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…abito a “due passi” da Collevalenza, Todi…Perugia. A due passi dal Santuario dell’Amore Misericordioso.
E’ per me consuetudine vederne l’esterno, la grande piazza (il tetto della casa di accoglienza del pellegrino), il maestoso campanile…è consuetudine vederli mentre passo in auto.
Ma spesso e volentieri non disdegno rientrarvi, anche se conosco a memoria quegli spazi…rientrarvi per perdersi nei particolari studiatissimi, nei corridoi di passaggio bassi fino al disagio (che si dilatano sapientemente nei luoghi della struttura), nell’uso totale del mattone, nella perizia immensa nell’averne studiato ogni più insignificante punto critico nel montaggio… Certo ci sone cose, scelte discutibili…personalmente…
Ma…, ed è cosa non da poco per chi vi entra con Fede…è una chiesa che ti spinge istintivamente al silenzio, come fanno ancora che chiese antiche…
Si sente il sapore dell’opera di un maestro…un’opera da cui attingere rispettosamente…
“come fanno ancora le chiese antiche”…