti a realizzarli (a loro rischio e pericolo) abusivamente così come hanno poi fatto con i giardini e con la chiusura del piano pilotis per realizzare attività e/o garages dimenticati da Samonà. Il vostro ZEN ha proposto dei percorsi pedonali a quote assurde, ed ha ghettizzato delle cavie umane in nome dell’ideologia folle della “Nuova Gerusalemme” … per poi dover sentire per bocca di Gregotti che lui non fa il proletario ma fa l’architetto! Se Krier ha apprezzato il progetto lo avrà fatto per la giustificatissima ammirazione nelle capacità grafiche di Franco Purini (anch’io scelsi lei come professore di disegno e rilievo perché amavo, e continuo ad apprezzare moltissimo, i suoi disegni) … ma tra i disegni e la realtà, e tra l’ideologia e la vita degli esseri umani c’è un oceano, un oceano che oggi non possiamo più permetterci di ignorare.
I danni sociali, economici ed ambientali provocati dalla sua generazione sono incalcolabili, ed è per questo che ritengo inamissibile che ancora oggi possano esserci docenti che svolgono la loro professione ideologicamente piuttosto che in maniera onesta e distaccata, producendo così generazioni di architetti sempre più follemente convinte di operare nel giusto provando a superare, in assurdità, i loro “maestri”.
Ci sono progettisti, alcuni “tradizionalisti” inclusi, che spesso cadono nella ripetitività e nella convinzione che, essendo dei professionisti affermati, possano evitare di dialogare con la gente che dovrà vivere nei luoghi che costruiranno, progettisti che pensano di poter proporre il proprio stile in qualsiasi luogo del pianeta. Io rifiuto l’idea dello “stile” personale, e preferisco confondermi nella folla, se qualcuno mai apprezzerà le mie architetture non lo farà perché sono mie, forse nemmeno lo saprà mai, ma le apprezzerà perchè sembreranno esser lì da sempre … miro a stimolare il senso di appartenenza della gente, piuttosto che pensare che quell’edificio appartenga a me!
Se devo riconoscermi in qualcosa lo faccio in questa frase di Jože Plečnik:
«Mi cerco là dove mi ritrovo. Come un ragno, la mia aspirazione è di attaccare il mio filo alla tradizione e a partire da questa tessere la mia propria tela»
Ecco, nell’attuale ZEN non ho trovato alcuna tela di ragno cui attaccarmi, ma solo un’orrenda griglia decontestualizzata, peggiorata (se mai fosse stato possible) dall’anello di circonvallazione realizzato per i mondiali del ’90.
Se a Léon sta bene così buon per lui, il mondo è bello perché è vario, ognuno ha il diritto di pensarla come vuole.
Cordialmente
Ettore Maria Mazzola

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4 risposte a “COME UN RAGNO” …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    grazie professore,
    non pensavo che questo mio commento meritasse un post
    cordialmente
    Ettore

  2. Marco ha detto:

    Sarebbe bello regalare ai palermitani un quartiere cosi “normale” ..cosi dovrebbe valere anche per i cittadini che vivono le periferie odierne. In ogni caso questo è un progetto cosi “normale” appunto che nelle università tra i miei colleghi studenti verrebbe visto “strano”.
    A mio parere finchè un quartiere venga disegnato attraverso le sue vie principali, vie secondarie, piazze e edifici che affaccino direttamente su di esse, sicuramente funziona meglio dei quartieri “sperimentali” che ci ritroviamo oggi.
    In ogni caso concludo dicendo che mi trovo anche nella critica al progetto di Tor bella Monaca di Roma di Krier (ho visto un video su youtube), le palme non so perchè non stanno più tranquille nè qui a Napoli nè altrove

  3. eldorado ha detto:

    amici dell’Archiwuò?!,
    … non ve pozzo lassà ‘nu monumento ca me ‘mbastite presS/t e presS/t n’ata gag.
    Primma Mazzola-goal con la rianimazzione Zen, … po’ Salomoni col Conte Nero alla Totò diabolicus, … po’ il Purinissimo della classe zen colLeon al guinzaglio, … mo’ pure ce vuleva: dove sta Zazà 2013 senza Isaia … edizione introversa: “Mi cerco là dove mi ritrovo come un ragno: sono la donna ragno dell’architettura zen!”
    Ma attenzione alla notizia in rete dal 2009: “Droga dieci uomini ed abusa sessualmente di loro, arrestata la donna ragno: ad uno ha tagliuzzato il pene, ad un altro ha strappato i testicoli con una pinza, … pare che la donna-ragno preferisca gli architetti italiani doc: la polizia indaga… ”
    Besos, Eldorado

  4. Pingback: ATTENTI ALLA RAGNONA … « Archiwatch

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