I candelabri di Melotti …

“Caro Edoardo,
eccole qui il mio “Melotti”, anche questo ricevuto da mia suocera dopo averla aiutata nel trasloco da Trento a Roma. In effetti la sua famiglia era imparentata con lo scultore da cui aveva ricevuto in dono questa ceramica che vede e un’altra a forma di calice. Mia suocera mi disse di scegliere tra i due ed io preferii questa che vede. Chissà se il calice, il candelabro che vede ed un suo eventuale gemello non siano stati pensati per una mensa eucaristica di qualche chiesa di una vallata trentina? Io questo eventuale trittico in ceramica lo vedrei bene sull’altare nel rito della messa, più prezioso di uno in metallo nobile. Nella mostra che ho visto ieri nella Curia del Foro Romano sui “Vetri a Roma” era spiegato con dovizia di documentazione come gli antichi valutassero questi delicati oggetti più preziosi dell’oro per la loro fragilità, cosa che possiamo dire anche di questi in ceramica.
Non so se lei approva la disposizione di questo vaso tra un quadro di Borghese, due foto antiche e la lampada “Arco” di Castiglioni ma a me piace la contaminazione tra “diversi”.
La saluto cordialmente,
Sergio 43

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