“LA BUONA REGOLA”? … MADDECHE’? …

Massimo commented on NELLA CERTEZZA DI ESSERE FRAINTESI …

Allora, ricapitolando:
Carlo Scarpa: non è un architetto,
Renzo Piano: non è un architetto,
chi altri?
Fuksas, Hadid, Gregotti… peggio che andar di notte.
Allora facciamo sul serio,
così che di questo passo ne rimarrà uno solo:
Michelangelo?
Oppure, meno seriamente, diciamo che pochissimi altri si meritano questo titolo:
l’ultimo, secondo me (almeno in Italia), è stato
Alessandro Antonelli,
l’ultimo a saper applicare “la buona regola”
(ma si, esageriamo)
con stima
Massimo V.

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Antonio C. commented on NELLA CERTEZZA DI ESSERE FRAINTESI …

Condivido professore …
anche se tanti “architetti odierni” ambiscono alla “decorazione” …
se non altro assicura il successo e … il grano in abbondanza …
Seriamente: ma la buona regola di Scarpa, quale è?
saluti

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3 Responses to “LA BUONA REGOLA”? … MADDECHE’? …

  1. aldofree ha detto:

    ho ritrovato alcune vecchie considerazioni che avevo scritto su questo sito alcuni anni fa, allora non mi pare suscitarono il ‘flame’ che si è scatenato in questi giorni, lo ripropongo:
    Erotiche … esperienze sensoriali …
    In questi giorni, in cui tanto si discute, e spesso in modi così rozzi e burocratici, …
    di Architettura, di Scuola e di Professione, …
    riceviamo da Alfredo Masciullo queste graditissime riflessioni su uno dei rari maestri italiani del Novecento … Carlo Scarpa … scomparso, pare ieri, … ormai da quasi trent’anni …

    “- In Ornamento e delitto A. Loos scrisse: “Ogni arte è erotica“. Intendeva dire che l’arte nasce come richiamo sensuale e che comunque rimane sempre una evocazione delle pulsioni più istintive e profonde dell’uomo. Erotiche sono la decorazione, la musica, il movimento, sensuali e sensoriali le percezioni di spazi, volumi, tessiture, colori e suoni.-
    da ” I taccuini di Schiele ” di B. Briganti su Repubblica del 15.06.08.

    Queste poche righe mi hanno folgorato, ecco spiegata la forte attrazione che le ARCHITETTURE di Carlo Scarpa hanno sempre esercitato su di me ed il loro essere vere “esperienze sensoriali”.
    Reputo Scarpa uno dei più grandi architetti del ’900 italiano, che andrebbe annoverato tra i grandi maestri e non come lui stesso voleva essere ricordato, cioè un “petit-maitre”; e sicuramente colui che più di tutti si è avvicinato al concetto loosiano di arte erotica.
    Le superfici vibranti sotto la luce o nei riflessi increspati dall’acqua, i tanti materiali dai più pregiati ai più plebei ma sempre trattati come preziosi, gli ori, i turchesi, i neri, gli stucchi preziosi, le paste vitree o i legni pregiati, tali da rammentare le stupende architetture cromatiche di P. Klee; lo studio ossessivo dei dettagli, disegnare e ridisegnare una cento volte, in maniera quasi maniacale.
    (Oggigiorno, il tempo destinato alla fase ideativa di un qualsiasi progetto si è sempre più assottigliato, surclassato da quello destinato a soddisfare una burocrazia sempre più farraginosa e inconcludente)
    Il dettaglio questa “magnifica ossessione”, (con risultati opposti, si può rammentare il detto miesiano “nel particolare c’è Dio”) non è ormai tra gli interessi primari della maggior parte degli architetti e la lezione scarpiana è ormai caduta nel vuoto più assoluto che ci avvolge.
    Scarpa, un pò negletto dalla critica militante che lo considerava quasi un “decoratore” e osteggiato in tutti i modi dai cd architetti ufficiali che lo portarono in giudizio per “esercizio abusivo della professione” ,(sic !) coscienti, secondo me, di avere come concorrente un “genio” e per tale motivo desiderosi di tenerlo lontano da committenze allettanti.
    A quasi trent’anni dalla tragica scomparsa, Le sarei grato se spendesse due parole sul suo insegnamento, sicuro che ciò spronerà coloro che hanno avuto la fortuna di averlo come maestro “il professore” a ricordarlo come merita.”
    Cordiali Saluti da Alfredo

    ci auguriamo che questo accorato richiamo a Scarpa …
    e alla sua “magnifica ossessione” …
    riesca a far riflettere, almeno qualcuno, sulle vere “dimensioni” dell’architettura di ieri, di oggi e di domani …

  2. filippo de dominicis ha detto:

    Antonelli novarese come Gregotti! Eppure la descrizione che ne dà Sebastiano Vassalli in “Cuore di pietra”, mentre costruisce Casa Bossi e contemporaneamente, qualche centinaio di metri più in là, la Cupola di San Gaudenzio, non è proprio il massimo dell’indulgenza…

  3. Manuela Marchesi ha detto:

    i buoni ingredienti: passione, disciplina, piacere, misura, rispetto di sé stessi, conoscenza, ascolto delle sensazioni, modestia, impegno, divertimento, intelligenza…Un giro di frullatore e, boh, che succederà?

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