poveri paesi già abbondantemente sfigati cui si vuole aggiungere lo sfregio della “ricerca” scientifica … nelle prime file dai posti “riservati” … parecchi volti inquietanti che ben figurerebbero in uno sceneggiato sulla “cricca” … eppoi … il pezzo forte … la svedese … peraltro, inopinatamente, racchiotta … che ha studiato in California … e, naturalmente, pure ad Harward … che insegna a Pratt … che lavora sugli effetti collaterali di Katarina … e che ci spiega che nelle paludi di New Orleans … per evitare le consegunze perverse delle anomale maree … s’è inventata … nientepopodimenoché … le palafitte … che, con tutta evidenza, … soprattutto per un piccolo centro terremotato dell’Appennino … sembrano, senz’altro, …
la soluzione più appropriata …
potere della scienza …
naturalmente …
aula magna piena …
a forza di crediti indecenti …
veri archi-bond della didattica …
ma quando scoppierà …
la prossima bolla? …













In questo periodo un po’ grigio, caro prof. Giorgio, la leggo sul suo blog, e rido per intere mezz’orate. Grazie per il sollievo dello spirito, e per gli aggiornamenti sul quel che si combina in facoltà. Grazie di cuore
Eh quanto va per il sottile professore! La svedese racchiotta (strano in effetti ma lei forse ha in mente ancora la Britt Ekland e non può fare ‘sti confronti) che ha inventato le palafitte vorrà dire che in Abruzzo avrà un’altra bella pensata. Ha studiato ad Harward mica alla Sapienza! Magari inventerà…le caverne antisismiche e off-grid. Sia ottimista, una volta tanto
Saluti
Pietro
No Pietro, forse il Prof ha ancora in mente Anita Ekberg… Marcello, come here!!!
Comunque, “inopinatamente” è geniale.