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A CINESE … NDO’ CORI? …
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un articolo pubblicato su “Il Corriere della Sera” dello scorso 13 gennaio (firmato dal corrispondente da Pechino) metteva a confronto i vari grattacieli più alti ed i contesti all’interno dei quali sono stati realizzati … incluso ciò che è avvenuto prima e dopo la loro costruzione. L’articolo, che citai nel corso della conferenza dello scorso 13 aprile suscitando il risentimento dei progettisti dei mostri all’EUR e del presidente dell’Ordine, beccandomi anche un “menagramo” da parte del prof. Purini, si intitolava così: “La Frenesia Cinese da Grattacielo è il sintomo del Crac in arrivo”, il sottotitolo era “Studio Inglese: le bancarotte sono precedute dai boom edilizi” … mi sa che però gli inglesi non l’abbiano letto visto lo Shard di Piano
Egregio Prof. Mazzola, non le sarà sfuggita la notizia, giuntaci dalla Cina il 24 agosto u.s., che il “ponte dei record” (sic), il “plurimilionario Yangmingtan Bridge nella città di Harbin, prefettura di Heilongjiang” (qui dietro l’angolo, insomma!) è crollato dopo un anno dall’apertura. Ribaltando il mantra dei nostri vecchi rivoluzionari (ancora in giro a far danni, purtroppo!) “à la coque”…, dalla Cina, (almeno per quanto è possibile,) teniamocene lontani!
P.S.
Leggo che al Festival del Cinema di Venezia è stato accolto con favore il film “Après Mai”di Olivier Assayas. Un altro tassello per gridare forte che il Re è nudo….anzi era nudo, e non poteva essere altrimenti, già quando nacque quarant’anni fa (il tempo di una generazione, la mia, che si è persa e che, a differenza di quella post-prima-guerra mondiale di cui parlò Hemingway, poco o quasi niente ha prodotto). Emise un forte vagito di gioia poi purtroppo cominciò a parlare e a dire cazzate….”cioè” (un altro mantra di quelle inconcludenti concioni, tutti seduti intorno sui “ragni” delle aule-laboratorio) cose che, con la capacità e l’esigenza di costruire case, non per il fantomatico “popolo” ma per i più modesti cittadini, non c’entravano nulla. Da quel girone infernale non ne siamo più usciti e dello tsunami mentale che ancora ci agita questo blog, a me pare, ne possa essere il sismografo fedele.
caro Sergio … ti prego, non chiamarmi professore, Ettore va benissimo, non mi piace farmi chiamare così nemmeno dagli studenti.
Quanto alla tua domanda, nel lungo elenco dei crolli cinesi, molti dei quali davvero ridicoli, questo del ponte m’è sfuggito, forse perchè ero in vacanza, tuttavia ho visto quello del condominio che si è ribaltato.
Siccome mi è stato spedito un PPS, ma non ho il link del sito da cui è stato scaricato, lo spedisco al prof Muratore che, se vuole, ne può fare un post, penso che la visione possa essere molto istruttiva sul boom edilizio cinese. Se quello è il modo di costruire in quel Paese, c’è davvero da aver paura ad andarci