“Un bel Palazzo italiano” …

Da Pietro Pagliardini:

“Caro Professore
I suoi ultimi post mi hanno suggerito di inviarle le foto di questo edificio certamente noto a molti ma non ai più. E’ il Palazzo del Governo, sede della Prefettura di Arezzo, progettato da Giovanni Michelucci nel 1937 e completato poco prima dell’inizio della guerra. Il Palazzo è la parte più importante di un grande complesso che ospitava anche la Questura, collocata dietro. Mi spiace non poter mostrare le immagini del salone delle feste, davvero notevole, concepito come una specie di piazza metafisica con tanto di finestre che vi affacciano.
 Allego una nota tratta dall’archivio degli edifici del ‘900 della Regione Toscana. L’indirizzo del sito è il seguente:

http://web.rete.toscana.it/cultura/architettura?command=showDettaglio&codice=100223&provincia=Arezzo

“Dalle pagine della rivista da lui diretta, Piacentini saluta l’inaugurazione del Palazzo del Governo con toni entusiastici, riconoscendo in esso una “tappa importante” nell’evoluzione dell’architettura italiana: “l’indirizzo che già si veniva delineando nella Stazione di Firenze, questo indirizzo tutto toscano, schietto, essenziale noi ritroviamo oggi in questo bello e sereno edificio. Ma con quanta maggiore maturità, e sicurezza e fantasia: e con quale miglior risultato! […]E’questo un bel palazzo italiano, inequivocabilmente immaginato oggi, per i bisogni di oggi. Ha proporzioni equilibrate ed umane, spazi adeguati”. La sorte critica di quest’opera michelucciana è stata recentemente sottolineata da Cresti (1993), secondo il quale è probabile che le considerazioni di Piacentini abbiano contribuito, anche per reazione polemica, a condizionare in negativo i coevi e successivi giudizi su questa realizzazione superficialmente aggettivata come ‘classica’ e ‘palladiana’ e solo di recente riproposta all’attenzione e rilanciata alla esegesi di indirizzo post-moderno. In epoca più recente la critica, oltre a concordare unanimemente sul valore del recupero della memoria storica locale operata dal progettista – si veda in particolare il richiamo alle statue in facciata dell’aretino palazzo Albergotti ed alla concavità del fronte del vicino convento olivetano – ne ha sottolineato sia il valore di segno nel paesaggio urbano che il lessico architettonico”.
Pur apprezzando le parole di Cresti, a me pare che definire questo edificio come “classico” non sia proprio superficiale. Ma io non sono né uno storico né un critico.
Saluti
PP

…………….

Ha perfettamente ragione Marcello …

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2 risposte a “Un bel Palazzo italiano” …

  1. ctonia ha detto:

    Piacerebbe anche a Rafael Moneo, anzi, immagino lo conosca benissimo.
    Su Cresti mi pare che Pietro equivochi, anche se non ho sottomano il suo testo non sembrerebbe lui a dire che il palazzo michelucciano è classico e palladiano, ma coloro che a posteriori gli imputano con quei termini l’apprezzamento del fascista Piacentini…
    ciao
    c
    ps: ah naturalmente il Michelucci di questo palazzo non è quello della chiesa dell’Autostrada e di tanti edifici naturalistici…

  2. ctonia ha detto:

    gli imputano: a Michelucci

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