REPETITA IUVANT? … A CHI? …

Simone commented on SAN GIORGIO URBANISTA …

“Sorpresa: a L’Aquila c’era già un auditorium provvisorio, donato dai giapponesi e costato 600.000 euro:

http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Aquila_Temporary_Concert_Hall

E in tutto questo tripudio musicofilo, visto che si parla di auditoria, mi permetto di segnalare al Prof quello della Rai Torino, tanto curveggiante quanto questo è squadrato (ma si sa che Carlo Mollino era un grande estimatore di rotondità muliebri):

http://it.wikipedia.org/wiki/Auditorium_Rai_di_Torino

Per una buffa coincidenza, sempre a Torino Renzo Piano ha trasformato la sala presse del Lingotto in un mega-auditorium:

http://www.torinofilmorchestra.com/welcome/wp-content/uploads/2011/11/Lingotto-Audit-13.png

Il risultato è pregevole, nonostante le (o forse grazie alle) limitazioni imposte dalla struttura. Il giorno dell’inaugurazione, però, i musicofili torinesi storsero il naso perchè dai due terzi in poi della struttura si sentiva lo sfrigolio fastidioso dell’impianto di condizionamento.

Dei bacarozzi romani mi sa che si è già parlato..”

………….

Simone commented on PIANO O NON PIANO … QUEL COSO FA VERAMENTE SCHIFO …

“Napolitano “non poteva scavalcare le prerogative dell’esecutivo”?
Ma se passa la vita a parlare e sparlare di tutto, peggio di Scalfaro e Cossiga messi insieme?
E quando si fece il governo da solo (circa un anno fa), lì non scavalcò, aggirò direttamente.
E comunque son 7 milioni di euro della regione trentino, cioè delle tasche nostre che gli ripianiamo i bilanci. 7 milioni! I giapponesi ne hanno fatto uno provvisorio da 700mq al costo di 600 MILA euro. A Fukushima? No no…a L’Aquila! :D”

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2 Responses to REPETITA IUVANT? … A CHI? …

  1. stefano salomoni ha detto:

  2. Simone ha detto:

    Mi permetto un ultimo “eco” (tanto per restare in tema) poi prometto che mi taccio.

    Qualche esperto mi spiega com’è concepita l’acustica del cubo di Rubik di Piano? Se tanto mi dà tanto, quelle belle pareti diagonali a picco dovrebbero produrre un bel rimbombo cacofonico, e infatti dalla sezione longitudinale pubblicata qualche post addietro si vede che Piano ha aggiunto le caratterstiche “plafoniere” stondate in legno che dovrebbero attutire il riverbero. E’ lo stesso accorgimento utilizzato al Lingotto, dove però negli ultimi posti si sentiva poco e male (o almeno, avendolo frequentato dal 1995 così mi pare di ricordare). Una cassa armonica ben congegnata è (o mi pare dovrebbe essere) sempre tondeggiante: pensiamo agli odeòn greci, alla Sala dei Giganti di Palazzo Tè di Ferrara dove da un angolo si odono i bisbigli pronunciati dall’angolo opposto, alla cattedrali gotiche o agli absidi barocchi (chi ha assistito a una messa tridentina senza microfoni sa di cosa parlo).

    Qual’è quindi la logica di un auditorium “quadrato” se non stupire e “épater le bourgeois”? Alla fine, non è il sempiterno problema de “le chiese che sembrano chiese” e “gli auditorium che sembrano auditorium”?

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