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PICCOLO MIRACOLO AD ACQUI E SENTIMENTO DI APPARTENENZA
Una intera città si è emozionata, si è appassionata per la bellezza. Eppure lei non è una bella donna, non si chiama Elena e non ci sarà la guerra di dieci anni per riaverla. E non ce n’è proprio bisogno perché è lì, miracolosamente davanti a tutti, una chiesa, non di Bramante, ma una chiesa sull’asse della piazza principale, riapparsa per il capriccio del caso o per una serie di errori dell’urbanistica di cento anni fa e di adesso, forse. Si è creata una situazione paradossale: durante la demolizione improvvisamente è apparsa l’intera facciata principale, con un architettura “contemporanea” applaudita da tutti come “nuova” perchè “ non più moderna”. Da quanto tempo non accadeva e la città si è unita nella bellezza e per la bellezza…
Si può pensare che questa reazione è sorprendente perchè si è “materializzata” una metafora di facilissima comprensione. E’ risaputo che l’architettura di una chiesa cristiana è sempre stata un piccolo o grande contenitore di tutte le arti, per i fedeli e per i non credenti. A questo simbolo, comunque unitario, la vita, o diremo oggi, il caso ha voluto sovrapporre letteralmente un altro simbolo, altrettanto fisico e immateriale: una banca. Costruire una nuova banca, con i tempi che corrono e per molti l’odioso simbolo della crisi in corso! Difficile trovare qualcosa di più esplicito dei nostri giorni, dello “Zeitgest”, lo spirito del tempo. Ed ecco perchè la città di Acqui, che non è affatto ricca, si è appassionata. E’ accaduto un piccolo-grande miracolo estetico e sociale. E una notizia che può diventare importante e significativa . A proposito scrive così Roberto Pacchioli, direttore della rivista milanese“Artestetica”: “L’arte non teme restrizioni e prorompe anche dalle mura che le costringono nascosta. La gente poi, come dici, vuole sensibilità. Speriamo! Finché c’è gente che combatte su questo fronte come fai tu, non tutte le speranze sono perdute. Mandami il disegno che andrai a fare”
E si, sono andato li davanti e ho fatto il disegno…ma dipenderà da tutti, altrimenti rimarrà qualche foto e questo disegno del tutto inutile: la città, la bella Acqui, tornerà disunita, parlerà male dei politici tenendosi strette la loro eredità, gli orrendi arredi urbani moderniste, come le altre città, come la metropoli.
Alzek Misheff
Bene e nel giusto il Sindaco che si è mosso con una proposta generica ma che non è stata raccolta dai costruttori. Coni i bravi collaboratori nel campo legislativo che ogni amministrazione sa trovare, con la collaborazione di tutti gli Assessori e in primis quello dell’Urbanistica, con agevolazioni speciali da proporre davanti la cittadinanza in una apposita seduta comunale, si può trovare un altro sito dove costruire la banca così necessaria?