Recensione di cemento …

Riceviamo da Giancarlo Galassi: …
«Cos’è questa storia di dolori e stanchezza,

e ira, scontento e speranze cadute?

Figli e figlie degeneri,

la vita è troppo forte per voi—

ci vuole vita per amare la vita.»

E. Lee Masters

Un libro che si legge velocemente.
Interessante come una rivista per parrucchieri.
Quindi un libro importante.
Eventi dell’architettura locale e nazionale ritornano attraverso gli
occhi della quotidianità lavorativa di chi vivendoli e rimasto immune
al filtro della «storia» che ormai convenzionalmente noi epigoni diamo
all’istituto della scuola romana.
In generale c’è un’aria cinica di mesta delusione.
Escluso il primo dei 16, la cui intervista forse andava pubblicata
per ultima per non infierire sugli altri al suo confronto non potendo
nemmeno accampare l’età a scusante.
E forse anche per dare un’illusione di speranza a chi è agli inizi di
questo lavoro.
Vite di architetti non riuscite pienamente nonostante la residenza in
centro e figli sistemati all’università.
Chi voleva fare l’attore o il pittore e purtroppo ha dovuto fare il
costruttore per pasta e patate.
La fatica degli attriti di vite familiari all’ombra dell’illusoria
consolazione di avere una vocazione superiore quale costruttore di
«città».
Infine la delusione per la consapevolezza dello scarso valore
obiettivo della propria opera, un valore che non corrisponde alle
attese giovanili, al di là degli encomi formali, ben oltre l’ «io sono
io e voi non siete un c…» ripetuto ai colleghi fino a perdere il
significato delle parole.
Un libro in cui spira un’aria grama.
Da leggere e di cui liberarsi al più presto.
Liberare, almeno lui, nel cassonetto della carta da riciclo.

G.G.

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3 Responses to Recensione di cemento …

  1. sergio43 ha detto:

    L’architettura italiana in Italia? Praticamente un cimitero di lapidi coperte di svaniti epitaffi che neanche il calore del sole riesce più a scaldare.

  2. Stefano Serafini ha detto:

    Consolante. E i cattivi sarebbero i salingariani…

    Tanti provano a dire Non Ora,
    tanti hanno dimenticato come
    si dice Io Sono, e si sarebbero
    persi, se avessero potuto, nella storia.

    (Wystan H. Auden)

  3. Carolina Marconi ha detto:

    Galassi: eccone un altro che non ha letto il libro.
    Ma ha ascoltato con vivo interesse e si è addirittura entusiasmato alle fregnacce raccontate da due commentatori illustri nella sera della presentazione. Meno male che la maggior parte dei 16 si sono giustamente ribellati quando si sono sentiti dire che le loro sembrano vite di persone insoddisfatte.
    Ma perché, per caso lei è tanto soddisfatto della sua?
    “Mesta delusione”, “aria grama”…
    Complimenti, li ha liquidati proprio bene, i suoi Maestri!

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