Spiccioli di storiografia romana 3 di 3 …

Bruno Zevi, Controstoria e Storia dell’Architettura Vol.II, Newton &
Compton Editori Roma 1998, p.136

«Quando l’Europa procede con
temerarietà prodigiosa, nella penisola si è prudenti, si gioca al
ribasso dei nuovi valori. I caratteri gotici in questione sono
sostanzialmente due: la dinamica spaziale derivante dallo scontro delle
direttrici longitudinali e verticali, e la danza degli archi rampanti
sul cielo. L’Italia ignora il primo connotato ed offre versioni
moderate del secondo; si appaga di adottare archi acuti, contrafforti e
guglie, magari nelle sale capitolari e nei refettori».

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5 Responses to Spiccioli di storiografia romana 3 di 3 …

  1. memmo54 ha detto:

    Dinamica ? … Scontro ?…Danza ?…
    Adatto alla descrizione di un crollo…quello della basilica superiore, forse.
    Non molte persone soggirnerebbero volentieri in edifici così descritti.
    Accreditare e trasportare alle nostre latitudini spirito e linguaggi estranei al sentire comune è stata la più imperdonabile delle leggerezze perpetrata da costui.
    Una petizione di principio: ridurre l’architettura ad impr5essione, fatto intimo, personale, irripetibile e postulare l’artefice come l’interessante interlocutore di un dialogo continuo e segreto con il nulla o la divinità, formalmente possono essere ammirevoli ma in realtà vellicano l’illusione del “io”.
    Sogliono giocare all’introspezione, alla disperazione ed all’angoscia, ma nel fondo lusingano la vanità; sono in tal senso immorali.

  2. Stefano Serafini ha detto:

    L’acredine di Zevi, intensa, continua, urlata, contro tutto quanto fosse italiano forse era una formula per il successo, forse una fissazione psicologica, forse una passione ideologica, forse tutte e tre le cose insieme. Interessante è vedere le ragioni della sua accoglienza nel contesto accademico. Ho capito che avevamo perso la guerra, e che lo spirito nazionale è quello della pecora. Ma fa lo stesso impressione.

  3. MAURO ha detto:

    No so quanto centri, magari nulla, ma quando entro in un refettorio, o meglio ancora in una sala capitolare, di una abbazia milanese, toscana o francese, sì mi sento “appagato” architettonicamente dagli archi acuti…….Zevi o non Zevi, danza o non danza….La danza delle linee si addice di più al periodo futurista di Severini, ma poi anche il Maestro, per fortuna, è approdato al classicismo….
    MAURO

  4. liuk ha detto:

    Poco prima che Zevi ci lasciasse, sarà stato il ’98 o il ’99 rimasi strabiliato davanti ad un editoriale su architettura cronache e storia (o quel che ne rimaneva…), in cui ci si scagliava con un odio e una passione intensi contro… Gian Lorenzo Bernini (!?!) di cui ricorreva il 400°, e si godeva come ricci per lo scorno che i francesi gli avevano dato sul progetto del louvre ricacciandolo a pedate in Italia. Sembrava una polemica fresca fresca che accendesse gli animi di tutti…

  5. LdS ha detto:

    che lo si ami o lo si odi, in quel di roma non riuscite proprio a farne a meno di zevi…

    robert

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