PISTOLETTO RICICLATO …

Biz commented on POVERA ITALIA …

“Veramente imbarazzante il video in cui Pistoletto spiega la sua opera http:

“Italia Riciclata” di Pistoletto apre la Biennale-VIDEO- LASTAMPA.it

E’ davvero tutto emblematico di questa cialtroneria italiota in cui siamo piombati. Se Pistoletto avesse un barlume di qualcosa, invece di questa banalissima spiegazione, gli sarebbe venuto in mente che l’Italia è già la patria del riciclo di uomini politici, finanzieri squallidi, intellettuali di piccolo cabotaggio, e artisti come lui che continuano a sparare cagate da oltre 40 anni e ogni volta sono sempre e sempre lì a riciclarsi.

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3 risposte a PISTOLETTO RICICLATO …

  1. lorenzo ha detto:

    Scusate ma lo devo proprio dire… Io sto vecchio lo odio!!!
    Perdonatemi, è brutto quello che ho detto anche e soprattutto perché probabilmente questo signore sarà un ottimo marito, un ottimo padre e un ottimo nonno… Però lo odio lo stesso perché con questo video mi sento personalmente preso per il culo. E’ una persona che non ha il minimo rispetto per l’intelligenza altrui (probabilmente con una certa ragione, visto che c’è chi lo prende sul serio). Lo stato di imbarazzante decadenza dell’Italia non è dovuta solo ai politici papponi bla bla bla… Ma anche a gente come sto signore che nun c’ha n’cazzo da di ma la dice lo stesso! Auguriamoci che il Pistoletto vada velocemente in pensione…

    • Alzek ha detto:

      Caro Lorenzo,
      ma lo sai che i grandi artisti non vanno mai in pensione , guarda cosa ha combinato Tiziano in età tardissima. Preparati invece per anni e anni di altri approfondimenti in tema “stracci e pattumiere” , di lui e di altre autorità di sempre più robusti intellettuali del bello e dell’arte . E così per secoli.

      Alzek Misheff

  2. sergio 43 ha detto:

    Mentre sto navigando a vista e di bolina in Internet, mi capita di leggere qualcosa su Pavel Aleksandrovic Florenskij scomparso nel 1937 nell’inferno del Gulag e per mio disdoro perfettamente sconosciuto fino ad oggi. Non la faccio lunga, chi vuole può a sua volta andarselo a cercare. Ma mi ha colpito, anche perchè si tiene perfettamente con il tema di questo blog e con le reazioni suscitate, una frase di Elemire Zolla in “La filosofia perenne”, anno 1999: “Nei suoi ultimi anni di libertà Pavel Florenskij compose la sua stupenda estetica. La premessa è l’idea einsteniana di spazio. (….). Florenskij si curva sul concetto di “cosa” e la definisce come “corrugamento” o “luogo di curvatura” dello spazio. (….). QUELLA DI FLORENSKIJ E’ UN’ESTETICA NATA SUL CIGLIO DELLA VORAGINE, DOPO DI ESSA L’ARTE SAREBBE SPARITA, SOSTITUITA DA ESPOSIZIONI DI STERCO, BALBETTII, INSTALLAZIONI”. Detto questo, cari amici, data la situazione di avvilimento, disperazione del nostro Occidente, dobbiamo anche tenerci gli interpreti, perchè questa è la loro funzione, di questa disperazione. Chi ha fegato e genio per opporsi si deve fare avanti. Deve essere però conscio che la lotta sarà terribile e forse infausta. Quando un mondo muore ed è convinto del proprio suicidio non ci son cure che tengano, anzi si vuole che sia certificato il proprio diritto a morire. Pistoletto dice che il nostro mondo può rinascere dalla mondezza. Anche se oramai è un pensiero che non ha più voce, preferisco rifugiarmi nella convinzione che il nostro mondo, quello che ci ha dato ossa, muscoli e nerbo è sorto dal Mito e dal Verbo. A quanto pare a noi sono rimaste solo le ossa cadaveriche e scheleriche del mitico Pinocchio, le scorie rugginose del nostro tecnologico presente e le musealizzate e irrigidite bellezze senza più contesto del morente Occidente che, nomen omen, ha purtroppo in se il suo destino (Occidente=”sol occidens”, sole che cade, che muore). Già una volta, nella figura dell’Impero Romano di Occidente, le nostre lande hanno visto distruzione, morte e rovine. Ha ragione Pistoletto quando afferma, a voce e con le sue installazioni, che un altro mondo può rinascere dagli scarti. Solo che gli scarti che il morto passato ci ha lasciato erano colonne, capitelli, Seneca, Virgilio, Vangeli, Saffo, Omero e su quelle fondamenta è stato possibile ricostruire la modernità. Il futuro dei nostri nipoti, se pur continueremo a generarli, quale sarà? Dobbiamo aver fiducia che da qualche parte pochi semini, adesso dormienti sotto gli stracci di Pistoletto, germoglieranno di nuovo e come i trentasei “giusti” del Talmud, altra pietra angolare della nostra civiltà, sconosciuti a noi e anche a se stessi, con la loro condotta determineranno il destino dell’umanità?

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