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LINAZASORO DOMANI A VALLEGIULIA …
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Spero si potrà apprezzare anche altro, oltre quest’ immagine da scantinato allagato !
Ma se questo è il biglietto da visita temo che il resto desterà altrettanta perplessità.
Vero è che gli architetti, i sedicenti o gli aspiranti tali, appartengono oggi ad una genia particolare abituata a misurarsi con ciò che in genere il resto dell’umanità trascura imperdonabilmente.
Anche i pochi coinvolti, fingendo di interessarsi: lodando “impegno” ed “attualità”, “originalità” nonchè “coerenza” , “valore semantico” con corollario di altre amenità che lascio immaginare, talmente consustanziali al nulla, da non doversi, nemmeno per scrupolo, verificarne l’esistenza.
Se si voleva lodare l’opera quest’ immagine scoraggia ogni passeggiata anche oziosa; se si voleva affossare la mostra il trionfo è pieno !
Fintantochè la ricerca di “maestri” maestrini e maestroni; di “radici”, di pre-cursori e post-cursori , con-cursori, quintessenza del “…discerno… ergo sum !…” supererà l’evidenza, saremo condannati a destare l’imperitura perplessità degli uomini.
Perchè in quello scantinato allagato qualche prete dovrà recitar messa, ovvero qualche incauto abitante dovrà tentare di arredarlo con le magre testimonianze della vita; o qualche ufficio dovrà attrezzarvi una sala di riunione, oppure qualche operaio dovrà trascorrervi buona parte della sua vita.
Non lo auguro a nessuno !
Saluto
In effetti potrebbe essere qualsiasi cosa: l’ala superstite di una casa pompeiana, il frammento sotterraneo di un anfiteatro. Archeologia prima che Architettura. Sono stato di recente a rivedere l’architettura utilitaristica delle Cisterne Romane del mio paese nelle Marche e il ritmo delle arcate, il sonoro sgocciolio in quello scantinato semiallagato ben si accordano con il senso di sospensione di questa foto. Oggi pomeriggio purtroppo non potrò andare all’incontro in Facoltà per sopraggiunti impegni. Non potrò salutare dopo decenni Pietro Cefaly con il quale vorrei scherzare ancora sulla sua collezione di maialini, animali quanto mai attuali, chiedendogli se c’è ancora il mio suino in vetro soffiato che gli regalai. Detto questo, Prof, domani ci dice che tipo d’ambiente ci propone questa misteriosa foto piena di echi?
Io ci sono stato a sentire Linazasoro e sicuramente è stata una “lezione” interessante. La foto è della chiesa di San Lorenzo, dove l’architetto ha avuto l’incarico di rifare la navata. Un bell’incarico direi, ma certamente non facile. Lo ha sviluppato con un tono sommesso, quasi in punta di piedi, con materiali e forme semplici e la luce modulata dall’alto, grazie al lavoro in sezione. Sembra un’architettura fuori dal tempo, soprattutto se consideriamo il nostro di tempo.
Chiarito il luogo e la funzione, mi è tornata in mente una vecchissima lezione di Storia dell’Architettura in cui si spiegava che cosa si intendesse per “camera di luce” in Bernini.