“Perfettamente ricostruito” …

Nikos Salíngaros commented on WALTER LO STERMINATORE … E LA SUA GANG …

Risposta a Pi:
“a tutto c’è un limite.”
D’accordo. È arrivato il tempo di lasciare il Bauhaus come modello a seguire, e finalmente (dopo un secolo) andare avanti. I suoi prodotti erano sempre scomodi, non adattati all’uomo e alla vita. Disegni contro la funzione, nonostante la propaganda massiccia che proclama il contrario.
“qui si gettano nella pattumiera interi movimenti e masse indistinte di scuole e architetti.”
La spazzatura, come le ideologie nocive, si deve gettare, o almeno consegnarli all’oblio. Lo so che è difficile rinunciare l’ideologia/religione della forma industriale, e questo ci ha imprigionato negli modelli degli anni 20 — purtroppo fino a oggi.
“andarsi a rivedere il padiglione tedesco del ’29 a Barcellona, ricostruito in modo pressoché perfetto.”
Sì, sono stato e l’ho visto. Perfettamente ricostruito. Ma l’originale (e dunque la copia) non dice molto — non è un edificio funzionale. Spazio aperto senza senso di recinto, inutile, la pietra costosissima per distogliere l’attenzione dal fatto che non c’è niente là. Un non-edificio. Benché un sito di pellegrinaggio per la progettazione elitaria.
Saluti cordiali,
Nikos

……………

ci si consenta un’osservazione priva di qualsiasi fondamento, anzi, puramente epidermica: …

l’originale … almeno da quello che si può apprezzare dalle fotografie dell’epoca …

sembra un capolavoro … e le splendide foto antiche ne esaltano, naturalmente, i significati …

la ricostruzione attuale, invece, … apparentemente “identica” … irrita per la sua “modernità” …

buona per gli spot pubblicitari … un remake alla Woody Allen …

che sia un problema di “aura”? …

forse, anche …

il feticcio della reliquia? …

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19 Responses to “Perfettamente ricostruito” …

  1. Pi ha detto:

    Volevo semplicemente rilevare l’esagerata violenza di queste prese di posizione così radicali e fanatiche, per cui quello che è, comunque la si pensi, un patrimonio importante della storia dell’architettura viene ridotto a spazzatura da smaltire. Ma riconosco che siamo nell’arena vivace e volatile di un blog, per cui non c’è scandalo. Saluti.

  2. pi ha detto:

    A proposito del commento del Prof. Muratore, che pur non avendolo mai conosciuto ho imparato ad apprezzare e stimare attraverso il suo geniale e vivacissimo blog. I distinguo tra l’originale e la copia possono essere infiniti, e sicuramente la sua osservazione è acuta e giusta. Resta il fatto che io l’originale, tramandato dalle celebri fotografie in bianco e nero, non l’ho mai potuto vedere. Ho visto il rifacimento, che mi è sembrato il risultato di un attento studio filologico che si è potuto giovare dell’abbondante materiale di progetto tuttora esistente. Non è si è trattato di una banale operazione di cartapesta. Avere la possibilità di girare tra quei travertini, quegli specchi d’acqua, quei splendidi piani orizzontali e verticali, quelle divine proporzioni mi è piaciuto molto. Sono di bocca buona? E’ possibile, anche se credo che per un’architettura come quella il rifacimento serio sia un’operazione legittima. Comunque professore mi lasci ancora esprimerle la mia stima e simpatia.

    • Anche mio nonno vedeva i fantasmi... ha detto:

      pi, sono d’accordo te… non è una questione di esser di bocca buona… anche se è una copia è un bell’architettura. se poi uno la vede come il regno del male problemi suoi…

      robert

    • MAURO ha detto:

      Ho visto la ri-costruzione del Padiglione di Mies. So che il tema, interessante certamente, sia la sua “copia”. Sarebbe interessante affrontarlo con esperti “qualificati”. Mi pare – potrei sbagliare, mi scuso in anticipo – di rilevare, piuttosto, dalle parole di Nikos una critica – legittima, per carità in italia siamo tutti allenatori, quindi anche Nikos può parlare e scrivere di Architettura – a Mies.
      Penso che il Maestro, Mies non Nikos, sia un Architetto classico come Schinkel, Palladio e Kahn, quindi Moderno non significa nulla o quasi.
      Credo, circa a Nikos e alla critica architettonica dei suoi testi, che “una risata la seppellirà”
      CIAO
      MAURO

      • pi ha detto:

        Pienamente d’accordo con Mauro, stiamo parlando di capolavori, rari, che escono dalle usuali classificazioni e distinzioni. Grazie all’iniziativa intrapresa da un qualificato gruppo di studiosi e finanziatori, quell’opera è stata “rifatta”, e rifatta bene. Senza considerare che un conto è copiare la Gioconda, un conto è ri-costruire un’architettura “dov’era e com’era”, disponendo di abbondante materiale di progetto e di precise specifiche tecniche. Poi uno se la va a vedere e se ne torna a casa con la sue impressioni. Quello che è certo è che non si tratta di un abuso, di un’operazione illegittima, di un attentato alla cultura, di una apologia di reato, ecc. ecc.

  3. Nikos Salingaros ha detto:

    Replica a Mauro:

    Sì, sono molto critico verso l’architettura e la persona di Ludwig Mies van der Rohe. Non trovo nessun edificio suo che fosse un capolavoro. Per carità, non ha fatto architettura classica, e neanche Louis Kahn, dunque, è sbagliato parlare di loro come “classici” accanto a Palladio e Schinkel.

    In Giappone ricostruiscono alcuni tempi Shinto ogni 20 anni, copie esatte utilizzando i stessi materiali e tecniche tradizionali. Il senso “sacro” di questi edifici non cambia perché l’esperienza emotiva degli spazi e le superficie rimangono i stessi — positivi — per l’utente.

    Per questa ragione, non vedo nessun significativo nel distinguere l’originale del Padiglione Tedesco di Barcellona di 1929 dalla copia costruita in 1983-1986. Il mito della trascendenza dell’originale è proprio la fede nell’ideologia modernista perfetta. Se la realtà non corresponde alla promessa immaginata, dunque, qualcosa dev’essere sbagliato nella copia. Ma non è così.

    Immagini che cosa succederebbe quando dici a qualcuno (un architetto) che tutto che ha creduto in tutta la sua vita è basato su una bugia, e poi lo dimostri utilizzando la scienza. E certo che si possa seppellire la scienza … lo hanno fatto i vandali ripetutamente nella storia. Ma quando questo accade, non è per ridere.

    Cordiali saluti,
    Nikos

    • pi ha detto:

      Il bello di un blog è che un delirio spassoso come quello qui sopra (le “bugie” di un’intera epoca della storia e della cultura “dimostrate e seppellite” dalla scienza!!!!!) ha dignità di divulgazione. Lo dico senza ironia o scandalo: è un bene per tutti che certe elucubrazioni siano portate alla luce. (A meno che non pensi alla produzione architettonica del duo Hitler-Speer).

    • MAURO ha detto:

      “Sì, sono molto critico verso l’architettura e la persona di Ludwig Mies van der Rohe. Non trovo nessun edificio suo che fosse un capolavoro. Per carità, non ha fatto architettura classica, e neanche Louis Kahn, dunque, è sbagliato parlare di loro come “classici” accanto a Palladio e Schinkel.”

      Egregio Nikos, come si fa a darle una risposta?
      Lei, nei Suoi scritti confonde il Modernismo con il Movimento Moderno.
      Lei non ragiaona da Architetto che comprende la Composizione, quindi non conosce quanto ci sia di “classico” nel comporre di Kahn e di come si possa trovare una “matrice comune” che vada da Palladio, a Schinkel, a Terragni…fino a Lou.
      Tutto qui.
      Cordialmente
      MAURO

  4. Nikos Salingaros ha detto:

    Realmente, questa certezza fredda dell’élite architettonica, di essere completamente giustificata nella sua visione industriale (morta) del mondo vivente perché esercita il potere sopra come sviluppare l’ambiente costruito da ormai un secolo, è spaventosa. Congela il sangue nelle mie vene.

    L’elite dominante è assolutamente sicura che i suoi Dei artificiali sono dei veri Dei, anche contro prova scientifica. Una questione strettamente teologica, dunque non verificabile dalla scienza. Il fondamentalismo geometrico basato su un’autorità astratta deriva dall’odio contro la tradizione.

    Ciò ne è una dimostrazione del trionfo della volontà e del potere crudo sopra il ragionamento umano, iniziato nell’architettura dal Bauhaus. È questo il fenomeno triste che ha cominciato la discussione in primo luogo. Ma il dibattito non si concluderà qui.

    Cordiali saluti,
    Nikos

    • MAURO ha detto:

      Nikos, con tutto il rispetto, Lei farnetica cose che non si comprendono.
      Parli di architettura e composizione, se le conosce.
      Da come si esprime, e scrive i suoi testi, credo che non le conosca.
      MAURO

  5. Nikos Salingaros ha detto:

    Ah, sì, ho dimenticato. Scusatemi. La composizione architettonica è un concetto effimero che risolve tutto. Si utilizza per nascondere i crimini contro la natura e l’ordine geometrico vivente. I “maestri” del Bauhaus hanno cancellato ogni conoscenza della composizione architettonica precedente per poi imporre le loro forme morte industriali. Altrimenti l’inganno sarebbe stato impossibile.

    Dunque, secondo il vangelo del Bauhaus: “in principio era la forma industriale” — un’espressione del vuoto freddo, della trasparenza aliena, delle superficie sterili, la negazione della vita in ogni sua forma. Il Credo Nihilista. Il dogma fondatore della nuova religione è scritto in linguaggio geometrico formalistico. Non tanto nei testi canonici troppo confusi, ma nei esempi visuali a seguire assolutamente.

    E oggi s’impara l’architettura copiando i “maestri” senza riflettere. Ma quali sono le regole della Composizione Architettonica che genera mostri come alcuni Musei d’Arte Contemporanea, Chiese adattate all’adorazione del proprio architetto invece di Cristo, Sale Esposizione, Aeroporti e Stazioni Ferroviarie? Non ci sono. Soltanto incantesimi per arrivare all’ennesima imitazione storta delle forme Bauhaus.

    Saluti cordiali,
    Nikos

    • MAURO ha detto:

      – I “maestri” del Bauhaus hanno cancellato ogni conoscenza della composizione architettonica precedente per poi imporre le loro forme morte industriali.
      Sì, quanto dice è condivisibile, e interessante.
      – E oggi s’impara l’architettura copiando i “maestri” senza riflettere. Ma quali sono le regole della Composizione Architettonica che genera mostri come alcuni Musei d’Arte Contemporanea, Chiese adattate all’adorazione del proprio architetto invece di Cristo.
      Pienamente d’accordo, circa le Chiese contemporanee dove si “adora” chiunque, tranne che il Cristo.

      Quanto a Maestri come Terragni e Kahn: non li confonda come Bauhaus; non faccia l’errore di confondere, come fa nei suoi scritti, Moderno, Modernismo, contemporaneo etc etc.
      Terragni, Kahn sono esattamente il contrario: hanno “continuato”, certamente reinterpretandola e “variandola”, la cultura compositiva che li ha preceduti.
      Per questo, come metodo compositivo, sono classici.

      Certo che questo passaggio Le sfuggirà in eterno, ma non si può essere, come nel suo caso, preparato in composizione….La saluto
      mauro

    • Antonio C. ha detto:

      Per sigg. MAURO e pi:
      pregasi ribattere con argomenti … comprensibili e di vostra conoscenza. Grazie
      Saluti

    • Pi ha detto:

      Lei odia il Bauhaus, è legittimo, sono fatti suoi, un consiglio che le si potrebbe dare è di astenersi dall’usare questa terminologia estrema, per cui chi la pensa diversamente è un criminale, ma è solo un consiglio, faccia lei, in fondo quel che conta è la salute. Ossequi

  6. salvatore digennaro ha detto:

    a questo punto mi chiedo quale edificio, in Italia ad esempio, dovremmo ricostruire ogni vent’anni?…
    in pratica una volta trovata la forma “perfetta”, dimostrata scientificamente, essa viene congelata e ripetuta all’infinito come un teorema di matematica, finchè un’altro scienziato ne scopre uno nuovo…

  7. Pi ha detto:

    Contrariamente all’uso giapponese, nel mondo occidentale non esiste l’uso della copia sistematica dei monumenti. A Barcellona, caso assolutamente unico, è stato rifatto il padiglione di Mies, a detta di alcuni (tra i quali io) un evento positivo. A nessuno è venuto in mente di auspicare l’applicazione in modo esteso di questa esperienza. Tutto qui, ma si è aperta una polemica con accenti da guerra di religione, anatemi e maledizioni, è segno di vitalità o di patologica voglia di fare a cazzotti, quale che sia l’argomento?

  8. sergio 43 ha detto:

    Anche io reputo vivamente positivo che sia stato rifatto il padiglione di Mies. Per quello che ne posso dire, ho trovato il padiglione di una classica misura, leggerezza ed eleganza tra natura e costruito come solo puoi trovare nell’esempio del rievocato edificio giapponese. Se l’architettura è anche un arte sentimentale, non solo il luogo di aspri contrasti ideologici, la visita al padiglione mi ha donato momenti di appagamento e serenità.
    Per lanciare un sasso in piccionaia e per discutere sul valore della “copia” quando questa si rifaccia ad elementi certi di capolavori distrutti o solamente disegnati, che se ne può dire dell’idea di alzare la facciata michelangiolesca del San Lorenzo a Firenze, idea recentemente rilanciata dal Sindaco Renzi? La prima volta che, per prepararmi all’esame zeviano di Storia dell’Architettura, visitai la città gigliata, passando davanti alle ammorsature della facciata, mi chiesi fanciullescamente che cosa sarebbe cambiato percettivamente. Era un idea affascinante pensare al coraggio che ci sarebbe voluto per realizzare l’intento! L’unico dubbio che non ero capace di risolvere era: usare per la facciata il caldo travertino del Michelangelo romano, la pietra serena del Michelangelo fiorentino, il più aulico marmo di Carrara, comunque scelto dal Maestro? Visto lo scandalo del forestiero botticino a Roma, propendevo per l’ottima pietra locale usata per gli Uffizi.

  9. Stefano Serafini ha detto:

    Il problema mi pare molto chiaramente quello di una scolastica architettonica: hai voglia a far vedere loro il cannocchiale, continueranno a risponderti che per Aristotele i corpi celesti vigono su sfere trasparenti e il lucido dell’aria li fa sembrare imperfetti quando non lo sono. Loro hanno studiato Composizione, cribbio! Che poi gli edifici usciti da quella composizione abbiano effetti devastanti sul piano umano, sociale e politico a loro non importa nulla. Destrutturare l’architettura moderna e contemporanea, mostrandone la radice nichilistica, con i suoi effetti concreti, non c’entra un bel niente con la scolastica estetica e moralistica che viene usata ancora oggi nelle accademie per decidere chi sia un grande architetto.

    Non è in discussione la genialità di un Terragni o di un Khan, è ovvio che si tratta di menti superiori e di grandi interpreti del pensiero architettonico. Ma è proprio l’intera barca sulla quale navigano che qui si vuole mettere in discussione. La nave dei folli di erasmiana memoria.

    Si potrebbe obiettare che tale follia è comune alla politica, all’economia, alla letteratura, all’arte, in generale al mercato di cui è si è inzuppata l’intera nostra civiltà. Ma è qui che risalta il ruolo chiave, importantissimo, della progettazione dello spazio umano, la cosa più prossima al corpo, E perciò il presunto “delirio” del professor Salingaros ha un’importanza che soltanto un superficiale può dismettere con una risatina.

  10. pi ha detto:

    “…gli edifici usciti da quella composizione abbiano effetti devastanti sul piano umano, sociale e politico……..”, addirittura!!
    Affermazioni che si lasciano cadere così, senza se e senza ma, come fossero verità granitiche. Qui non c’entra più l’architettura e o la composizione, siamo nell’ambito della fede (stavo per dire del fanatismo), che esclude a priori gli “infedeli”.

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