TBM … CASE CON LE FINESTRE …

memmo54 commented on TOR BELLA MONACA … CHE FINE HA FATTO? …

“La contingenza non è favorevole, le casse vuote , l’indebitamento minaccia scenari da brivido ma un’iniziativa simile prefigura orizzonti sostenibili e pensati .
Si può anche eccepire qualche inevitabile atrocità linguistica, qualche misteriosa monotonia ( è passato del tempo : molto s’è dimenticato, molte cattiva abitudini han fatto breccia..) tuttavia è una delle poche iniziative di indubbia consistenza (… si contano sulle dita delle mani…) assimilabili ad una città ed osservabili a queste latitudini; da almeno ottant’anni. Le immagini, al di la delle “cineserie” dell’ambientamento, comunicano, malgrado ciò, continuità culturale e speranza.
La torre è una torre e non un monolite o la metastasi verticale di cellule tipo, le residenze sono case con tanto di finestre, gli accessi sono segnalati, c’è un dentro ed un fuori , s’intuiscono tecniche, materiali e colori assimilabili alla geografia del luogo; le strade , anche se rappresentate vuote, s’impongono come momento di relazione; con linguaggio consolidato e comune si indicano oggetti che chiunque può riconoscere. Bastano queste poche semplici cose per farlo aprrezzare.
Certo non è dirompente e rivoluzionaria, non apre scenari e prospettive nuove, non reinventa il mondo.
Gli aficionados dell’emozione estetica, i critici sacerdoti del ricerca e dell’innovazione rimarranno perciò delusi ed anche sconcertati dall’assenza di qualche presupposto : non c’è dramma, non c’è tensione non s’intravede la titanica lotta che strazia l’io nello slancio creativo. Tranquilli: i drammi, grandi e piccoli, già abbondano nella vita: fornirne degli altri è un’ inutile perversione.
Il mondo c’è già; pazientemente e faticosamente “costruito” informa la vita e non è affatto l’esecuzione deficiente di un dio bambino, o estinto da secoli ma il posto in cui ognuno può riconoscere e ritrovare parte di se ; luogo meraviglioso ed immutabile che infonde forza e certezze anche a coloro che immaginano di essere eroi del mutamento e della novità.

Saluto

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1 Response to TBM … CASE CON LE FINESTRE …

  1. giancarlo galassi ha detto:

    Sono tra quelli che eccepirebbero le evitabili atrocità linguistiche da archistar tra le altre archistar contestando l’eccesso di “firma” del lavoro a Torbella di Krier, tra quelli che non sarebbero spaventati nemmeno da una “monotonia” linguistica (niente di più monotono di un centro storico (almeno fino all’assolo – sempre in scala linguistica con il resto – del Palazzo nobiliare o della Chiesa), ma resto comunque molto colpito dall’intelligenza di questi recenti post di Memmo54 che mi sento di condividere in particolare per la parte
    “atarassica”, convinto come sono che un lavoro, equiparabile a qualunque altro lavoro, quale quello specifico del costruire non può avere tra i suoi primi fini l’emozionare e quibdi l’Arte quale veicolo di passioni, ma piuttosto semplicemente lo “stare al mondo”.

    Se mai l’emozione dell’autore o dello spettatore, che è innegabile, oggi che tanto siamo svezzati da altri media, non può essere che qualcosa di serendipico, di trovato fortunosamente (se non fortunatamente) e per caso, grazie al cielo. I nostri cuori, e storcete pure il naso a cuore come l’avete storto ad atarassia, sono ormai spugne così complesse e soggettive che la pretesa di volerlo guidare in un territorio così “economico”, il più economico probabilmente, quale quello dell’architettura, è semplicemente ridicolo.

    Non che non siano comprensibili le ragioni di Fuksas o Ghery, solo che li trovo non sinceri nella loro posa Sacerdotale fin nell’abbigliamento, di guide spirituali dell’emozione, del caso… del caos!
    Ma davvero abbiamo bisogno di ulteriore caos al mondo? per quanto sublime possa essere? e per di più “pagando s’intende”? Non basta già riconoscerlo dentro di me, nella mia vita, in quella di chi mi sta vicino, nei continui sforzi che faccio per orientarmici attraverso?

    Allo stesso tempo, certamente, non è plausibile che, in nome di un ordine da contrapporre al caos, si debba tornare a ingressi segnalati con colonne monumentali e sproporzionate.
    C’è da chiedersi: c’è almeno una, una sola chiave ancora valida, tra le tante elaborate nel ‘900, per interpretare il mondo, per quanto complesso esso sia, complesso ma mai caotico nel palinsensto storico che compare in filigrana sotto tanti gli errori contemporanei?
    Possibile che in cento anni di architettura contemporanea non ci sia indizio di metodi per orientarsi in questa complessità con strumenti raffinati dall’esperienza e dalla professionalità?
    Metodi da discutare e portare avanti. Se dovessi ricominciare da capo a mia volta entrerei in un paradosso che inficerebbe il mio tentativo che si basa sulla possibilità di una continuità

    Non è eretico Fuksas, come notava Pi e subito Muratore, piccato, lo impaginava in prima, qui l’eresia è provare a arginare la dilagante insensatezza e perfino l’ignoranza culturale di un certo qualunquistico modo di pensare l’architettura da fighetti che hanno orecchiato solo quello che gli faceva più comodo orecchiare, di cui università e anche riviste, e ci metto anche la Casabella direzione Dal Co, hanno responsabilità.

    Ho iniziato solo per ringraziare Memmo54 e concludo con un apologia ridicola di questo blog casinista in cui poi si riesce a essere eretici anche tra eretici rinfacciandosi vari “io la so più lunga di te”, oppure si discute del valore dei Maestri e se anagraficamente sono da ritenere incolpevoli di ignorare certe scoperte critiche,
    oppure ancora si difendono architetti difficili sorpresi di come una vera attenzione possa formare a una sensibilità tale da riscattare il proprio lavoro,
    o si difendano anche singole opere di autori altrimenti criticati, stupefatti di come l’architettura abbia la meglio sul mattatore (la chiesa di Foligno sì e le losanghe no, tanto per restare alle opinioni su Fuksas del nostro ospite).

    E allora?
    E allora bisogna essere intelligenti e saper ascoltare, e studiare per saper discernere quanto ascoltato, e, soprattutto, tra le bestemmie e le omelie di questo blog imparare che un’idea di architettura, quale che sia, non può divenire un idolo da adorare.

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