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- Venerdì 17 aprile dalle 17:30 vi aspettiamo per un incontro di studi su VENTURINO VENTURA, al Centro Studi GM.
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Mi sembra di ricordare un’intervista di molti, parecchi anni fa all’allora emergente Massimiliano, giovane architetto romano, diceva l’intervistatore, che allontanatosi dalla Capitale (uno dei primi cervelli in fuga dalla Patria matrigna) aveva ottenuto considerazione e riconoscimenti in Francia. In quei lontani tempi in effetti la storia di Massimiliano era quanto mai singolare, anzi, direi di più, coraggiosa e l’intervistatore era chiaramente incuriosito da questa decisione, tanto diversa da quella che era stata scelta dalla sua generazione, quella sessantottina insomma, che, chi più chi meno, aveva preferito trovarsi una comoda nicchia vicino casa. Il ritorno a Roma di Massimiliano, in questa città in cui i nomi, pur declinanti per l’età, erano ancora sempre quelli, aveva smosso le acque. Massimiliano, che pure in provincia, appena laureato, aveva progettato alcune opere molto interessanti, alla richiesta di spiegare la sua avventura, rispose papale papale, con la sua franchezza:”….A Roma non mi facevano costruire neanche un canile!”. Qui non c’è niente da rosicare. Il fatto è che la storia non è mai cambiata, da allora ad oggi. Vuoi la corporazione che ti coopta se gli sei utile e se ti può sfruttare professionalmente (abolizione dell’Ordine professionale e del valore legale della laurea?), vuoi la classe politica che, con il suo notorio coraggio e per farsi mediaticamente bella, va a cercare sul Who’s Who i nomi più eclatanti per dare incarichi, vuoi quei “costruttori” di oggi che guardano più al valore immobiliare che al valore architettonico dei loro metri cubi. Alla mia età, oramai come il cinese sulla riva del fiume, osservo come vive chi, fra cui una persona a me molto cara, vuole fare semplicemente l”architetto con la “a” minuscola..