Salini, Vianini, Ansaldo … B I N G O …

Linea B, torri di 25 piani in cambio del metrò

Modigliani: “Si stravolgerà tutta la zona con 750 mila metri cubi di case”

 

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2 risposte a Salini, Vianini, Ansaldo … B I N G O …

  1. Giada ha detto:

    Abbiamo bisogno urbanizzazione primaria e secondaria e Alemanno in questi giorni avrebbe dovuto capirlo bene. Queste case chi le abiterà? Molte delle attuali abitazioni sparse nelle zone “limitrofe” a Roma, quali porta di roma, ponte di nona, sono vuote…senza accesso al credito e aiuto a noi giovani non c’è possibilità ne di acquistare ne di pagare l’affitto (per i prezzi esorbitanti, un monolocale a porta di roma può arrivare a 300mila euro e gli affitti partono da 800 euro al mese).
    Roma non ha bisogno di cemento!!!

  2. sergio 43 ha detto:

    Vedete quale importanza avrebbe avuto per Roma l’Asse Attrezzato, per me l’ultima operazione di alto valore culturale, nella comprensione del valore del Centro Storico e nella scelta di sviluppo lineare, prodotto dalla nostra Scuola quando c’erano ancora menti capaci di pensare (Altro che le fermate metro a Piazza Venezia e Casal Monastero!)? Tutti, Destra, Centro e Sinistra, si opposero a questo progetto! E te credo! Ci sarebbe stato tanto da mangiare nel disordine e nelle pastette! A parte che gli urbanisti del Ventennio l’azzeccarono ancora meglio quando pensarono a uno sviluppo lineare che, partendo dalla Caput Mundi, sarebbe arrivato fino al mare! E’ tanto suggestiva nella storia di questa città la metafora della cupola di Michelangelo come testa, dell’emiciclo di Bernini come braccia, da rendere ineluttabile Via della Conciliazione come corpo vivo della Chiesa pur lamentando perdute suggestioni! Non poteva essere, come lo era, la metafora del centro storico come testa di un volto di estrema bellezza, l’EUR come nuovo centro (ci sono anche due emicicli a far da braccia accoglienti per, chi approdando o atterrando, si avvicinava alla città!) altrettanto suggestiva da rendere naturale lo sviluppo tra Via Cristoforo Colombo, Via del Mare e il Tevere come una Nuova Roma fino al mare? D’altronde un’altra grande mente, Costantino, aveva pensato e costruito una Nuova Roma sulle rive di un mare lontano, fregandosene, beato lui, di resistenze senatoriali, cosa evidentemente impensabile nel coacervo di interessi fondiari di nobiltà nere, bianche/gialle, burine e cafone, senza cultura, loro e le amministrazioni che le rappresentavano. Ci siamo mai chiesto perchè il periodo di più alta laicità al governo del Campidoglio avesse indirizzato lo sviluppo, residenziale e industriale di una città in espansione, lungo il Tevere e la Via ostiense?

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