VITTORIO CONTRO-TENDENZA …

per Vittorio Gregotti …

La Tendenza non fa architettura

e non ha nemmeno tutti i torti …

ma poi la fortuna, anche postuma, di Aldo …

je rode da morì …

poro Vitto’ …

nun te la prenne …

che nu’ è mai troppo tardi …

d’artonne …

che ce voi fa’ …

campioni …

se nasce …

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2 Responses to VITTORIO CONTRO-TENDENZA …

  1. MAURO ha detto:

    Contenuti a parte, davvero scritto male, in un “pessimo” italiano.
    Forse, l’articolo è stato scritto in francese e tradotto male…….i soliti giornalisti……
    MAURO

  2. ettore maria mazzola ha detto:

    è assurdo che ci sia ancora qualcuno che tenti di difendere questo personaggio nonostante l’evidenza dei fatti. La sua intervista a “Le Iene” è stata l’apertura del vaso di Pandora.
    Essendomi dovuto interessare del progetto di rigenerazione urbana dello ZEN di Palermo, ho ascoltato attentamente, e menzionato più volte questa intervista che, per essere compresa fino in fondo, va preceduta dal fatto che Gregotti (a suo dire e come documentato dai suoi più sfrenati difensori, Giancarlo De Carlo e Andrea Sciascia in primis) pianificò lo ZEN per realizzare l’ideale della “Nuova Gerusalemme”. Per far capire a chi non sa di cosa si tratti, e per non sembrare ideologico, preferisco citare ciò che scrive Sciascia in “Tra le Modernità dell’Architettura – La Questione dello ZEN 2 di Palermo” (L’Epos Edizioni, Palermo 2003):
    «il loro ultimo fine (degli architetti n.d.r.) era di materializzare l’idea che la città storica, espressione delle classi sociali che avevano dominato e oppresso la società umana, doveva essere abbandonata ai suoi fondatori, mentre alle classi sociali popolari in ascensione sarebbero stati destinati i nuovi quartieri costruiti in periferia che, aggregandosi, avrebbero finito col generare la Nuova Gerusalemme: la città della società senza classi, libera, giusta e fraterna».

    Nonostante le premesse fasulle ed ideologiche, davanti alla domanda posta da Lucci “perché se dice che è tanto riuscito e bello non ci va lei a vivere allo ZEN” Gregotti ha risposto “che c’entra io faccio l’architetto, non faccio il proletario!”

    VERGOGNA!!! A chi continua a scaricare altrove le responsabilità, e/o a criticare i giornalisti che finalmente iniziano a dire le cose come realmente sono, dico di smetterla di difendere l’indifendibile. Certi architetti andrebbero condannati a vivere nei luoghi che, dall’alto della loro presunzione, hanno realizzato!

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