Ara Pacis, chiuso per restyling, da aprile più spazi per mostre …
più spazio per le mostre-monnezza …
il Vittoriano ha fatto scuola …
Ara Pacis, chiuso per restyling, da aprile più spazi per mostre …
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leggendo la notizia di “la Repubblica”, scritta con una “pompa” propagandistica d’altri tempi (simili a quelli del presente sindaco), mi è venuta in mente l’immagine di Totò vestito da pazzariello che guida la banda del paese per annunciare il rientro in patria del fortunato emigrante.
Purtroppo, però, quella la “pompa” resta per me un riferimento alla “pompa di benzina” … vista l’imbarazzante similitudine del progetto di Meier con la stazione di servizio autostradale presso Fabro-Ficulle.
Rimanendo in tema Totò, questo restyling a 6 anni dall’inaugurazione si commenta con un “…. e io paaagoo!”
Tanto “destino fatidico” per portare la pace sull’orbe terraqueo e tanta passione per rappresentare l’impegno assolto in un ara sacra per poi ridurla, in questi nostri tempi mercantili, ad una puttana che i lenoni capitolini cedono a ogni acquirente disposto ad assecondare le proprie voglie con una vecchia signora e con le sue grazie oramai passate. La citazione “pecunia non olet” del primo imperatore flavio era riferita ad una funzione di cui le persone di buon gusto non parlano mentre oggidì serve a giustificare la svendita ingloriosa di una storia bimillenaria.
Ottimo sistema, quello delle mostre, per riciclare soldi sporchi.
È ridicolo, se viene un miliardario russo o cinese, e chiede in affitto a prezzo “non rifiutabile”, l’Ara per un rave-party a champagne, “quelli” glielo danno!
per mantenere in vita certi edifici si stanno mettendo in pratica i suggerimenti dell’architetto Mangoni, collaboratore di Elio e le Storie Tese … tra un po’ scopriremo che adotteranno anche l’idea di far utilizzare i musei per far trascorrere la prima notte di nozze a chi voglia provare il brivido di farlo in mezzo all’arte.
Se non conoscete i video di Mangoni vi suggerisco di vederli perché sono esilaranti, specie pensando a quelli che lo hanno preso sul serio
Aprire un distributore di benzina dentro il Colosseo. E’ un’idea brillante perdinci ! Vincente persino.
noi tutti si paga la megalomania e la brama affaristica di amministratori dissennati…Il giusto rispetto per la Storia, per la Storia che non appartiene solo ai romani, è una merce oramai fuori catalogo. Se mi ritengo fortunata ad abitare in via dei Greci, se la mia colonna sonora domestica è quella del Conservatorio di Santa Cecilia che entra dalle finestre, è pur vero che quando esco di casa mi scontro ogni giorno e più volte al dì con alcuni degli scempi epocali di questa storica città. Il cantiere sporco e sciatto e lento del Mausoleo di Augusto mi si rinfaccia senza creanza, con lo scavo e lo scasso dietro San Rocco…e al pensiero che quello che era un cerchio verde e anche un pò selvatico, ma fascinoso, diventerà la famosa spianata arida per far passeggiare alcuni “fighetti” usciti dalla “fighissima” teca di Meier, beh, mi girano le scatole e mi rattristo anche.
Per quanto riguarda la nuova sistemazione di San Silvestro, ho notato con piacere che nel pomeriggio il palazzo di Bedetti regala una compatta ombra che d’estate è ciò che si cerca…per il resto si è cancellato il segno delle pensiline ATAC che erano un continuum con le altre costruzioni legate alla mobilità sia urbana che ferroviaria; un segno del periodo che oggi, a ben vedere, aveva un preciso criterio di unitarietà e di riconoscibilità.
Un saluto al Prof.