sergio 43 commented on SE CERCHI L’ELEGANZA …
“Mettiamola così, simonequilici; secondo antica tradizione romana! I fedeli legionari che avevano seguito Giulio Cesare in innumerevoli battaglie vittoriose e che, stretti a coorte, lo seguivano nel corteo trionfale, lo dileggiavano affettuosamente per ricordargli che era pur sempre un uomo. Se lo potevano permettere perchè erano come suoi figli, coperti dalle stesse cicatrici e dagli stessi allori. La nostra generazione, e non è colpa nè sua nè nostra, non può non dirsi zeviana, segnata e disegnata dalla sua guida ma anche costretta a liberarsi da una lezione cosmopolita che forse non era adatta alla nostra scuola, alle nostre tradizioni. Però Zevi ci ha insegnato a osservare le cose senza pudori e conformismi. Anche per questo ci è naturale prenderci queste libertà. Poi ognuno è andato per la propria strada e spesso su quell’eredità ci accapigliamo. Io da parte mia quando vado al Verano dai miei genitori passo anche da lui, a loro dei fiori a lui un sasso.”





BZ rifiutava l’appellativo di “maestro”. Aveva scritto/detto che “ognuno deve essere maestro di se stesso”. Però lui non poteva non considerare Wright un maestro, ed il senso era che il maestro è un punto di riferimento, di partenza, non di arrivo. Anche I maestri evolvono e correggono il tiro critico e progettuale al mutare degli eventi e delle variabili temporali. Se così non fosse peccherebbero di autocompiacimento e si ridurrebbero ad essere la copia conforme del se stesso fisso nel tempo, dei fossili. Credo che BZ avrebbe avuto molto da criticare gli attuali archistar, perché in questo autocompiacimentoi hanno perso la bussola del vero senso dell’architettura che accompagna la professione, libertà e democrazia civica, la libertà è evoluzione sociale.