INSOSTENIBILE SOSTENIBILITA’ …

memmo54 commented on “UN PROGETTO PAZZESCAMENTE ENTUSIASMANTE” …

“Di conturbante bellezza questi soffitti cassettonati: chissà come l’apprezzeranno i fortunati abitanti !
L’ideale per le conversazioni intime e l’ascolto della musica. Così efficaci da far apparire dilettantesca l’opera di Perret e dispensare al contempo il “brivido” di allogiare sotto un viadotto. Cosa che potrebbe capitare a molti tra qualche tempo.
Meglio sarebbe stato soprassedere, far finta di nulla.
E le finestre che non s’aprono ? Una delizia. D’estate s’innalzeranno schermi a scongiurare l’inevitabile temperatura da ova sode. S’apriranno come le acque di Mosè facendo ala al profeta…la prima settimana, poi..
Chissà come le puliranno, come caccieranno i piccioni. Ma forse oltre ai vetri autopulenti, a catalogo, ci devono essere anche i vetri antipiccione, antiragnatela e via dicendo. Oppure prenderanno quella bella patina di vetro sudicio, vissuto, chiazzato di smog, di prammatica in ogni aeroporto o stazione ferroviaria anche di recentissima costruzione.
Fuori, lo dicono in tanti, è tutto inquinato. Il caos indicibile di rumore di auto, di climatizzatori, di particolato sarà sostituito dal raffinato microclima interno che diffonderà, molto presto, quel sopraffino, indicibile, sentore di muffa, di aria vecchia, assieme, s’intende, a qualche miliardo di bacilli.
Un ben oliato meccanismo di postulati, certificati tarocchi, sottigliezze plastiche sostituirà la banale, insostenibile, materia disposta ad arte.
Migliaia di anni per distillare un modello semplice ed efficace; riparabile da chiunque anche con attrezzi di cucina. Buono d’estate, d’inverno e nelle mezze stagioni: con la pioggia battente, il gelo ed il sole, con minimo dispendio di energia; anche longevo in fine.
Spiacente: da calcoli recenti, da accurati monitoraggi degli enti preposti, non serve più !
C’è di meglio.
Ma quanto dureranno gli schermi ? E chi li riparerà; “quando e come”, se le finestre non sono apribili ? Ed il miracolo dei solai si ripeterà o li vedremo presto controsoffittati ?
Eppure sulla carta tutto funziona: tutto è verificabile con altrettanta, abbondante, carta; nei depliants torna sempre tutto.
La cosa più importante sarà, indiscutibilmente, averli; raccontarli agli amici; mostrare di essere in pari con il proprio tempo.
Il portiere non basterà più: occorrerà avere uno stuolo di ingegneri e manutentori h.24 nonchè un semiologo per interpretare l’inevitabile libretto d’istruzioni concepito e realizzato in una lingua in cui a lemmi certi corrispondono significati sconosciuti. Chi li pagherà ?
Raffinatezze da ricchi in grado di rifare tutto daccapo dopo pochi anni.
E’ questa la sostenibilità ?
Saluto

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

1 Response to INSOSTENIBILE SOSTENIBILITA’ …

  1. Massimo V. ha detto:

    Almeno merita una critica,
    anche articolata e tutto sommato poetica, non credi?
    Il 99 % di quello che si costruisce qui a Torino,
    vista la sciatteria e burinaggine, come minimo, dei finanziatori/impresari di turno,
    non va al di là del paramano (inteso come mattone trafilato forato finto sabbiato, e non del glorioso “paramano” pieno di primonovecentesca memoria) perché si vende meglio (non c’è manutenzione) e il cliente ha sempre ragione, a prescindere.
    La forma poi è data dal massimo inviluppo della livelletta, della SUL (gia SLP) naturalmente tolti gli extraspessori della legge 13, del V (già cubatura) ammissibile , della verifica dei 4 fronti del cortile e, come direbbero a Roma, de li mortacci tua.
    Altro che concinnitas, manco la geometria elementare.
    Tutta questa cubatura informe e per lo più periferica non esiste, non merita critica e quindi non viene criticata, infatti quando, periodicamente, La Stampa stila la classifica degli obbrobri da demolire, prima risulta la torre littoria di piazza castello (che è bellissima), secondo il cosiddetto “palazzaccio” di Giovanni Passanti.
    Tornando a Pia: i solai cassettonati in c.a. pieno non mi sembrano una brutta idea (una cosa un po’ passatista alla Hennebique che a Torino ebbe tra i primi divulgatori il mitico Porcheddu) e sempre meglio delle onnipresenti travi in spessore di solaio associate alle perenni pignatte h 20, quando va bene, preferite dai pigri e avari carpentieri e a chi li paga (che in quanto a sostenibilità sono maestri visto che aborrono tagliare anche il minimo asse in legno, che con le travi ribassate è inevitabile, al fine di riutilizzarlo nell’ennesima futura schifezza),
    e la facciata vetrata è solo sul fronte laterale (dove di solito c’è il muro pieno di confine), nel resto dell’edificio (fronte su strada e verso cortile) ci sono normali finestre apribili.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.