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A FRANK … BECCHETE ‘STO SPIRALONE … NUN TE RICORDA GNENTE? …
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L’altro giorno guidavo una visita ai Giardini Vaticani. Ho illustrato, per scaldare l’atmosfera e le attese, il nuovo ingresso anticipandone, con le sue rampe in ascesa, il richiamo alla vecchia entrata. Dopo la godibile passeggiata lungo il verde dei viali, il percorso ci ha portati definitivamente all’uscita. Affacciati dall’alto ho richiamato l’attenzione sulla visibilissima genesi del Guggenheim di New York da quella spirale che si avvitava sotto di noi. “E guardate , guardate il lucernario!”, mi entusiasmavo volendo tramettere con le parole l’orgoglio che uno dei massimi architetti, uno che fno ad allora aveva tratto ispirazione dalle lontane case della prateria dei primi e avventurosi pioneri del Nuovo Continente, purtuttavia, avuto l’incarico per un museo nella modernissima metropoli d’oltre oceano, suggestionato da tutto quello che aveva visto nel più nobile dei Musei del Vecchio Continente, a quel Museo si voleva ispirare (mi mancava il dato sul quando e sul come avesse visto questo capolavoro ma, su questo, ho glissato). “Pensate!” continuavo con voce grave “Il più orgoglioso degli architetti aveva compreso in tutta umiltà che, di tanto splendore, anche lui, così bravo e fecondo, era degno soltanto di richiamarsi alla “porta d’uscita” dei Musei Vaticani. Considerate poi….”… poi mi sono interrotto, un pò mortificato per i miei voli pindarici, quando ho visto che il gruppo…che poi era costituito sola da mia moglie, si allontanava definitivamente annoiata e l’ho seguita in silenzio, avvitandomi verso il basso.