“LA PRIMA CLASSE COSTA MILLE LIRE” …

da Giulia Carioti: …

“professore, mentre passeggiavo durante la mia ultima visita da’eataly’ a Roma, m
i sono ritrovata senza apparente motivo a canticchiare tra me e me ‘la prima cla
sse costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento..’
ad un certo punto mi sono invece accorta che c’era una ragione in quel mio incon
scio riferimento musicale: sembrava di essere sul titanic.
al piano 0 una folla confusionaria si affretta a cibarsi di farinacei poco elabo
rati: pane, piadine. file interminabili. da bere solo acqua (pur semore dop, sia
chiaro)e al limite qualche aranciata, un caffè..i cibi dei poveri.
al primo piano, chi ha qualche spicciolo in più può addirittura pensare a una pi
zza, un piatto di pasta, una mozzarella, un fritto. da bere la birra..va un po’
meglio, ma siamo ancora lontani dalle proteine ‘nobili’.
chi arriva al secondo piano è un alto borghese: vino, carne, pesce..un’osteria.
molte poche persone.
ed eccoci al terzo piano, cui si può accedere con un ascensore ‘diretto’ che non
ferma agli altri due piani..il ristorante ‘italia’(nome evocativo) unica roccaf
orte dove ancora, chi paga, può concedersi il più grande dei lussi: scegliere co
sa mangiare.
a coronare questa piramide socio-alimentare, l’insegna del centro congressi: pel
lizza da volpedo ‘il quarto stato’..come a dire: mangiamo all’ultimo piano, ma n
on ci scordiamo mica dei piani bassi.
Tale distribuzione avrà senz’altro delle solide ragioni funzionali, ma ho comunq
ue trovato una certa corrispondenza tra eataly, e la moderna ipocrisia sulle dif
ferenze sociali.
Buone vacanze professore

GC

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